Il bello e il brutto di Mass Effect: Andromeda

Il bello e il brutto di Mass Effect: Andromeda

Mass Effect: Andromeda, l'abbiamo provato per voi. Vediamo insieme cosa funziona e cosa no in questo attesissimo gioco
Il bello e il brutto di Mass Effect: Andromeda FASTWEB S.p.A.

Alieni, mondi da esplorare e milioni di persone che dipendono dalle nostre scelte, Mass Effect: Andromeda ci mette infatti nei panni del Pioniere, ovvero la persona responsabile di trovare una nuova casa per l'umanità e per molte altre razze aliene nella galassia di Andromeda. Per farlo dovremo contare sulle nostre abilità diplomatiche e su quelle belliche per rendere abitabili alcuni pianeti e sconfiggere una bellicosa razza guerriera che ci darà filo da torcere in ogni angolo di questo nuovo mondo.


Mass Effect: Andromeda è il quarto capitolo della famosissima saga di Mass Effect, una space opera videoludica che riprende i temi cari a Star Trek e li mescola con uno sparatutto in terza persona. Vediamo insieme cosa ha funzionato e cosa no in questo attesissimo gioco.


Cosa non va?

L'epica: l'impatto iniziale con Andromeda è per lo più sbrigativo, superficiale, privo di quell'epica che ci si aspetterebbe dalla scoperta di un mondo completamente nuovo. A causa di un'incidente finiamo su un pianeta e si deve subito iniziare a sparare a mostri che neppure conosciamo, senza neanche una scena che mostri il primo contatto con gli alieni. In seguito continua a mancare un senso di vera scoperta, di meraviglia, tutto ciò che incontriamo è come se fondamentalmente non fosse molto diverso da qualcosa che conosciamo già. Anche quando incontriamo una nuova e pacifica razza con cui collaborare non c'è alcuna emozione.
Le animazioni: Andromeda è stato affidato a un team di sviluppo meno esperto del precedente e la differenza si vede. I personaggi si muovono in modo legnoso, le animazioni facciali sono o assurde o assenti e di conseguenza tutto il pathos recitativo del gioco viene meno, a volte con effetti comici. In generale i modelli di tutti i personaggi non sono particolarmente ben fatti, salvo qualche eccezione e anche la recitazione non è particolarmente ispirata.
Il ritmo di gioco: Ben presto l'antifona è chiara, ciò che dovremo fare per gran parte del tempo sarà vagare per i pianeti alla ricerca di minerali, oggetti da scansionare con i nostri strumenti e avamposti pieni di nemici molto simili tra di loro da distruggere. Ben presto le parti più interessanti di Andromeda diventeranno quelle in cui la storia prosegue o in cui possiamo interagire con i nostri compagni di squadra o con i vari personaggi che popolano la galassia. 


Cosa funziona

L'azione: Rispetto ai capitoli precedenti Andromeda è decisamente più solido quando si tratta di sparare. Ci sono un sacco di armi e poteri differenti, i compagni di squadra sono sempre molto efficienti nell'aiutare ed è possibile affrontare ogni scontro con un discreto ventaglio di soluzioni, dall'approccio frontale e ravvicinato a quello più cauto e basato sulla furtività e i fucili da cecchino. Il sistema di movimenti è rapido e preciso, sia nel farci riparare dietro una copertura sia quando ci dobbiamo spostare per evitare una granata. Se cercate solo azione Andromeda non vi deluderà.
La mole di contenuti: Ghiacciai a -30° con aurore boreali e balene imprigionate nei ghiacci, deserti radioattivi, giungle, cripte misteriose piene di robot mortali, chilometri e chilometri di spazi da esplorare con un mezzo corazzato a sei ruote, ore e ore di quest, dialoghi, documenti da leggere e storie da scoprire. Per chi adora la space opera Andromeda offre ore e ore di contenuti in cui perdersi, esattamente come i suoi predecessori. Il tutto in panorami che sono spesso molto belli da vedere ed estremamente vari. 
La base della storia: Avremmo preferito che fosse raccontata meglio, ma la storia di Andromeda è un interessante variazione sul tema classico della conquista dell'ignoto. Invece di essere nei panni del solito eroe pronto a tutti vestiamo quelli di un ragazzo che si trova quasi per caso investito di un ruolo più grande di lui e che deve fare di tutto per conquistare la fiducia degli altri. In questo il sistema di dialoghi ci permette di plasmare il personaggio come preferiamo, scegliendo di farlo diventare un soldato gelido, una simpatica canaglia o un eroe romantico. 

27 marzo 2017
 

source:fantoni
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