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Tim Cook, biografia dell’uomo dietro gli Apple Store

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Tim Cook, biografia dell’uomo dietro gli Apple Store FASTWEB S.p.A.
Tim Cook in una foto del 2012
Web & Digital
Una vita passata a ristrutturare catene di produzione e di distribuzione di colossi informatici prima del salto verso la guida di Apple. Ecco chi è Tim Cook, attuale CEO del gigante di Cupertino

 

Se si crede nel destino, allora si può anche pensare che una qualche strana forza oscura si stia divertendo a togliere a Tim Cook quanto gli aveva finora dato. È semplicemente eufemistico dire che negli ultimi mesi il CEO di Apple ha avuto qualche problemino di troppo: prima le mappe, poi le noie con gli approvvigionamenti di iPhone 5 e infine risultati economici e finanziari non esattamente all’altezza delle aspettative. Insomma, le rose e i fiori dei primi mesi alla guida del colosso di Cupertino sono stati messi da parte e il peso di una figura carismatica e imponente come quella di Steve Jobs inizia a farsi sentire.

Sino a metà 2012 (mese più, mese meno), però, la vita di Timothy D. Cook era stata perfetta o quasi. Nato il 1 novembre 1960 in una piccola cittadina dell’Alabama, l’attuale CEO di Apple ottiene il suo bachelor degree (l’equivalente della nostra laurea triennale) in ingegneria industriale presso la Auburn University. Nel 1988 arriva anche il Master of Business Administration (la nostra laurea magistrale in Economia e amministrazione aziendale) ottenuto presso la prestigiosissima Duke University.

Ben presto il giovane Tim trova lavoro nel mondo dell’informatica. Lavora prima in IBM, dove si occupa della catena di produzione e distribuzione per il Nord e Sud America. Resta nel colosso statunitense dell’informatica per 12 anni circa e nel 1994 decide che è tempo di cambiare aria. Assume così la carica di COO (Chief Operating Officer) di Intelligent Electronics, dove resta per tre anni prima di cambiare nuovamente casa. Questa volta arriva in Compaq, ma il matrimonio ha una durata brevissima (poco meno di un anno). Cook riceve una chiamata per alcuni versi inaspettata ma, vista la folgorante carriera, più che meritata.

 

Tim Cook (a sinistra nella foto) e Steve Jobs

 

Approda in Apple nel 1998, poco tempo dopo il ritorno di Steve Jobs. L’allora CEO gli affida un compito difficilissimo: ristrutturare la rete di produzione e distribuzione del colosso di Cupertino, uno dei tanti “buchi neri” della società della mela morsicata prima della “seconda venuta” di Steve Jobs. Il lavoro che lo attendeva era tutt’altro che semplice e il carico che lo attendeva tutt’altro che leggero. Tim Cook, però, si mise di buona lena e se oggi Apple è un colosso con una capitalizzazione di circa 400 miliardi dollari è anche merito suo. Fu sua la decisione di delocalizzare la produzione in Cina a società terze (come ad esempio la Foxconn) e di riorganizzare la distribuzione creando una fittissima rete di punti vendita dedicati esclusivamente a prodotti Apple (gli Apple Store, per intendersi). Il primo prodotto Apple a “sottoporsi” a questa cura (produzione esternalizzata e vendita attraverso punti vendita esclusivi) fu l’iPod Nano: correva l’anno 2005 e il piccolo lettore mp3 di Apple divenne in poco tempo un vero e proprio status symbol.

Nel giro di qualche anno i costi di produzione e distribuzione calarono vertiginosamente, mentre gli Apple Store divennero il cuore pulsante della rete distributiva Apple. Questi successi permisero a Cook di diventare prima direttore della divisione Macintosh, dove curò il passaggio dall’architettura PowerPC verso l’architettura Intel, e poi di assumere per alcuni mesi (era il 2004) la carica di CEO ad interim. Nel 2007 assunse la carica di Chief Operating Officer, mentre nel 2009 tornò a sostituire Steve Jobs come CEO della società. Da questo momento in poi la loro già stretta collaborazione (Cook è senza ombra di dubbio uno die maggiori artefici della rinascita di Apple) divenne un duopolio di fatto: Cook fu l’amministratore delegato ombra della società mentre  Steve Jobs affrontava le fasi finali della sua terribile malattia.

Il 24 agosto 2011 il fondatore di Apple rassegnò le sue dimissioni da CEO e affidò la carica proprio a Tim Cook. Un ruolo difficile, ma ben compensato se si pensa che lo stipendio del 2011 era di poco inferiore ai 400 milioni di dollari.

Il 30 ottobre 2014 fa coming out, almeno per il grande pubblico: "sono orgoglioso di essere gay, e lo considero uno dei più grandi doni che Dio mi ha dato"

24 aprile 2013 (aggiornato il 30 ottobre 2014)

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