PrivacyFix

PrivacyFix, l'app che protegge la privacy sullo smartphone

La software house israeliana AVG ha sviluppato un'app in grado di scovare le falle nelle impostazioni privacy degli account
PrivacyFix, l'app che protegge la privacy sullo smartphone FASTWEB S.p.A.

I dispositivi mobili sono diventati sempre più il portale di accesso alla nostra vita digitale, lo strumento preferito attraverso il quale interfacciarsi con i propri account social e non solo. Proprio per questo motivo sono divenuti, allo stesso tempo, degli scrigni contenenti dati e informazioni personali dal valore inestimabile.

Credenziali di accesso a Facebook e Twitter, dati relativi al proprio conto corrente, posta elettronica e messaggi di testo di varia natura (SMS e messaggistica istantanea). Se qualcuno, sfruttando qualche falla di sicurezza o impostazioni di privacy mal gestite, riuscisse a entrare in possesso di dati di questo genere potrebbe utilizzarli per gli scopi più disparati: dal realizzare pubblicità ad hoc (come accade effettivamente con la pubblicità tracciante) sino ad impossessarsi della propria identità virtuale.

 

 

Appare naturale (o quasi) tentare di proteggere questi dati allo stesso modo in cui si protegge la propria identità nel "mondi reale". Non sempre, però, si tratta di un'operazione semplice da mettere in atto. Alcuni accorgimenti pratici (come la revisione periodica e costante delle impostazioni di privacy sui social network) possono aiutare a migliorare la schermatura delle proprie informazioni personali da occhi indiscreti. E, dove non giunge la mano o l'occhio umano, possono arrivare app per smartphone ed estensioni per browser web. Dall'israeliana AVG, ad esempio, arriva il tool PrivacyFix, utilizzabile sia su dispositivi mobili, sia su browser.

Cos'è PrivacyFix

Da diverso tempo esistente come estensione per Chrome e Firefox, PrivacyFix è stata recentemente presentata sotto forma di applicazione per piattaforma Android e iOS nel corso di un evento collegato al Mobile World Congress di Barcellona dello scorso mese di febbraio. Così come nella sua versione per browser, l'applucazione di AVG si occupa di analizzare i vari profili social - Facebook, Linkedin e Google - andando a dcoprire eventuali falle nella propria policy di protezione delle informazioni personali presenti online.

 

PrivacyFix

 

In questo modo, nel caso in cui si sia commesso qualche errore di valutazione, lo si potrà correggere per tempo e mettere al riparo le proprie informazioni riservate.

Come funziona PrivacyFix

L'applicazione realizzata dalla software house israeliana è dotata di un'interfaccia utente semplice e intuitiva, fatto che la rende utilizzabile da qualsiasi tipologia di utente. Dopo averla scaricata dallo store e installata, basterà collegarla ad uno degli account social citati in precedenza per conoscere lo "stato dell'arte" delle impostazioni privacy. Al termine della scansione dell'account - che potrebbe durare anche qualche minuto - verranno mostrate le criticità delle impostazioni del profilo e i punti di forza della difesa dei propri dati personali. Per intervenire e apportare le dovute modifiche, basterà cliccare su ogni singola voce e cambiare le impostazioni così da mettere al sicuro il profilo. Sarà possibile, naturalmente, lasciare tutto immutato: in questo caso, però, lo si fa a proprio rischio e pericolo.

Quanto vali

PrivacyFix, però, ha anche una sorta di valore educativo. Come accennato, i dati personali e di navigazione possono valere oro, soprattutto per i marketeer attivi nel campo della pubblicità online. La pubblicità tracciante, grazie ai dati ricavati da cookie e altri strumenti di navigazione, mostra inserzioni pubblicitarie apparentemente cucite su misura delle neccesessità dell'utente. In questo modo, i proprietari dei dati - i gestori dei siti e dei portali web che li raccolgono - possono cederli o utilizzarli in proprio e realizzare discreti guadagni.

 

 

L'applicazione realizzata da AVG, conoscendo le falle nelle impostazioni di sicurezza, è in grado di calcolare il valore pubblicitario del proprio account, visualizzando quanto Facebook o Google stiano realizzando - in termini economici - grazie ai propri dati.

 

15 marzo 2014

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