Ces 2017, il futuro è oggi

CES 2017, cosa ci ha colpito

Direttamente da Las Vegas una panoramica su realtà virtuale, gaming, robotica e... case con cui potremo parlare
CES 2017, cosa ci ha colpito FASTWEB S.p.A.

Niente profuma di futuro come l'inizio di un nuovo anno. Sarà per questo che il Consumer Electronics Show di Las Vegas, comunemente detto CES, apre i battenti proprio nei primi giorni di gennaio per mostrarci ogni possibile, ma anche impossibile, tendenza tecnologica. 
Negli anni '80 era la manifestazione in cui venivano presentati i primi pc, le calcolatrici scientifiche, le stampanti, prodotti tendenzialmente pensati per il mondo del lavoro. Poi sono arrivati i videogiochi, televisori sempre più grandi, computer sempre più potenti e oggi che praticamente tutto ha un processore ed è collegato a internet, passeggiando tra i suoi padiglioni, si trovano dai droni alle lavatrici intelligenti, dalle auto che si guidano da sole alla realtà virtuale.
Insomma il CES è il momento in cui il mondo dell'elettronica di consumo si raccoglie per farsi una foto di gruppo tutti assieme e dunque è anche il momento giusto per scoprire che direzione prenderà il futuro, o almeno uno dei futuri possibili. 
Quest'anno la scena è stata caratterizzata da una sostanziale continuità col passato più che da un drastico cambiamento di rotta. Ma se pensate che questo sia un male, che la tecnologia ormai non vi stupisce più perché avete già sentito parlare di domotica, computer spettacolari, robot e droni beh, sappiate che in verità dovreste essere contenti, vuol dire che stiamo veramente iniziando a vivere nel futuro.

Il mondo dei robot


Tranquilli, è ancora presto per aver paura di una rivolta in stile Westworld, per adesso il CES ha solo mostrato che il mondo della robotica e quello degli assistenti virtuali in stile SIRI stanno iniziando ad avvicinarsi per proporre sempre di più.
Fino ad oggi i robot sono stati fondamentalmente trucchetti da fiera, esperimenti creati per strappare ovazioni e titoli sui giornali, ma mai come quest'anno sono sembrati prodotti che potremmo trovare domani sugli scaffali di un grande magazzino. Certo non sarà R2D2 o Numero Cinque di Corto Circuito e potrebbe avere dei problemi se in casa ci sono delle scale, ma è difficile restare impassibili davanti agli occhi di Kuri, robot creato da Mayfield Robotics, d'altronde il suo design è stato curato dalla Pixar. Kuri è in grado di seguirci in giro per casa, connettersi con gli elettrodomestici e sorvegliare l'appartamento quando non ci siamo. Se invece vogliamo crescere un futuro ingegnere la soluzione giusta è Boost, il nuovo set di LEGO che permette di creare piccoli robot e programmarne il comportamento tramite app. 

La tua casa, la tua voce


Una caratteristica comune a tutti i robot presentati all'evento sono i comandi vocali, spesso basandosi su Alexa, l'assistente vocale di Amazon. Questo ci porta dritti dritti al secondo punto più interessante del CES 2017: la domotica e il controllo vocale, ovvero una delle tante tecnologie anticipate da Star Trek. Un ottimo esempio di questa filosofia è Olly, un assistente casalingo a forma di ciambella che non solo si interfaccia con la casa, ma è anche in grado di capire se adottare una personalità chiacchierona o disturbarci solo quando necessario.

Olly

È ormai parecchio tempo che si parla di questo settore e le applicazioni non mancano, ogni anno il futuro sembra un po' più vicino, ma poi ogni anno puntualmente diciamo che il prossimo sarà quello dell'esplosione definitiva. Questo perché finalmente molti dispositivi hanno smesso di cercare di imporre un proprio standard in favore di una compatibilità con i tre principali giocatori in campo: Google Home, Apple HomeKit e Amazon Alexa. Luci, registratori, aspirapolveri robot, sistemi di sicurezza, telefoni, auto, i dispositivi che potremo comandare con la voce già alla fine di quest'anno si moltiplicheranno sempre di più e potranno fare affidamento su un riconoscimento vocale sempre più accurato. Quella che su smartphone e computer è una funzione tutto sommato poco utilizzata si appresta a diventare il modo in cui interagiremo con tutto il resto. D'altronde voce e robotica sono anche parte di una delle più grandi sfide dei prossimi 10 anni, le auto con il pilota automatico. 

Potenza portatile


Qualche anno fa il settore dei portatili da gaming era territorio per computer costosissimi, dal design sopra le righe, pensati per una nicchia molto ridotta di appassionati. A dispetto del tempo che passa in linea di massima oggi è ancora così, basta vedere l'Acer Predator 21X un bestione di 8 kg con due schede grafiche, un monitor da 21 pollici e 10.000 euro di prezzo.

Acer Predator

Ma fortunatamente nel frattempo la scena PC si è popolata di offerte sempre più interessanti che hanno reso il settore estremamente vivo, soprattutto in ambito gaming. Mentre infatti le console hanno vissuto con PlayStation 4 e Xbox One una generazione "di mezzo" incapace di proporre lo stesso salto di qualità a cui avevamo assistito con Xbox 360 e PS3, l'hardware su PC ha continuato a proporre una potenza sempre maggiore a un prezzo più accessibile, per non parlare della realtà virtuale. In effetti quello che è cresciuto di più nell'ultimo periodo è proprio il settore dei portatili da gaming e non stupisce quindi che anche Samsung abbia scelto di fare il suo ritorno in campo proprio scommettendo su questa categoria. C'è poi chi ha deciso che bisognava cominciare a esagerare sin da subito, come Razer che normalmente propone PC portatili potenti e sottili, ma che si è invece presentata al CES con Project Valerie, un prototipo dotato di tre schermi 4K.

In attesa del virtuale


Altra grande scommessa del futuro in cui tutti si stanno lanciando è la realtà virtuale. Dopo Oculus, PlayStation e HTC adesso anche Lenovo, Intel e altre aziende stanno sviluppando visori e periferiche che sembrano andare in due direzioni: da una parte una qualità dell'immagine e della riproduzione dei movimenti sempre più alta, dall'altra la libertà dai fili e dal bisogno di svuotare una stanza per poter sfruttare i visori senza inciampare nel prezioso vaso della nonna. Per ottenere tutto ciò, molti dei visori presenti sfruttavano telecamere frontali che scannerizzavano la stanza e avvertivano l'utente di eventuali ostacoli. Un'altra grande sfida sarà rappresentata dalle periferiche, che dovranno essere semplici, precise e affidabili. Nessuno sarà interessato a una realtà virtuale basata su tute, tapis roulant o altre soluzioni che sembrano uscite da un romanzo cyberpunk degli anni '90. Infine altro fattore su cui la ricerca sta investendo è il tatto, uno dei sensi più difficili da ingannare.

Taclim

Sotto questo punto di vista molto interessanti sono state le proposte di Taclim che ha presentato una sorta di "scarpa" che riesce a trasferire la sensazione di camminare su superfici differenti, e quelle di GearTouchVR e Tactai che stanno sperimentando interfacce che diano la sensazione di toccare "realmente" oggetti virtuali. Parliamo tuttavia ancora di prototipi abbastanza macchinosi e che non giungeranno al grande pubblico in breve tempo. Sotto il punto di vista della realtà virtuale questo CES ha un po' deluso. Dopo l'arrivo sugli scaffali di Oculus, PlayStation VR e HTC Vive questo doveva essere l'anno delle conferme, invece l'impressione è che la realtà virtuale sia ancora alla ricerca di una strada per conquistare il mercato di massa.

10 gennaio 2017
 

source:fantoni
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