Facebook intimidisce gli adolescenti

Facebook 'morto e sepolto' per gli adolescenti europei

Instagram, Twitter, Whatsapp e Snapchat ne starebbero lentamente prendendo il posto
Facebook 'morto e sepolto' per gli adolescenti europei FASTWEB S.p.A.

Tempi duri per Facebook. Secondo un gruppo di ricerca europeo, il social network per eccellenza avrebbe perso gran parte del proprio appeal nei confronti dei teenager “vecchi”, ovvero quelli compresi nella fascia d'età che va dai 16 a 18 anni. La colpa? Della mamma.

Morto e sepolto

I ricercatori del Global Social Media Impact Studio, gruppo finanziato con fondi dell'Unione Europea, non lasciano adito a dubbi. Anzi, per esprimere meglio il concetto utilizzano parole molto forti: per gli adolescenti europei, Facebook è “morto e sepolto”, superato da altri servizi web e social network meno invasivi. “Facebook non è solo in fase discendente – afferma Daniel Miller, antropologo britannico a capo del progetto di ricerca – ma è morto e sepolto. In molti provano imbarazzo quando il loro nome viene accostato a Facebook. Fino a non molto tempo fa i genitori erano preoccupati dal fatto che i loro figli potessero iscriversi a Facebook; oggi sono loro stessi che li invitano a farlo, chiedendo loro di parlare della loro vita sulle pagine del social network”.

 

Facebook

 

Il progetto va avanti da oltre un anno – 18 mesi per essere precisi – e ha visto i dieci ricercatori condurre 1.000 questionari in nove città di otto Paesi europei – Italia compresa.

Le alternative

Dalle interviste condotte sono emerse anche alcuni dei servizi alternativi utilizzati dai ragazzi al posto di Facebook. Pur riconoscendo la maggiore completezza e la migliore usabilità del social netowrk creato da Mark Zuckerberg, ora le loro preferenze sono rivolte verso altri lidi. Twitter ha soppiantato Facebook in ambito comunicativo, ma non può competere, ad esempio, quando si tratta di organizzare un evento. Instagram è sempre più utilizzato per scattare foto con lo smartphone, ma non permette di organizzare le foto in album come accade su Facebook. Whatsapp è diventata l'applicazione di messaggistica istantanea preferita, ma non offre gli stessi strumenti messi a disposizione dalla piattaforma Facebook. Stesso discorso per Snapchat: ottimo per comunicazioni “di servizio”, ma per il resto è inferiore all'altro social network.

Se Facebook è davvero così completo e pieno di funzionalità, come mai allora in molti lo stanno abbandonando? Perché, sostiene Miller, le dinamiche dei social network sono influenzate da altri fattori rispetto alle mere funzionalità.

Hai una nuova richiesta di amicizia

Il momento peggiore, quello che potrebbe essere definito del non ritorno, è quando i genitori – in particolare la mamma – crea un proprio profilo sul social network di Mark Zuckerberg e chiede l'amicizia al figlio (o ai figli).

 

Mark Zuckerberg

 

“Non si può essere giovani e liberi quando si sa che i genitori possono controllarci. Questo è vero tanto nella vita reale quanto sui social network. Inoltre, la ricerca del nuovo e di ciò che fa tendenza guida i giovani nelle loro scelte. Non è affatto una novità che i giovani prestino molta attenzione al loro status sociale e al loro stile quando si relazionano con i loro coetanei e, dal momento che Facebook non è più cool, lo stanno più o meno lentamente abbandonando”.

Tutto sotto controllo

Per molti analisti, però, la ricerca non porterebbe alcun contributo fattivo alla discussione. E, soprattutto, non direbbe nulla di nuovo. È stato lo stesso Zuckerberg, nel corso dell'assemblea degli azionisti dello scorso ottobre, a mettere in risalto la perdita di appeal – definita considerevole – nei confronti delle fasce di età più giovani. Ciò è dovuto anche al fatto che Facebook sta lentamente cambiando faccia: non più social network dove condividere autoscatti o meme, ma piattaforma informativa dove trovare tutte le notizie e le informazioni di cui si ha bisogno. “Facebook – per usare le stesse parole di Zuckerberg – deve diventare il miglior quotidiano personalizzabile al mondo”.

 

28 dicembre 2013

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