Pokémon GO è un'app che crea dipendenza

Ecco Pokémon GO, l'app diventata ormai virale

L'uscita del titolo che mescola RPG e realtà aumentata sta spopolando. Ed è ormai un fenomeno virale
Ecco Pokémon GO, l'app diventata ormai virale FASTWEB S.p.A.

Immaginate di essere sul divano, di tirar fuori dalla tasca il vostro smartphone e di installare l'app Pokémon GO. Sullo schermo del cellulare compare una versione digitalizzata del vostro mondo circostante e di tanto in tanto, all'interno della vostra casa, può capitarvi di incontrare versioni 3D dei mostriciattoli giapponesi. Il vostro scopo è recuperarli con le Pokéball e creare il vostro esercito di Pokémon per battere gli altri allenatori. Ecco cos'è Pokémon GO.

Sin dagli albori degli smartphone, i fan più sfegatati di Pokémon hanno chiesto a gran voce che venisse prodotto un titolo sui loro beniamini da giocare in tutta mobilità. Ma Nintendo sembrava non interessata alle richieste. Il silenzio della casa nipponica si spiegava facilmente: se avessero prodotto Pokémon per iPhone, chi avrebbe comprato il 3DS (o successivi)? Per anni, la filosofia di Nintendo è stata quella di non produrre giochi per mobile, ma da marzo 2016 le cose sono cambiate, grazie a una partnership con l'azienda di sviluppo giapponese DeNa, che ha realizzato ben cinque titoli di proprietà di Nintendo. Da qui si è partiti, fino ad arrivare alla collaborazione con Niantic, azienda "figlia" di Google, che ha portato alla realizzazione di Pokémon GO.

A dispetto di moltissimi videogames, sembra che dietro a Pokémon GO ci sia l'intento, da parte dell'azienda nipponica, di mantenere in salute i suoi utenti per molti anni. Come già fatto con Wii Fit, infatti, Pokémon GO invoglia i giocatori a tenersi in movimento, per scovare in giro per la città i Pokémon migliori. Più si cammina e più riconoscimenti si riceveranno dal gioco, che misura la distanza percorsa. Ecco un retroscena che in molti non avrebbero mai immaginato.

Dov'è la magia di questo nuovo titolo? La fortuna del gioco risiede nel fatto che oggi siamo noi, quelli che devono "acchiapparli tutti", e non portare il protagonista di un gioco al compimento della missione. Dobbiamo cercarli, allenarli, sceglierli, proprio come facevano i protagonisti dell'anime nato ormai una ventina di anni fa.

Dal momento del rilascio, una vera e propria dipendenza collettiva ha contagiato la popolazione. La polizia australiana ha dovuto redigere una nota che invitava le persone a "smettere di entrare nella stazione di polizia" per catturare un Sandshrew. L'app è inoltre al primo posto tra le più scaricate su iTunes Store, gratuita da installare e da giocare, perché contiene acquisti in-app comodi per poter acquistare con soldi veri, beni ed articoli utili al gioco.

Nintendo e Niantic ancora non sanno quanto questa febbre da Pokémon potrà durare. Il gioco non è ancora perfettamente ottimizzato e crasha dopo ogni cattura, ma le aziende sono fiduciose. Intanto il consiglio è quello di prestare attenzione al mondo reale, specie se andate in giro per la città a cercare i vostri mostriciattoli virtuali. I pericoli metropolitani sono reali.

11 luglio 2016

Fonte: thedailybeast.com
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