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Utenti Android, come evitare che Facebook tracci la vostra posizione in background

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Utenti Android, come evitare che Facebook tracci la vostra posizione in background FASTWEB S.p.A.
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Una modifica delle impostazioni di Facebook per Android consente agli utenti una maggiore privacy nel tracciamento della posizione, ma bisogna attivarla

Mercoledì scorso, Facebook ha introdotto una nuova impostazione di privacy per gli utenti Android. Se in passato, avete attivato la cronologia delle posizioni, l'app potrebbe tracciarvi anche in background. In altre parole, anche se l'app era chiusa, sapeva esattamente dove eravate. Ora potete impedirglielo. E dovreste.

La modifica si applica solo su Android, perché gli utenti iOS hanno già la possibilità di gestire questa funzione, grazie alle autorizzazioni di posizione iOS predefinite che permettono di specificare se si desidera che un'app tenga sempre traccia della propria posizione. Il permesso di tracciare la posizione, su Android, da solo due possibilità: un'app può o non può accedervi, mentre su iOS è possibile decidere se fornire questo permesso sempre, mai o solo quando l'app è attiva. Facebook utilizza tali dati per alimentare funzionalità come "Trova Amici nelle Vicinanze".

"Se avete abilitato questa impostazione, avete di fatto permesso due cose: di condividere la vostra posizione anche quando non stavate utilizzando l'app e concesso il permesso a Facebook di memorizzare una cronologia delle vostre posizioni precise", ha scritto il direttore tecnico di Facebook Paul McDonald in un post che annunciava la modifica. Facebook sostiene che questa modifica sia utile per migliorare alcuni servizi di Android.

Per limitare questo tipo di permessi, selezionate l'icona del menù nell'angolo in alto a destra, quindi Impostazioni e privacy> Impostazioni> Posizione> Impostazioni posizione. Da lì, dovreste vedere una nuova opzione chiamata Posizione in background, che è possibile disattivare. (Se la cronologia delle posizioni è già stata disattivata, non cambia nulla.) Facebook inserirà inoltre un avviso nel vostro feed delle notizie per avvisarvi della modifica, oltre a un link per gestire le impostazioni. L'aggiornamento è ancora in corso, quindi potreste non vedere ancora l'avviso o le nuove impostazioni.

"Abbiamo effettuato l'aggiornamento perché nel tempo abbiamo ricevuto feedback da persone che utilizzano Facebook su un dispositivo Android che chiedevano un controllo migliore e di facile comprensione oltre alle normali opzioni del dispositivo", ha detto la portavoce di Facebook, Rochelle Nadhiri.

Facebook ha affrontato alcuni problemi in merito alle sue politiche di raccolta dati, a partire dallo scandalo Cambridge Analytica dello scorso anno. La sua posizione è diventata un parafulmine per i difensori della privacy, alla luce di una serie di scandali dovuti proprio alla condivisione della posizione. Solo sei mesi fa, Google è stata colpita per oscurare le impostazioni dei permessi di localizzazione, precisamente il genere di problema che Facebook vorrebbe evitare, soprattutto perché deve già affrontare una multa record dalla Federal Trade Commission.

La condivisione della posizione è uno dei dati più sensibili che ci siano, e Facebook è una delle piattaforme più utilizzate al mondo, quindi questo è un cambiamento decisamente importante. Inoltre, secondo Michelle Richardson, vice-direttore del progetto Center for Democracy and Technologies' Freedom, Security and Technology, senza una legge federale ad hoc gli utenti saranno ancora alla mercé delle aziende tecnologiche che lucrano sulla vendita dei dati degli utenti.

"Questa è la sfida di avere un sistema basato sull'autogestione della privacy", afferma Richardson. "Ci sono troppe app, dispositivi e servizi che tutti noi utilizziamo ogni giorno. Non c'è un modo significativo per gestire tutte queste app, e tutte le decisioni che gli utenti devono prendere al momento dell'iscrizione, possono ripercuotersi per molti anni nel futuro."

Al momento, gli utenti Android hanno guadagnato un livello di controllo leggermente superiore rispetto al passato. Questo potrebbe non compensare tutti gli altri modi in cui Facebook trascura la privacy delle persone, ma è comunque già qualcosa.

21 febbraio 2019

Fonte: wired.com

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