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Facebook ha pagato persone esterne per ascoltare i messaggi vocali di Messenger

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Facebook ha pagato persone esterne per ascoltare i messaggi vocali di Messenger FASTWEB S.p.A.
messaggio vocale
Web & Digital
Facebook ha ammesso di aver utilizzato dipendenti esterni per ascoltare e trascrivere i messaggi vocali inviati dagli utenti su Messenger

Dopo Amazon, Google e Apple, anche Facebook ha dovuto ammettere di utilizzare dipendenti esterni all'azienda per ascoltare e trascrivere i messaggi vocali inviati da alcuni utenti su Messenger. La pratica è stata sospesa a tempo indeterminato la scorsa settimana. A scoprirlo è stato ancora una volta il quotidiano statunitense Bloomberg, che ha pubblicato un'inchiesta sul proprio sito internet. L'azienda di Menlo Park ha appalto ad aziende esterne o a collaboratori l'ascolto e l'analisi dei messaggi vocali: in molti casi non veniva specificato da dove provenissero i contenuti. I dipendenti dovevano solamente sentire il contenuto del messaggio e trascriverlo.

Facebook ha cercato di dare una spiegazione a quanto accaduto, specificando che i messaggi ascoltati sono solamente quelli degli utenti che hanno dato il proprio assenso. Nella policy privacy di Facebook, però, non si fa nessun riferimento a questa pratica, ma c'è solo un accenno alla raccolta di informazioni, contenuti e comunicazioni fornite dall'utente. Una frase molto vaga che permette a Facebook molte libertà. La privacy policy è stata rivista lo scorso anno in seguito allo scandalo Cambridge Analytica per renderla più semplice per gli utenti, ma in realtà non sembra essere così.

L'azienda di Menlo Park ha anche spiegato per quale motivo analizzava i messaggi vocali degli utenti: il materiale raccolto serviva ad addestrare gli algoritmi di intelligenza artificiale che trascrivono i comandi vocali.

Perché le aziende ascoltano i messaggi vocali degli utenti

assistente vocale domestico

Lo scandalo dell'analisi dei messaggi vocali degli utenti ha coinvolto un po' tutte le aziende hi-tech statunitensi. La prima inchiesta giornalistica ha riguardato Amazon, seguita poi a ruota da Google e da Apple. Tutte e tre le società avevano affidato a società esterne o a dipendenti interni, l'ascolto dei messaggi vocali e la trascrizione delle parole. Logicamente il messaggio veniva anonimizzato per proteggere la privacy degli utenti, ma in molti casi il contenuto riguardava fatti personali.

Le tre aziende hanno provato a fornire una spiegazione logica del perché le note vocali degli utenti venivano ascoltate. Il motivo è all'apparenza molto semplice: migliorare l'intelligenza artificiale dei loro assistenti vocali. Amazon ha Alexa, Google ha sviluppato Google Assistente, mentre Siri è l'assistente presente nei dispositivi Apple. Per rendere più umane le risposte degli assistenti personali è necessario eliminare le lacune di comprensione del linguaggio umano. E il modo più semplice per farlo è studiare proprio i messaggi vocali scambiati dagli utenti.

Dopo le inchieste giornalistiche che hanno portato a scoprire quanto accadeva, Google, Amazon e Apple hanno trovato delle contromisure. L'azienda di Mountain View ha sospeso l'ascolto dei messaggi per tre mesi, mentre Apple ha dato la possibilità agli utenti di decidere se bloccare l'analisi dei comandi vocali per sempre. Lo stesso ha fatto Amazon: nel proprio profilo Alexa l'utente può decidere di cancellare la cronologia dei comandi vocali.  

Perché Facebook ascoltava i messaggi vocali di Messenger

facebook messenger

Facebook ha fornito una spiegazione molto simile a quella di Apple, Google e Amazon. L'azienda di Menlo Park ha assunto dipendenti esterni per analizzare i messaggi vocali e migliorare il sistema di trascrizione presente su Messenger. Alcuni esperti vociferavano della possibilità che Facebook avesse utilizzato i contenuti vocali per addestrare il proprio assistente personale, ma non c'è nessuna conferma al riguardo.

I pericoli per gli utenti

Facebook non ha commesso nessun tipo di reato nel far ascoltare i messaggi vocali scambiati su Messenger ad aziende terze. Non ci sarebbe nessuna violazione della privacy policy. L'azienda di Menlo Park, infatti, ha specificato di aver utilizzato solamente le note vocali degli utenti che hanno fornito l'autorizzazione. Permesso, che, però non è ben specificato nella privacy policy: si fa solamente riferimento alla possibilità di raccogliere informazioni e contenuti forniti dagli utenti.

Un vero pericolo per la privacy degli utenti non c'è. Prima di fornire i messaggi ai dipendenti esterni, Facebook li rendeva anonimi. Per essere sicuri che l'azienda di Menlo Park non abbia raccolto informazioni anche su di voi, vi consigliamo di disattivare l'accesso da parte del social network al microfono dello smartphone. Lo si può fare molto facilmente dalle Impostazioni del dispositivo, sia Android sia iOS.

 

15 agosto 2019

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