Pirate Bay

Boom di download per Pirate Browser, 100 mila in tre giorni

Successo insperato per Pirate Browser, primo software rilasciato dal tracker torrent Pirate Bay. Il browser anti-censura raggiunge i 100 mila download in 3 giorni
Boom di download per Pirate Browser, 100 mila in tre giorni FASTWEB S.p.A.

Partenza con il botto per Pirate Browser. Il programma, rilasciato dal tracker BitTorrent svedese Pirate Bay in occasione del suo decimo compleanno, ha fatto registrare un vero e proprio boom di download in appena tre giorni. Segno, evidentemente, che gli internauti sono alla ricerca di software in grado di garantire la loro privacy online, se non addirittura il loro anonimato totale.

Numeri da capogiro

In 72 ore circa, Private Browser ha fatto registrare ben 100.000 download attraverso il link ufficiale o scaricandolo tramite torrent. Un risultato inaspettato anche per gli stessi gestori del tracker svedese, che si lasciano sfuggire un commento più che entusiasta. “Davvero non credevamo che ci fosse una risposta così forte dagli utenti. Il gran numero di download registrati in questi tre giorni sono sintomo della volontà degli internauti di visitare siti web che i Governi e le autorità giudiziarie dei loro Paesi gli impediscono di vedere”.

 

Pirate Browser, il browser di Pirate Bay

 

Per far fronte all'alto numero di richieste – sulla rete Torrent, ad esempio, ci sono ben 5.000 seeder a condividere il file – i pirati svedesi sono stati costretti a spostare il file su un server con maggiore banda a disposizione. Per venire incontro alle richieste pressanti della community, inoltre, Pirate Bay dovrebbe rilasciare in breve tempo le versioni per sistemi Mac e Linux del suo browser web.

Aggirare l'ostacolo

Per spiegare l'enorme successo fatto registrare dal browser sviluppato dai pirati informatici per eccellenza, basta leggerne le specifiche tecniche. Basato su Firefox 23, Pirate Browser implementa un client TOR e alcune preferenze proxy che permettono di velocizzare la navigazione e aggirare eventuali blocchi o restrizioni applicati a siti web. “Il browser non garantisce l'anonimato – afferma uno degli sviluppatori che ha lavorato al progetto – ma permette solamente agli internauti di visitare siti web altrimenti irraggiungibili per loro. Uno strumento molto utile in Paesi come Iran, Corea del Nord, Regno Unito, Belgio, Finlandia e Italia dove la navigazione è spesso e volentieri soggetta a restrizioni”.

 

13 agosto 2013

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