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Creative Commons, cosa sono e come funzionano

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Creative Commons, cosa sono e come funzionano FASTWEB S.p.A.
Creative Commons, come funzionano
Web & Digital
Creative Commons è l'organizzazione no profit che sta tentando di rivoluzionare il concetto di copyright con nuove licenze di distribuzione. Ecco cosa sono e come funzionano

 Il progetto Creative Commons prese vita negli Stati Uniti tra la fine del XX secolo e l'inizio del XXI. Anni in cui, grazie a Internet e la sua massiccia diffusione, si era giunti alla convinzione che il vecchio sistema del copyright e del diritto d'autore avesse ormai fatto il suo tempo. In un sistema liquido e mobile com'era (e com'è) Internet, si rendeva necessario un nuovo metodo per la distribuzione dei contenuti digitali. Ciò si esplicitò nella creazione di sei nuove licenze di distribuzione, che regolavano un nuovo concetto di possesso, non più basato sul “Tutti i diritti riservati” (All rights reserved) ma su “Alcuni diritti riservati” (Some rights reserved). Scopriamo assieme cosa sono queste licenze e come funzionano.

La storia

La fondazione Creative Commons nasce nel 2001 per volere di Lawrence Lessing, professore presso la Stanford University e riconosciuto come uno dei massimi esperti di diritto d'autore negli Stati Uniti. La fondazione nacque grazie al generoso contributo del Center for Public Domain. La versione 1.0 delle licenze venne rilasciata nel dicembre 2002 e, nel giro di nemmeno 2 anni, 4.7 milioni di contenuti digitali erano stati distribuiti utilizzando una delle licenze. Nel 2007, al lancio della terza revisione delle licenze CC (acronimo che sta per Creative Commons), erano oltre 100 milioni i contenuti garantiti da questa forma particolare di diritto d'autore. Nel 2009, con oltre 350 milioni di licenze CC utilizzate, la fondazione rilascia la licenza CC0, con la quale l'autore rinuncia a qualsiasi diritto sulla sua opera e permette a chiunque di riutilizzare come meglio credo contenuti multimediali - testo, immagini, audio o video – realizzati e distribuiti sulla Rete.

 

Il logo Creative Commons

 

In Italia si iniziò a parlare di Creative Commons nel 2003, quando un organo del Consiglio Nazionale della Ricerca (CNR) contattò la Fondazione CC per verificare la possibilità di importare questo modello legislativo anche nel nostro Paese. Il 18 novembre 2003 è lo stesso Lessing ad annunciare l'inizio dei lavori di traduzione delle licenze, rilasciate nella nostra lingua circa un anno più tardi.

Le licenze

Le licenze Creative Commons offrono ad artisti, giornalisti, musicisti, fotografi e videomaker sei differenti articolazioni dei diritti d'autore. L'idea di base è quella di una condivisione più ampia dei contenuti e delle opere d'arte, sfruttando a pieno le potenzialità del concetto alcuni diritti riservati al posto dello “storico” tutti i diritti riservati. Le licenze sono distribuite gratuitamente e liberamente utilizzabili da chiunque, senza la necessità di dover contattare o chiedere autorizzazioni di alcun tipo alla Fondazione.

Ognuna delle sei licenze garantisce alcuni diritti all'autore dell'opera, svincolando però quest'ultima da una serie di limitazioni giuridiche legate al concetto di copyright. Ecco come funzionano nello specifico.

Attribuzione CC BY

 

Licenza CC BY

 

Questo tipo di licenza permette a terzi di utilizzare una qualsiasi opera, anche per scopi commerciali, modificandola, adattandola alle proprie esigenze o di distribuirla con il solo obbligo di citarne l'autore. In questo modo il lavoro compiuto dall'autore viene comunque tutelato, garantendo allo stesso tempo un'amplissima diffusione del suo lavoro. È raccomandata per la diffusione e massima utilizzazione di opere coperte da licenza.

Attribuzione – Non opere derivate CC BY-ND

 

Licenza CC BY-ND

 

La licenza CC BY-ND permette la redistribuzione dell'opera anche per fini commerciali, ma con limitazioni più stringenti rispetto alla precedente. In questo caso, infatti, il re-distributore non potrà apportare alcuna modifica – né al contenuto né all'integrità dell'opera – attribuendone la paternità all'autore.

Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo CC BY-NC-SA

 

Licenza CC BY-NC-SA

 

Proteggendo un contenuto con questa licenza, questo non potrà essere modificato, adattato o ridistribuito con scopi commerciali. Inoltre, chiunque utilizzi come base di partenza un'opera protetta dalla licenza CC BY-NC-SA dovrà citarne l'autore e distribuirla utilizzando gli stessi termini legali.

Attribuzione – Condividi allo stesso modo CC BY-SA

 

Licenza CC BY-SA

 

Utilizzata anche da Wikipedia per la diffusione, distribuzione e riutilizzo delle sue voci, la licenza CC BY-SA è da molti paragonata alla licenza Copyleft (l'esatto contrario di copyright). Permette a terzi di riutilizzare, modificare, riadattare e re-distribuire un'opera anche per scopi commerciali, con il solo obbligo di utilizzare la stessa licenza nella distribuzione del nuovo contenuto.

Attribuzione – Non commerciale CC BY-NC

 

Licenza CC BY-NC

 

La licenza CC Non commerciale permette a terzi di modificare e riutilizzare l'opera come meglio credono, a patto che non perseguano scopi di lucro. Benché le loro nuove opere debbano citare l'autore originale, non devono essere obbligatoriamente distribuite secondo questi termini.

Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate CC BY-NC-ND

 

Licenza CC BY-NC-ND

 

È la più restrittiva tra le sei licenze e quella che più si avvicina al concetto di copyright. La licenza CC BY-NC-ND obbliga a riconoscere i crediti al legittimo autore e, inoltre, non permette alcuna modifica alle opere, né permette di distribuirle a scopo commerciale.

23 luglio 2013

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