World of Warcraft: bonus XP per chi resta a casa

World of Warcraft cerca di convincere i giocatori a restare a casa con bonus agli XP

Un bonus, chiamato "Venti della saggezza", aumenterà la quantità di esperienza acquisita del 100%. Il buff è disponibile per i giocatori di Battle for Azeroth, Legion e Starter Edition
World of Warcraft cerca di convincere i giocatori a restare a casa con bonus agli XP FASTWEB S.p.A.

Se il mondo di Azeroth è stato il posto in cui vi siete rifugiati per trovare riparo da tutte le notizie sulla pandemia di coronavirus, Blizzard ha qualcosa che dovrebbe rendere il vostro soggiorno più produttivo. Da adesso fino al 20 aprile, il vostro personaggio di World of Warcraft riceverà un bonus chiamato "Venti della saggezza", che aumenterà la quantità di esperienza acquisita del 100%. Il buff è disponibile per i giocatori di Battle for Azeroth, Legion e Starter Edition, mentre ahimè, non c'è la stessa attenzione per quelli che giocano su World of Warcraft Classic.
"Se siete a casa e vi ritrovate a dover tornare ad Azeroth", si legge su un post sul sito web di Blizzard, "otterrete uno speciale bonus per aiutarvi lungo la strada."
È possibile usare il bonus esperienza per prepararsi al contenuto finale di WoW o per iniziare a "livellare" quel nuovo personaggio che rimandavate da mesi. Abbiamo visto giochi come Fallout 76 implementare bonus simili per attirare i giocatori nei loro mondi durante questo recente scoppio pandemico.

Fonte: engadget.com

Valve prevede di riavviare Artifact

Valve sta pianificando il reboot del videogioco di carte basato su Dota 2, Artifact.
"Volevamo innanzitutto ringraziare tutti per i tweet, le email e i post", si legge su una dichiarazione rilasciata nella pagina ufficiale di Artifact su Steam. "Il continuo interesse per Artifact è incoraggiante, e apprezziamo sinceramente tutti i feedback ricevuti".
I giocatori potranno presto notare alcuni cambiamenti nel gioco, in quanto Valve sta in queste ore testando i sistemi e l'intera struttura di Artifact. Ciò però non dovrebbe influire sull'esperienza live.
Il post di Valve è stato innescato da un'intervista della rivista Edge a Gabe Newell, che ha affermato che la società è stata sorpresa da quello che è stato definito un fallimento inaspettato.
Artifact è infatti probabilmente il più grande fallimento tra i videogiochi di Valve. Al momento della pubblicazione di un'indagine Eurogamer del luglio 2019 sulla scomparsa di Artifact, solo 101 giocatori risultavano in gioco, con il picco dopo 24 ore che era solo leggermente migliore a 124. Perché è crollato così presto dopo essere uscito? Il problema principale era la struttura dei prezzi. Prima di tutto i giocatori hanno dovuto spendere circa 15,99 dollari per acquistare il gioco, il che avrebbe dato loro due mazzi di partenza e 10 pacchetti di carte bonus. Se poi avessero voluto ottenere più carte, necessario per costruire un mazzo di livello, avrebbero dovuto acquistare più pacchetti, vincerli nelle modalità di gioco che richiedono un biglietto (che costa 3,75 dollari per ogni pacchetto di cinque necessario per entrare), o semplicemente acquistare le carte dal Marketplace di Steam.
"Ma la rarità delle carte più forti come Ax ha comportato un ulteriore aumento dei prezzi. Entro due giorni dal lancio una singola Ax costava già più del gioco stesso. Semplicemente Artifact iniziava ad assomigliare più ad una macchina mangia soldi, che ad un videogioco", ha scritto Mike Stubbs di Eurogamer.
Secondo Newell, Valve sta lavorando a un "riavvio più ampio" di Artifact, chiamato Artifact 2, anche se non è chiaro se si tratterà di un sequel o di un ritorno in stile No Man's Sky per il gioco originale. Ad ogni modo, sembra che Artifact non sia ancora del tutto morto.

Fonte: eurogamer.net

Animal Crossing: il finto linguaggio del gioco "suona" diverso in giapponese

L'Animalese è quel simpatico linguaggio parlato all'interno dei giochi di Animal Crossing e, sebbene sembri davvero una lingua inventata e divertente, è stato recentemente scoperto che "suona" diverso dalla versione occidentale a quella giapponese. Il che è strano: perché Nintendo si prende la briga di modificarlo, se si tratta di una lingua non-sense?
Per capirci qualcosa, bisogna innanzitutto chiedersi il perché gli sviluppatori abbiano deciso di creare una lingua-non-lingua. Lo scopo è quello di evitare qualsiasi tipo di registrazione e localizzazione dei giocatori.
Per approfondire il funzionamento della lingua (o non-lingua) nei giochi, Polygon ha chiesto una delucidazione alla psicolinguista Melissa Baese-Berk. Anche se le lingue immaginarie di videogiochi sembrano assurde, inevitabilmente imiteranno le informazioni linguistiche delle persone che le registrano, il che significa che alcuni suoni senza senso sono più familiari di altri.
In questo video la teoria è più comprensibile, perché di fatto sottolinea le differenze tra i due suoni. In pratica, una parola in Animalese "occidentale" rischia di somigliare troppo ad una parola "vera" in giapponese o viceversa. Ecco quindi svelato l'arcano.

Fonte: polygon.com

23 marzo 2020

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