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Un social network fatto per collegare direttamente i cervelli

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Un social network fatto per collegare direttamente i cervelli FASTWEB S.p.A.
La prima rete di incontri per cervelli
Social
I primi passi verso le interfacce cervello-a-cervello per la risoluzione dei problemi collaborativi sono stati fatti in laboratorio

Internet ha reso facile per i gruppi collaborare praticamente ovunque, ma questo "social network" sperimentale cervello-a-cervello potrebbe essere l'inizio di qualcosa di completamente nuovo. Il nuovo sistema, soprannominato BrainNet, è stato testato collegando tre soggetti di test a macchine che consentono loro di inviare messaggi tra loro usando solo le onde cerebrali.

I nostri cervelli hanno comunicato l'uno con l'altro fin dall'alba dei tempi. Un cervello può inviare segnali alle dita per scrivere una lettera, ad esempio, che può poi essere recapitata in modo che un altro cervello possa assorbire il messaggio attraverso gli occhi. Ma con l'avvento della tecnologia sperimentale che consente la comunicazione diretta cervello-a-cervello, le cose stanno iniziando ad entrare nel regno della fantascienza.

Usando questi sistemi, un cervello può modulare i suoi segnali elettrici per trasmettere messaggi direttamente ad un altro cervello. Fondamentalmente, il mittente è dotato di un dispositivo per l'elettroencefalogramma (EEG), che registra l'attività elettrica nel cervello attraverso gli elettrodi posizionati sulla testa. Le onde cerebrali sono decodificate e inviate al destinatario, che è equipaggiato con dispositivi di stimolazione magnetica transcranica (TMS). Questo sistema invia impulsi magnetici precisi nel cervello, che possono innescare lampi di luce fantasma noti come fosfeni.

In precedenti test di comunicazione cervello-a-cervello da parte dei ricercatori dell'Università di Washington, i partecipanti sono stati in grado di far premere un pulsante ad una persona distante, semplicemente immaginando se stessi farlo, oppure guidare un'altra persona attraverso un labirinto virtuale che non avevano mai visto.

Per il nuovo studio, i ricercatori hanno presentato una terza persona al mix e il gruppo è stato incaricato di collaborare alla realizzazione di un gioco in stile Tetris. Due persone - i mittenti - possono vedere uno schermo con un blocco che cade, che può o non può essere necessario ruotare per adattarsi allo spazio nella parte inferiore allo schermo. Il problema è che solo la terza persona può controllare il blocco ma egli non può vedere lo spazio in fondo allo schermo. Ciò significa che deve fare affidamento sugli altri giocatori che gli faranno sapere se sia necessario ruotarlo o meno.

Tutti e tre i giocatori si trovano in stanze separate e possono comunicare solo attraverso BrainNet. Per dire al "ricevente" cosa fare, i mittenti fissano i LED sul lato del loro schermo, uno lampeggiante a 15 Hz e l'altro a 17 Hz. Guardare queste luci fa pulsare le onde cerebrali della persona alla stessa frequenza, e l'EEG può capirlo e interpretare una decisione - in questo caso, 15 Hz significava ruotare il blocco e 17 Hz significava non ruotarlo.

Se, ad esempio, il sistema rilevasse il segnale a 15 Hz, direbbe all'apparecchiatura TMS di inviare un impulso nel cervello del "ricevente". Questo provocherebbe nel soggetto un lampo di luce fantasma, comunicandogli così di ruotare il blocco. I mittenti possono vedere sui loro schermi se il "ricevente" ha ruotato il blocco o meno, e possono scegliere di chiedergli di ruotarlo di nuovo, se necessario (oppure nel caso in cui non sia stato recepito il messaggio precedente).

Conducendo l'esperimento con cinque gruppi di tre persone, i ricercatori hanno scoperto che il sistema funzionava abbastanza bene, con una precisione media di circa l'80%. Il team dice che il sistema è scalabile, potenzialmente al punto di un "social network per cervelli" molto più grande - una prospettiva incredibile, anche se un po' "terrificante".

2 ottobre 2018

Fonte: newatlas.com

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TAGS: #cervello #social network #eeg

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