Assalto al giornale Charlie Hebdo, i commenti di Twitter

Assalto al giornale Charlie Hebdo, i commenti di Twitter

Un gruppo di uomini ha fatto irruzione nella sede del settimanale con kalashnikov. Dodici i morti, tra cui due agenti di polizia, e 17 feriti. Un'ora prima, sul profilo Twitter del giornale è apparsa una vignetta caricaturale del leader dell'Isis . Sul sito di microblogging gli hashtag #CharlieHebdo e #JeSuisCharlie tra le tendenze del giorno
Assalto al giornale Charlie Hebdo, i commenti di Twitter FASTWEB S.p.A.

Assalto islamista contro il settimanale satirico francese Charlie Hebdo. Un gruppo di uomini incappucciati ha fatto irruzione nella sede del giornale aprendo il fuoco con kalashnikov. Dodici i morti, tra cui due agenti di polizia, e 17 feriti. Secondo testimonianze, i due assalitori sono riusciti a fuggire. I due durante l'assalto hanno gridato "Allah Akbar", Dio è grande. Circa un'ora prima, sul profilo Twitter del giornale è apparsa una vignetta caricaturale del leader dell'Isis Abu Bakr al Baghdadi. Sul sito di microblogging gli hashtag #CharlieHebdo e #JeSuisCharlie tra le tendenze della giornata.

La polizia francese ha chiesto agli utenti Twitter di diffondere solo "le informazioni ufficiali comunicate dalle autorità" sulla strage di Parigi. Per non contribuire alla diffusione di foto/video/account dannosi, si chiede di non condividerli, ritwittarli o includerli nella lista dei preferiti. La polizia chiede anche di non interferire con il lavoro degli investigatori diffondendo voci e tantomeno informazioni false.  

“#CharlieHebdo dimostra che il potere più temuto da dittatori e affini, è sempre quello dell'ironia. Sappiatelo: una risata vi seppellirà”, “Un massacro per punire la satira e la libertà d'espressione. Vicino a noi”,  "Un'altra storia di ordinaria follia. Violenza e intolleranza”, “Pazzesco la gente che scrive "se la sono cercata". Come non capire cosa sta succedendo. Massimo solidarietà a #CharlieHebdo”, si legge in alcuni tweet.

"Questo non è religione. Imparate e fare la differenza". Sono le frasi sulla vignetta che El Kaddouri, attaccante marocchino e musulmano del Torino, ha pubblicato sul suo account. Nel disegno, sotto un kalashnikov sono raffigurati alcuni fedeli in ginocchio in preghiera rivolti alla Mecca ed un uomo con un'arma sulla schiena girato dalla parte opposta.

Non mancano i commenti di giornalisti italiani: “I fanatici vogliono militarizzare le nostre vite, portare la guerra nei nostri gesti quotidiani, non passeranno”, twitta Nico Perrone. Oscar Giannino invece scrive: “Strage #CharlieHebdo anti-satira e libertà:ma pure a+efferati atti di fanatici,reazione Occidente si misura secondo nostre leggi, non le loro”.



In tanti propongono una reazione all’attentato: “Fate girare le vignette del #CharlieHebdo, è l'unico modo per resistere a questi mostruosi delinquenti illiberali!”. Altri si mostrano critici sull’integrazione dei musulmani nel mondo occidentale: “Non c'è alcun dialogo possibile di fronte a tanta fanatica brutalità”, “Molti di noi hanno passato gli ultimi 15 anni ad appellarsi all’Islam moderato, con risultati miseri. Continuiamo ad aspettare”. C’è però chi si mantiene cauto: Inaccettabile l'attacco a #CharlieHebdo. Ma inaccettabile anche la speculazione semplicistica e razzista. Cui prodest?”.

Intanto la leader del partito di estrema destra Front National, Marine Le Pen, cavalca l'onda dell'emotività: "Voglio offrire ai francesi un referendum sulla pena di morte. Personalmente, penso che questa possibilità debba esistere".

 

Sulla homepage di Google Francia dopo l'attentato terroristico è appparso un nastro nero in segno di lutto. Big G intende donare 250mila euro al settimanale per contribuire alla tiratura di un milione di copie annunciata per il numero della prossima settimana. Il 9 ottobre anche Google Italia è listata a lutto.

Papa Francesco ha invece lanciato giovedì 8 gennaio l'hashtag #PrayersForParis dall'account @Pontifex che è seguito da oltre 18 milioni di follower.

Anche il mondo musulmano ha fatto arrivare il suo cordoglio via Twitter all'hashtag #notinmyname, con ragazzi e ragazze che postano le loro foto con il cartello in mano con su scritto appunto "non a nome mio".

7 gennaio 2015 (aggiornato il 9 gennaio)

La Redazione
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