ROAM-e, la selfie stick volante

ROAM-e, una foto "al volo" con la selfie stick volante

Quando la mania da selfie si porta a un livello successivo
ROAM-e, una foto "al volo" con la selfie stick volante FASTWEB S.p.A.

Pare non ci sia limite all'ossessione da selfie dell'essere umano. Dopo tutto, è storia proprio di questa settimana, quella del passeggero inglese che ha pensato bene di farsi una selfie con il dirottatore.

Quindi sì, sentivamo il bisogno di una selfie stick volante. Sapevamo che era solo questione di tempo, ma finalmente è realtà. Costruita da un'azienda tecnologica australiana, la IoT Group, la ROAM-e sarà in preordine dalla prima settimana di aprile 2016 e potrà essere spedita in tutto il mondo da giugno. Secondo quanto dichiarato da Ian Duffell, direttore esecutivo della IoT Group, la vision dell'azienda era quella di produrre una "selfie stick sotto steroidi".

"Il problema delle selfie stick" ha spiegato a Mashable Australia, "è il vincolo della lunghezza della stessa. Quindi abbiamo pensato: facciamo in modo da prendere alla lettera la frase 'una foto al volo'"

Dopo averla associata al proprio smartphone, la bi-elica ROAM-e può essere programmata per utilizzare il riconoscimento facciale e seguire l'utente fino a una distanza di circa 25 metri. Può scattare semplici foto, immagini panoramiche a 360 gradi o realizzare streaming video di 20 minuti di volo. Stando al sito ufficiale, il dispositivo è provvisto di un sensore CMOS da 5 megapixel e un processore Quad Core ARM Cortex A7.

Un'altra caratteristica importante è che le due eliche possono essere richiuse, in modo da occupare meno spazio possibile ed essere trasportate in una piccola borsa o in tasca. "L'abbiamo modellata in modo che non fosse più grande di una bottiglietta d'acqua da 600 ml", ha spiegato lo stesso Duffell.

L'azienda sta cercando di tracciare una linea tra i comuni droni e la ROAM-e: "Sappiamo tutti che i droni volano ovunque e fanno foto, ma a meno che non siano stati costruiti su misura in base ai propri spazi, si ascrivono a un'altra categoria" ha spiegato Duffell.

Il principale competitor di ROAM-e è la Lily Camera (anch'essa non definita un drone, ma una "fotocamera volante"), ma la differenza sta tutta nel prezzo. Se il dispositivo della IoT Group costerà circa 350 Dollari australiani, la Lily Camera ne costa 1175.

IoT Group, inoltre, ha aggiunto al ROAM-e una serie di funzionalità aggiuntive. Ad esempio, sul software associato sullo smartphone, sarà possibile inserire un pin su una app mappe, in modo che il dispositivo non si perda e riesca a tornare indietro.

Duffell spera che "un domani i maniaci di foto possano farsi una ROAM-e, anziché una selfie. Anzi, vi faremo sapere se utilizzeremo questo termine, quando i primi dispositivi saranno sul mercato".

31 marzo 2016

Fonte: mashable.com
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