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Qualcomm, i nuovi sensori in-screen migliorano la sicurezza degli smartphone

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Qualcomm, i nuovi sensori in-screen migliorano la sicurezza degli smartphone FASTWEB S.p.A.
Qualcomm sensori in-screen
Smartphone & Gadget
Molto più grandi di prima, possono consentire l'identificazione di due impronte digitali contemporaneamente

Lo scorso anno Qualcomm ha adottato un approccio diverso rispetto al resto del settore degli smartphone, quando ha annunciato il suo sensore di impronte digitali in-screen 3D Sonic. Invece di fare affidamento su un'immagine ottica del dito per l'autenticazione, il sistema 3D Sonic utilizza gli ultrasuoni per avere un'impressione della trama superficiale delle impronte digitali. Questo metodo ha una serie di vantaggi, ovvero la possibilità di utilizzare lo scanner anche con le dita bagnate e una migliore sicurezza sui sensori ottici. Oggi, la società sta annunciando il sensore di impronte digitali 3D Sonic Max che afferma essere il più grande del mondo, ben 17 volte più grande del suo predecessore. Così grande, infatti, che può autenticare due dita contemporaneamente.

Ciò comporta numerosi vantaggi, ma il più importante è il miglioramento della sicurezza. Sia i lettori di impronte digitali che quelli a ultrasuoni presentavano un grosso svantaggio. Le loro dimensioni relativamente ridotte li hanno resi molto meno sicuri di quelli più grandi che proteggono, ad esempio, le banche. Secondo Gordon Thomas, direttore senior per la gestione dei prodotti, i sensori di impronte digitali esistenti per dispositivi mobili (incluso l'attuale 3D Sonic) misurano in genere circa 4 mm x 9 mm. Dimensioni che consentono di rilevare solo una piccola parte del dito. Un sensore più grande cattura invece più informazioni e cerca più segni per identificare l'utente, in un modo più rigoroso. L'autenticazione completa delle impronte digitali è semplicemente più sicura perché "nessuno accetterebbe mai impronte parziali", ha detto Thomas a Engadget.

Lo scanner 3D Sonic Max misura 20 mm x 30 mm per un'area di 600 millimetri quadrati. Ciò riduce notevolmente le possibilità di ingannare un tale sistema e Thomas ha affermato che la società punta a un tasso di precisione di 1 su un milione. Lo stesso livello di precisione che Apple afferma aver raggiunto con il Face ID.

Questo non vuol certo dire che saremo condannati a fare affidamento sugli scanner di impronte digitali per sempre. Lo standard di settore per gli smartphone commerciali è 1 su 50.000, che è ciò che Apple afferma di offrire con il suo Touch ID. Sebbene non sia affatto accettabile per gli standard governativi, è generalmente abbastanza buono. Ma per quelli di noi che sono più attenti alla protezione dei dati personali, l'arrivo del 3D Sonic Max è una buona notizia.

Qualcomm sta quindi abilitando l'autenticazione a doppia impronta digitale su una superficie maggiore, il che significa che il sistema cercherà contemporaneamente due impronte uniche. Questo sistema può essere usato per situazioni che richiedono una sicurezza ancora più restrittiva, come ad esempio l'accesso alle app bancarie o informazioni sensibili.

Lo scanner più grande aggiunge anche alcune altre comodità. Tanto per cominciare, è possibile registrare l'impronta digitale sul telefono semplicemente toccando una volta, anziché ripetutamente per circa 16-20 volte. Con un'area di destinazione così ampia, si potrà accedere più facilmente al dispositivo, invece di battere ciecamente il dito in un punto in cui si pensa sia posizionato lo scanner.

Thomas ha anche affermato che, poiché Qualcomm ha costruito il suo lettore su transistor a film sottile (TFT), simile al materiale utilizzato per gli LCD, l'azienda è in grado di mantenere bassi i costi con un ingombro ridotto. Il sensore stesso ha uno spessore di soli 0,15 mm, quindi non va ad intaccare lo spazio che altrimenti sarebbe dedicato alla batteria o che si tradurrebbe in un telefono più grande. 3D Sonic Max sarà anche in grado di distinguere la forma del dito e cercare segni geometrici come la distanza tra la punta del pollice al centro di esso, e usarli come ulteriori livelli di identificazione.

Rispetto al 3D Sonic di ultima generazione, il Max esegue la sua identificazione ad ultrasuoni (vale a dire distinguendo la pelle e altri materiali in base alle onde sonore) all'interno del suo hardware, invece di dover fare affidamento su algoritmi ed elaborazione altrove sul dispositivo. Ciò teoricamente lo renderebbe anche più sicuro di prima, minimizzando potenziali punti di vulnerabilità.

Qualcomm prevede che il 3D Sonic Max sarà disponibile in commercio dal prossimo anno. Dal momento che Samsung ha utilizzato il 3D Sonic nei Galaxy S10 e Note 10+, non sarebbe sorprendente se il produttore di telefoni adottasse questo componente di nuova generazione nei suoi prossimi smartphone. Per ora, non ci resta che attendere che altre aziende e app adottino metodi più sicuri per identificarci. La buona notizia è che 3D Sonic Max creerà sicuramente una certa concorrenza nel panorama della sicurezza mobile, il che dovrebbe portare a miglioramenti globali.

4 dicembre 2019

Fonte: engadget.com

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