Fastweb

Google ha inserito DuckDuckGo come opzione all'interno di Chrome

Facebook importa i contatti mail dei propri utenti Social #facebook #privacy Facebook importa i contatti mail dei propri utenti Facebook ha richiesto agli utenti le password delle loro mail per poi caricare "involontariamente" 1,5 milioni di elenchi di contatti
ISCRIVITI alla Newsletter
Inserendo l'indirizzo email autorizzi Fastweb all'invio di newsletter editoriali. Se non desideri più ricevere la newsletter, è sufficiente cliccare sul link presente in calce alle mail per richiederne la cancellazione. Condizioni di utilizzo.
Google ha inserito DuckDuckGo come opzione all'interno di Chrome FASTWEB S.p.A.
DuckDuckGo
Web & Digital
Il celebre browser dà la possibilità ai suoi utenti di utilizzare DuckDuckGo come motore di ricerca

In un aggiornamento di chromium, base del popolare Chrome, Google ha aggiornato gli elenchi dei motori di ricerca predefiniti disponibili, ampliando così la scelta per i suoi utenti e la ricerca dei prodotti nei mercati di tutto il mondo. In particolare è stato ampliato l'elenco dei motori di ricerca per includere concorrenti pro-privacy in oltre 60 mercati a livello globale.

Le novità, rilasciate ieri nella versione Chromium 73, arrivano in un momento storico in cui Google e altri si trovano ad affrontare il crescente controllo della privacy e dell'antitrust e tutte le accuse di comportamenti distorsivi del mercato sia in patria che all'estero.

Molti governi stanno ora affrontando l'argomento della politica della concorrenza, anche per aiutare gli innovatori tecnologici più piccoli ad emergere e uscire dall'ombra dei giganti del settore tecnologico.

In una nota su GitHub riguardo le modifiche agli elenchi dei motori di ricerca predefiniti di chromium, il software engineer di Google Orin Jaworski si limita a scrivere che l'elenco dei motori di ricerca per paese viene "sostituito in blocco in base alle nuove statistiche di utilizzo" da "dati raccolti di recente".

La maggiore beneficiaria dell'aggiornamento sembra essere la rivale pro-privacy di Google, DuckDuckGo, che ora viene visualizzata come una delle prime opzioni in oltre 60 mercati, stando a quanto registrato da GitHub. In precedenza DDG non appariva nemmeno tra le prime opzioni. Un altro concorrente pro-privacy, il motore di ricerca Qwant, ha guadagnato posizioni, anche se solo nel suo mercato interno in Francia.

Oltre che in Italia, DuckDuckGo è stato aggiunto come opzione in Argentina, Austria, Australia, Belgio, Brunei, Bolivia, Brasile, Belize, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Croazia, Germania, Danimarca, Repubblica Dominicana, Ecuador, Isole Faroe, Finlandia, Grecia, Guatemala, Honduras, Ungheria, Indonesia, Irlanda, India, Islanda, Giamaica, Kuwait, Libano, Liechtenstein, Lussemburgo, Monaco, Moldavia, Macedonia, Messico, Nicaragua, Paesi Bassi, Norvegia, Nuova Zelanda, Panama, Perù, Filippine, Polonia, Puerto Rico, Portogallo, Paraguay, Romania, Serbia, Svezia, Slovenia, Slovacchia, El Salvador, Trinidad e Tobago, Sudafrica, Svizzera, Regno Unito, Uruguay, Stati Uniti e Venezuela.

"Siamo lieti che Google abbia riconosciuto l'importanza di offrire agli utenti un'opzione di ricerca privata", ha annunciato Gabe Weinberg, fondatore di DuckDuckGo.

DDG è in crescita da anni e recentemente ha anche fatto un ulteriore innesto con investitori esterni, per aumentare gli sforzi e per trarre ulteriore vantaggio dalla crescente appetibilità internazionale per i prodotti pro-privacy.

È interessante come l'istanza di GitHub sia datata dicembre 2018, periodo in cui Google ha passato il dominio da Duck.com a DuckDuckGo, dopo che il dominio era stato indirizzato a Google.com per anni.

È stato chiesto a Google quali fosseroi tempi per le modifiche apportate alle opzioni per i motori di ricerca, ma al momento il gigante della ricerca non ha risposto.

In risposta al commento sull'aggiunta di Qwant all'elenco dei motori di ricerca nazionali, il co-fondatore di quest'ultima, Eric Leandri, ha ringraziato Google per l'aggiunta e ha fatto riferimento al fatto che sia stato sicuramente "a causa del gran numero di utenti di Qwant nel mercato interno francese", ma ha anche affermato che Qwant raccomanda ancora ai suoi utenti l'utilizzo di Mozilla Firefox o del browser pro-privacy Brave.

Leandri ha poi concluso dicendo che sarebbe stato più carino se Google avesse aggiunto Qwant anche in Germania e in Italia, mercati dove il suo motore di ricerca ha un buon seguito.

Alla domanda se l'ampliamento dei motori di ricerca in Chrome possa essere sufficiente per evitare ulteriori interventi normativi relativi al dominio di mercato di Google, Leandri ha risposto negativamente, sottolineando che gli OEM Android devono ancora pagare Google per installare di default un motore di ricerca non-Google, in linea con la sentenza antitrust Android della Commissione Europea dell'anno passato.

14 marzo 2019

Fonte: techcrunch.com

Ti piace
questo
articolo?
Iscriviti alla nostra Newsletter

Riceverai settimanalmente le notizie più
interessanti sul mondo della tecnologia!

Inserendo l'indirizzo email autorizzi Fastweb all'invio di newsletter editoriali. Se non desideri più ricevere la newsletter, è sufficiente cliccare sul link presente in calce alle mail per richiederne la cancellazione. Condizioni di utilizzo.
TAGS: #chrome #duckduckgo #privacy

© Fastweb SpA 2019 - P.IVA 12878470157
ChiudiChiudi Questo sito usa cookies di profilazione, propri e di terzi, per adeguare la pubblicità alle tue preferenze.
Clicca qui per maggiori informazioni o per conoscere come negare il consenso. Se chiudi questo banner o accedi ad altri elementi della pagina acconsenti all'uso dei cookies.