Astro Teller, capitano dei moonshot presso i Google X

Astro Teller, il capitano dei Google X

Astro Teller è il visionario dietro alcuni dei progetti più incredibili realizzati negli ultimi anni da Google. Ecco chi è il capitano dei moonshot, l'uomo dietro il progetto dei Google Glass
Astro Teller, il capitano dei Google X FASTWEB S.p.A.

Se, come dicevano i Latini, nome omen, allora il destino di Astro Teller era segnato sin dalla sua nascita. Uno che di mestiere fa il capitano dei moonshot presso Google X, i laboratori dove vengono concepite e realizzate le idee più incredibili sfornate in questi anni dalla società di Mountain View. Tanto per intendersi, i Google Glass, il progetto Loon e l'auto che si guida da sola sono tutte idee concepite all'interno dei Google X lab e poi realizzate in house da Big G. Come si sa, i Google X sono diretti da Sergey Brin, fondatore assieme a Larry Page del motore di ricerca per eccellenza; Astro Teller – il cui vero nome è Eric, decisamente meno poetico di Astro – è invece il capitano dei moonshot, ovvero dei lanci verso la Luna. Traducendolo in parole più comprensibili, è la mente dietro i progetti più incredibili e utopici che i Google X sfornano in quantità industriale.

La carriera universitaria

Che Eric Teller non fosse una persona qualsiasi lo si capiva già dai tempi dell'università. Nato in Inghilterra nel maggio 1970, Teller ha però frequentato studiato presso le più prestigiose università statunitensi: ha conseguito il suo Bachelor of Science (equivalente della nostra Laurea triennale in materie scientifiche) in Computer Science e il Master of Science (Laurea Magistrale in materie scientifiche) in Computer Science presso la Stanford University, conseguendo il PhD (Doctor of Philosophy, dottorato) in Intelligenza Artificiale presso la Carnegie Mellon University. Un cursus honorum universitario di tutto rispetto, insomma, che lo proiettò in men che non si dica all'interno del mondo lavorativo.

Curriculum d'oro

Ed è proprio quando Astro Teller viene catapultato nel mondo del lavoro che tutte le sue peculiarità e punti di forza emergono prepotentemente. Subito dopo aver conseguito il dottorato, inizia la carriera accademica a Stanford, ma si trattava di un ambiente troppo ingessato per i suoi gusti. Decide quindi di buttarsi a capofitto nell'imprenditoria hi-tech.

 

Astro Teller all'interno dei laboratori Google X

 

Nel 1999 fonda BodyMedia, start-up specializzata nell'ideazione e creazione di capi d'abbigliamento intelligenti – come BodyBugg e Sensewear – che, grazie a sensori speciali, erano in grado di monitorare i parametri vitali di chi li indossava. Un'avventura che va avanti sino al 2007 quando Astro Teller, alla ricerca di nuove sfide e stimoli, abbandona tutto per fondare Cerebellum Capital, fondo di investimenti attivo nel settore dell'intelligenza artificiale e apprendimento automatico statistico (statistical machine learning). Dal 2003 al 2010, invece, Astro Teller è stato CEO di Zivio Technologies, società il cui unico scopo era di “collezionare” brevetti e altre proprietà intellettuali.

Tutto, però, termina nel 2010, quando Brin e Page lo chiamano all'interno dei laboratori Google X promuovendolo sul campo al grado di capitano.

Moonshot

Cosa vuol dire, però, essere capitano dei moonshot? Per capirlo bisogna fare un passo indietro e spiegare cos'è il moonshot thinking. Come dice lo stesso Teller, è un modo di pensare che travalica ogni confine: non è un semplice pensare in grande, è un immaginare cose impossibili, tramutare in realtà progetti ritenuti sino ad allora impossibili. Un moonshot deve innanzitutto affrontare un problema che affligge tutto il mondo e ne offra una soluzione basata su ricerche e scoperte scientifiche e non fideistica. “Per quelle – confida Astro Teller – ci sono già le religioni”.

 

Una Google driveless car, macchina senza conducente realizzata dai Google X

 

Basta prendere, ad esempio, il progetto e la tecnologia alla base dell'auto che si guida da sola. Quali sarebbero, viene da chiedersi, le “afflizioni” mondiali per le quali si è reso necessario lo sviluppo di un mezzo di trasporto del genere? Di primo acchito, si potrebbe rispondere nessuno. E invece non è affatto così. L'auto che si guida da sola, uno dei moonshot più riusciti dei Google X labs, può rappresentare la soluzione al milione e 200 mila morti provocati ogni anno da incidenti stradali, oppure ridurre il trilione di dollari che ogni anno si perde a causa del traffico e dei ritardi che provoca. Insomma, due problemi non da poco cui la Google car potrebbe seriamente arginare se non risolvere.

Un lavoro, insomma, da visionari. Il lavoro ideale per Astro Teller.

 

7 luglio 2013

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