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I migliori produttori di smartphone cinesi, oltre Huawei

Huawei solo il pi famoso di una lunga lista di produttori di smartphone cinesi, ecco i principali
I migliori produttori di smartphone cinesi, oltre Huawei FASTWEB S.p.A.

Huawei, al fianco di Apple e Samsung, si è ritagliata negli anni un posto d'onore nel panorama internazionale degli smartphone. Potrebbe però non essere l'unico nome proveniente dalla Cina a farsi spazio sul mercato. Non mancano infatti i nuovi papabili che, a breve, potrebbero imporsi tra i grandi nomi della telefonia mobile provenienti dall'Estremo Oriente e uscire dalla nicchia degli esperti di settore.

Senza vendere un solo smartphone negli Stati Uniti, lo scorso anno Huawei ha sorpassato in fatto di vendite la ben più altisonante Apple, tentando il colpaccio grazie alla fuga che ha visto soccombere, se pur per breve tempo, anche Samsung che ricopre il ruolo della più grande compagnia di smartphone a livello mondiale. Dalla parte dei dispositivi provenienti dalla Cina c'è sicuramente la capacità di attirare le attenzioni degli acquirenti grazie a feature di rilievo adatte a coprire ogni tipo di esigenza.

Un esempio calzante arriva da Xiaomi, tra le aziende più apprezzate e più note nel gruppo degli emergenti, che ha presentato un modello rivoluzionario pieghevole, non in due ma ben in tre parti andando oltre ogni possibile immaginazione. Dalla meno nota Royole, società con base a Shenzen, è arrivato invece il primo device flessibile battendo sul tempo Samsung che già da tempo aveva annunciato il progetto senza però portarlo alla luce e lanciarlo sul mercato.

Non si tratta più di brutte copie degli originali prezzolati, ma smartphone che spingono sull'innovazione come design di ultima generazione o fotocamere ad altissima risoluzione. E a proposito di denari, anche il mito delle basse fasce di prezzo si sta andando via via sfatando: non mancano infatti gli esempi di device che sfociano nelle categorie più alte, andando a competere con i top di gamma.

A grandi successi, come quello di Huawei a livello globale, si affiancano però anche grandi sconfitte. Ne sono la riprova i percorsi di Gionee e Vsun, la prima costretta a chiudere dopo il successo ottenuto sul mercato indiano e la seconda in bancarotta, e con tutti i suoi dipendenti rimandati a casa nello stesso giorno. Non sempre è tutt'oro quel che riluce e anche la pandemia dovuta al Coronavirus che ancora sta imperversando in tutto il mondo ha costretto molte aziende a rivedere i propri piani di espansione, rimandandoli a data da destinarsi in modo da concentrarsi sul mercato nazionale.

Quali sono però i marchi da tenere sotto controllo? Ecco alcuni di quelli da monitorare già adesso.

Huawei

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Non sarebbe necessario nominarlo visto il ruolo di rilievo che ricopre ma Huawei è di gran lunga il marchio più forte proveniente dalla Cina.

Neanche lo scontro con l'amministrazione Trump e il blocco delle vendite in territorio a stelle e strisce è riuscito a fermarlo, tanto da potersi permettere di lanciare il nuovo Mate 30 senza Google e tutte le sue applicazioni proprietarie e aumentare lo stesso i guadagni del 30% rispetto allo scorso anno, per un guadagno di 65 miliardi di dollari.

OnePlus

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Ha sfondato nel mercato statunitense riuscendo in un'impresa come a pochi concorrenti provenienti dalla Cina era successo in precedenza. In sette anni di attività la compagnia di Shenzen è passata dalla vendita esclusivamente online di smartphone di valore a prezzi estremamente competitivi a un accordo di tutto rilievo con una delle compagnie telefoniche più importanti degli USA, T-Mobile, per la vendita dei suoi device nei negozi fisici del marchio.

OnePlus è tra i brand maggiormente in crescita in territorio americano, nonostante sia praticamente impossibile fare un paragone con i big del settore, e non si è fermato neanche durante la pandemia. È infatti dello scorso aprile, in piena crisi mondiale, il lancio dell'ultimo OnePlus 8 con il supporto di Verizon, altro colosso della telefonia mentre il nuovo OnePlus Nord è stato lanciato come alternativa più accessibile a ogni tipo di portafoglio.

Xiaomi

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Fondata nel 2010, Xiaomi è ormai un punto fermo del mercato degli smartphone provenienti dalla Cina. Volumi di vendite da capogiro in terra madre, si è imposta nel 2019 con oltre 124 milioni di telefoni venduti in oltre 90 nazioni.

Nonostante le frecciatine, neanche troppo velate, per un design che spesso strizzava l'occhiolino ai prodotti di casa Apple, Xiaomi ha saputo farsi strada grazie alla vendita di device a prezzo contenuto senza rinunciare la qualità, tanto da crearsi una vera e propria fan base che negli anni ha abbracciato sempre di più il brand.

Dalla sua parte, l'azienda di Pechino ha avuto anche la capacità di tirare fuori dal cilindro altri interessanti prodotti, dal wearable MiFit fino allo scooter elettrico datato luglio 2020. Non mancano dunque gli assi nella manica a questo brand che, negli ultimi tempi, ha deciso di affilare le unghie proponendo sempre di più smartphone di categorie di prezzo maggiore rispetto al passato, potendo in questo modo contare su guadagni più alti che si sono addirittura attestati a +14% solo nel primo quarto del 2020.

ZTE

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Trentacinque anni di carriera e uno smartphone, il nuovo Axon 10 Pro, lanciato lo scorso anno sul mercato internazionale. Così ZTE si è rimessa sul mercato dopo le pesanti conseguenze e il miliardo di dollari perso nel 2018 dopo colpo di spugna dell'amministrazione Trump.

Un passato onorato, costellato di collaborazioni di tutto rispetto con grandi della telefonia per la vendita dei propri telefonini, fanno di ZTE una delle prime aziende ad aver puntato sulla produzione di smartphone a basso costo, abbracciando tutta quella fascia di pubblico che punta sui device più essenziali senza penalizzare la qualità.

ZTE è stata anche la prima ad arrivare sul mercato con uno smartphone dotato di fotocamera sotto lo schermo: lo ZTE Axon 20.

Lenovo

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Non solo smartphone ma anche laptop, soprattutto se si parla del primo 5G a livello mondiale. Per Lenovo questo non è il solo successo portato a casa: nel 2015 infatti è riuscita a strappare a Google con un investimento minimo, si fa per dire, il marchio Motorola e un pezzo di storia della telefonia mobile.

Nonostante gli alti e bassi degli ultimi anni, Lenovo ha chiuso il 2019 con un piccolo ma interessante profitto, grazie a una sapiente scelta dei mercati e un ventaglio di proposte da far gola a una nutrita fetta di acquirenti.

Oppo e Vivo

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Sono passati da essere due nomi sconosciuti a marchi di tutto rispetto, soprattutto per alcune nicchie di pubblico, soprattutto quelle più giovani, che hanno visto nei loro prodotti dei validi buoni motivi per preferirli a nomi più famosi. Con un nutrito portafoglio di telefonini per tutte le tasche, i due marchi Oppo e Vivo si sono già imposti nei mercati di Cina e India, preparandosi ad andare all'attacco di quelli europei e americani.

Vivo, inoltre, con un sapiente gioco di sponsorizzazioni e product placement ha debuttato anche sul grande schermo grazie alla massiccia presenza nel film della Marvel "Captain America: Civil War". Quale miglior occasione per fare capolino nel panorama statunitense?

Meizu

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Dai lettori Mp3 agli smartphone: per Meizu è stata questa la strada del successo. Dopo aver prodotto il primo telefonino nel 2009, l'azienda si è fatta notare in Cina fino a espandersi in India e parte dell'Europa. Con un investimento di 600 milioni di dollari da parte di Alibaba, gigante dell'e-commerce che ha piazzato nei device il proprio sistema operativo mobile, il marchio di Zhuhai ha confermato il successo che già nel 2015 l'aveva visto scalare la vetta del successo con un aumento delle vendite dell'ammirabile 350%.

Qualche scelta di dubbio successo ha però rallentato l'ascesa di Meizu tra i suoi principali competitor, lasciando però aperta la porta a future evoluzioni all'interno dei confini nazionali come all'estero.

RealMe

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È il più giovane tra i marchi presi in analisi sebbene abbia come papà uno degli ex executive di Oppo. Nata dal progetto Oppo Real datato 2010, prima di diventare a tutti gli effetti una divisione indipendente della società cinese, in soli due anni RealMe è riuscita a farsi notare grazie alla vendita di 25 milioni di telefonini, un numero che secondo le stime potrebbe addirittura raddoppiare per la fine del 2020.

India e parte dell'Europa sono i due mercati che hanno visto muovere i primi passi di successo di RealMe che, ovviamente, mira a espandere maggiormente i propri confini. A spingere verso il futuro, una novità di tutto rilievo: la presentazione datata inizio 2020 del primo telefono della compagnia dotato di 5G. Un bel colpaccio per una realtà tanto giovane quanto forte delle sue capacità.

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