Questa piccola chiavetta USB  progettata per rendere l'Intelligenza Artificiale plug-and-play

Intelligenza Artificiale plug-and-play su una comoda chiavetta USB

Grazie a Neural Compute Stick di Movidius possibile aggiungere un processore di visione artificiale a qualsiasi dispositivo
Intelligenza Artificiale plug-and-play su una comoda chiavetta USB FASTWEB S.p.A.

Passo dopo passo, l'intelligenza artificiale si sta muovendo sempre più verso i dispositivi portatili. L'ultimo segnale? Questa penna USB realizzata dal chipmaker Movidius, che include uno dei processori di visione industriale della società - lo stesso utilizzato da DJI per i droni autonomi - in una chiavetta USB plug-and-play. Se i produttori volessero rinforzare le capacità di intelligenza artificiale di uno dei loro nuovi prodotti, tutto ciò che dovrebbero fare è inserire una di queste chiavette al loro interno.

L'arrivo di Movidius Neural Compute Stick fu già annunciato lo scorso aprile, e presentato come un dispositivo prototipo chiamato Fathom, ma successivamente la Intel ha acquistato la società Movidius nel mese di settembre per una cifra non specificata. A causa di tutto il lavoro e la confusione che deriva da un'acquisizione di questo tipo, il progetto Fathom fu messo in attesa. Ora, però, è tornato.

Da un punto di vista tecnico, il nuovo Compute Stick è lo stesso di quello vecchio. Al suo interno vi è una Myriad 2 Vision Processing Unit or VPU  - un processore a basso consumo (consuma un singolo watt) che utilizza dodici core paralleli per avviare gli algoritmi di visione come ad esempio il rilevamento di oggetti e il riconoscimento facciale. La Movidius afferma che Compute Stick offre più di 100 gigaflop di prestazioni, e le reti neurali possono essere eseguite in modo nativo utilizzando il framework Caffe (Caffe è una delle librerie di rete neurali disponibili, ma non è ancora chiaro se Compute Stick potrà essere utilizzato anche con il framework TensorFlow di Google).

Le principali differenze in questa nuova versione consistono nel materiale, questo modello è di alluminio anziché plastica, e nel prezzo che è stato diminuito da 99 dollari (circa 85?) a 79 (circa 67?).  La Movidius afferma che il coinvolgimento di Intel ha contribuito alla diminuzione del prezzo.

Ma chi utilizzerà il Neural Compute Stick? I ricercatori AI potranno ad esempio utilizzarlo come acceleratore, collegandolo ai loro computer per ottenere più potere durante la progettazione di nuove reti neurali. (La Movidius osserva anche che è anche possibile unire più Compute Stick insieme, aumentando le prestazioni). Anche le aziende interessate ad inserire l'intelligenza artificiale in un prodotto fisico potranno beneficiare di questo strumento, in quanto la chiavetta USB rappresenta un metodo facile e veloce per eseguire localmente le reti neurali.

Tuttavia, un dispositivo come questo ha certamente i suoi limiti. Per esempio, per una società interessata a realizzare una telecamera di sicurezza dotata di AI, esistono modi più efficienti per incorporare i processori di visione specifici all'interno del loro prodotto, soprattutto se la produzione avviene su larga scala. E per un ricercatore che si occupa di sperimentare nuove reti neurali, acquistare delle schede grafiche più recenti o affittare la potenza di elaborazione di un servizio di cloud computing offrirà risultati più rapidi sebbene ad un prezzo più elevato.

Quello che un dispositivo come il Neural Compute Stick può fare bene, è colmare una lacuna all'interno del mercato. E, così facendo, rendere l'intelligenza artificiale un po' più accessibile a tutti.

21 luglio 2017

Fonte: theverge.com
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