Energia dal calore del corpo

Energia dal calore del corpo: una rivoluzione per i dispositivi indossabili

Un team di ricercatori ha sviluppato un nuovo dispositivo indossabile che raccoglie energia dal calore del corpo
Energia dal calore del corpo: una rivoluzione per i dispositivi indossabili FASTWEB S.p.A.

Dispositivi elettronici e durata della batteria, un'annosa questione che potrebbe essere risolta da nuovi dispositivi indossabili che sono ora in grado di ricaricarsi raccogliendo energia da una fonte vicina e sempre disponibile: il calore del corpo umano. Ma mentre i dispositivi flessibili sono più confortevoli da indossare, non sono sempre efficaci ad assorbire il calore quanto quelli rigidi.

Oggi, un team di ricercatori dell'Università del North Carolina ha sviluppato un sistema che utilizza componenti di metallo liquido, che non solo rendono il dispositivo flessibile, ma anche efficiente e autoricaricabile.
I dispositivi termoelettrici possono essere: smartwatch, braccialetti, patch per t-shirt, etc. I device più robusti, generalmente, performano meglio di quelli flessibili, ma questi ultimi hanno il vantaggio di poter essere a contatto con la pelle, oltre che essere più comodi da indossare.

"Abbiamo progettato un dispositivo termoelettrico flessibile in grado di assorbire energia, che non è vincolato dalla qualità dei materiali come i device rigidi, ma fornisce la stessa, se non migliore, efficienza", spiega Mehmet Ozturk, autore dello studio.

Ecco quindi che il team dell'Università statunitense ha progettato questo dispositivo flessibile, efficiente come un sistema rigido, utilizzando materiali attivi. Per connettere le sezioni tra gli elementi termoelettrici, il team ha realizzato un materiale sicuro composto da un mix di metalli liquidi chiamato E.Ga.In., formato da gallio e indio. Questa lega ha un'alta resistenza elettrica, cosa che lo rende molto efficiente nel generare energia.

"Utilizzare metalli liquidi aggiunge inoltre una funzione di auto-riparazione: se una connessione si rompe, il metallo liquido la riconnette, garantendo così l'efficienza del device", dice Ozurk. "I dispositivi rigidi non sono in grado di ripararsi da soli."

Il prossimo passo del team è di migliorarne l'efficienza modificando materiali e metodi per eliminare le parti che potrebbero succhiare troppa energia. La squadra di ricercatori ha brevettato il progetto, ed un documento che ne descrive il lavoro è stato pubblicato sul giornale Applied Energy.

28 giugno 2017

Fonte: newatlas.com
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