Pete selfie botanico

Pete, una felce, ha scattato un selfie utilizzando l'energia da lei stessa prodotta

L'obiettivo finale è quello di utilizzare le piante per alimentare telecamere nascoste e sensori direttamente nella natura
Pete, una felce, ha scattato un selfie utilizzando l'energia da lei stessa prodotta FASTWEB S.p.A.

L'esperimento ha visto come protagonista Pete, una felce capelvenere, che ha scattato delle fotografie di se stessa ogni 20 secondi, usando l'energia in eccesso che essa stessa aveva generato

Alcuni scienziati hanno affermato che la capacità delle piante che prediligono l'ombra di produrre bassi livelli di energia per alimentare le celle a combustibile rivoluzionerebbe il monitoraggio della fauna selvatica. La tecnologia potrebbe infatti aiutare gli scienziati a conoscere meglio le foreste pluviali più remote. L'obiettivo finale è quello di utilizzare le piante per alimentare telecamere nascoste e sensori direttamente nella natura.

All'inizio di quest'anno gli scienziati della ZSL hanno installato delle celle microbiche a combustibile alla mostra Rainforest Life dello Zoo di Londra, che avrebbero alimentato una felce per scattarsi una foto da sola.
Una cella microbica a combustibile è un dispositivo che converte l'energia chimica in energia elettrica tramite l'azione di microrganismi, in questo caso presenti nel suolo.

Come viene catturata l'energia dalle piante

 

  • Se esposte alla luce del sole le piante producono zuccheri e ossigeno dall'acqua e dalla CO2 (fotosintesi)
  • Gli zuccheri non restano nelle foglie, ma vengono trasportati in tutta la pianta fino allo stelo e alle radici
  • Alcuni di questi zuccheri vengono poi espulsi dalle radici come prodotto di scarto della pianta
  • I microrganismi del suolo li scompongono ulteriormente rilasciando così energia
  • Questa energia viene quindi catturata attraverso l'uso di un catodo e un anodo e va a caricare un super condensatore
  • Quando il super condensatore è pieno l'energia viene scaricata e viene scattata una foto

 

Lo specialista in conservazione energetica di ZSL, Al Davies, ha dichiarato: "Le piante depositano naturalmente la bio-materia crescendo, questa a sua volta alimenta i batteri presenti in natura nel suolo e crea energia che può essere utilizzata dalle celle a combustibile e poi utilizzata per alimentare una gamma di strumenti per la conservazione in remoto, compresi sensori, piattaforme di monitoraggio e telecamere nascoste".

Una cosa particolarmente significativa è la capacità di ottenere e catturare energia da piante che vivono in aree a luce solare ridotta, ha aggiunto.

"La maggior parte delle fonti di energia non sono infinite e hanno dei limiti, ad esempio le batterie vanno sostituite e i pannelli solari devono essere posizionati sotto una fonte di luce solare, mentre le piante possono sopravvivere anche nell'ombra, spostandosi naturalmente in direzione solare per massimizzarne l'assorbimento di energia, il che significa che il potenziale energetico delle piante è praticamente illimitato", ha detto Davies.

Una singola cella può generare 0,1 milliwatt di energia. Il processo ha visto dunque una serie di celle collegate tra loro che han permesso di scattare una foto ogni 20 secondi.

ZSL ha affermato che questa tecnologia avrebbe il potenziale per monitorare gli angoli più remoti e inospitali della foresta pluviale per registrare dei dati chiave come temperatura, umidità e crescita delle piante, tutti elementi cruciali per comprendere e fronteggiare minacce come i cambiamenti climatici e la scomparsa degli habitat.

Ora non resta che fare una prova in natura.

18 ottobre 2019

Fonte: bbc.com
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