Project Alias

Project Alias tappa le orecchie ad Alexa e Google Home

Project Alias aggiunge il cosiddetto "rumore bianco" per coprire voci e suoni alle orecchie degli smart speaker
Project Alias tappa le orecchie ad Alexa e Google Home FASTWEB S.p.A.

Gli altoparlanti intelligenti hanno un problema: a volte registrano cose che non dovrebbero. Nel maggio dell'anno scorso, una donna ha affermato che il suo Amazon Echo aveva registrato una conversazione privata e l'aveva inoltrata a una persona che non conosceva. E a dicembre, un errore tecnico ha portato Amazon ad inviare ad un utente di Alexa 1.700 registrazioni audio di un estraneo. Fortunatamente, un paio di sviluppatori hanno trovato una soluzione che impedisce ad altoparlanti come Google Home di ascoltare le persone vicine.

Project Alias ha la forma di una copertina stampata in 3D che si collega alla parte superiore di uno smart speaker. All'interno, un microfono con tecnologia Raspberry Pi e una combinazione di due altoparlanti producono un rumore bianco che impedisce allo speaker di attivarsi. Un algoritmo di riconoscimento vocale offline, addestrato utilizzando TensorFlow, il framework di apprendimento automatico open source di Google, disabilita il rumore bianco quando Alias riconosce la frase di attivazione ("Alexa" o "Ok google"), consentendo a chiunque conosca le parole magiche di usarlo normalmente.

Project Alias non dissiperà completamente le preoccupazioni sulla privacy degli assistenti vocali, ma forse è giusto così. Amazon, Google e altri registrano le conversazioni per migliorare le capacità di analisi dei comandi dei propri assistenti intelligenti, un compromesso tecnologico con cui la maggior parte degli utenti non è a proprio agio.

Due sondaggi - uno di PricewaterhouseCooper nell'aprile 2018 e uno più recente di Accenture - hanno rilevato che la mancanza di fiducia nei creatori di assistenti AI potrebbe diventare un ostacolo all'adozione di questa tecnologia. Tra i residenti negli Stati Uniti intervistati come parte del precedente studio, il 18% ha dichiarato di non possedere uno speaker o un dispositivo intelligente con un assistente vocale, con oltre la metà che afferma di non volerlo a causa di problemi di privacy.

Le loro preoccupazioni non sono senza fondamento. Le domande di brevetto depositate da Amazon descrivono algoritmi di riconoscimento vocale in grado di analizzare i sentimenti di una persona, per suggerirgli i prodotti più indicati e visualizzare la pubblicità in linea con lo stato d'animo del momento. Google, da parte sua, ha una serie di brevetti che dettagliano i sistemi audio che riconoscono quando un bambino è "nei guai".

Sia Google che Amazon affermano di prendere sul serio la privacy e di non utilizzare registrazioni vocali per pubblicità mirate. Ma una cosa è certa: con decine di milioni di altoparlanti intelligenti venduti in tutto il mondo e con gli "acquisti vocali" che dovrebbero raggiungere i 40 miliardi di dollari entro il 2022 solo negli Stati Uniti, un futuro pieno di altoparlanti intelligenti che analizzano la voce sta rapidamente diventando una realtà.

18 gennaio 2019

Fonte: venturebeat.com
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