Ecco i primi telefoni per la realtà aumentata

Phab 2 Pro di Lenovo è il primo smartphone per la realtà aumentata

Arrivano i primi telefoni Google Tango, che portano la realtà aumentata nel mondo dei videogame mobile.
Phab 2 Pro di Lenovo è il primo smartphone per la realtà aumentata FASTWEB S.p.A.

Se non fosse stato per Pokémon Go, la realtà aumentata sarebbe potuta restare un'altra tecnologia futurista a cui si dedica poca attenzione. Invece, il gioco in AR per cellulari degli sviluppatori della Niantic Labs, in origine una società sussidiaria di Google, ha fatto in modo di catapultare questa tecnologia su centinaia di milioni di smartphone in tutto il mondo. Da qui la volontà di creare il primo smartphone che supporta completamente i programmi di realtà aumentata. Si tratta di Phab 2 Pro della Lenovo, al cui interno è possibile trovare un hardware e un software compatibili con la tecnologia Tango AR di Google. 

Pokémon Go non ha accelerato la cronologia degli eventi sull'uso della Tango, in vigore già dal momento in cui il team aveva intavolato il discorso con Lenovo nel 2015.  "In realtà penso che Pokémon Go abbia colto tutti di sorpresa, a partire dalla Niantic stessa", ha affermato scherzando Johnny Lee, il responsabile di Tango. "Pokémon Go ha certamente reso le nostre trattazioni con i partner molto più facili". Scherzi a parte, Lee è convinto che il gioco sia la prova della potenza dell'AR, nonostante l'uso di tecnologie ancora rudimentali (Pokémon Go non fa una mappatura dell'ambiente circostante, ma si limita a posizionare a casaccio una creatura virtuale nel bel mezzo dello schermo). La creazione della Niantic rivela quanto possa essere potente l'esperienza di collocare un software nella vita reale, lasciando che le persone vi interagiscano.  "L'idea sarebbe quella di usare spazio fisico in un contesto di condivisione" aggiunge Lee. "La capacità di localizzazione della tecnologia Tango può essere il veicolo per condividere il contesto tra persone".

Con il Phab 2 Pro, attualmente in vendita a 499 dollari, Lenovo e Google stanno cercando di dimostrare che la realtà aumentata può e deve diventare parte integrante degli smartphone moderni. Lee crede che la tecnologia Tango, sia simile a quella GPS, che ha trasformato l'utilità dei telefoni cellulari e che, anni dopo, ha contribuito alla nascita di servizi come Uber. La realtà aumentata permetterà ai nostri dispositivi di comprendere lo spazio circostante e di "vedere" il mondo.

Al momento siamo distanti da questo proposito, incastrati tra il prototipo delle HoloLens da 3000 dollari della Microsoft e Pokémon Go, il gioco gratuito della Niantic.  Il team di Tango vorrebbe creare hardware e software che si pongano a metà tra questi estremi e ritiene che il Phab 2 Pro sia un buon inizio per questo proposito.

A onor del vero, la divisione di Lee è progredita molto dal 2014, ovvero da quando ha ideato il kit di sviluppo dei tablet agli smartphone fuorimisura, tuttavia le app per la realtà aumentata sono ancora abbastanza limitate. Molte di queste, infatti, ruotano intorno al gioco, usando, ad esempio, i super sensori del Phab 2 Pro e le capacità della fotocamera per trasformare un salotto in uno spazio virtuale in cui giocare. Google vorrebbe però introdurre la tecnologia Tango anche in altri telefoni, per consentire una maggiore conoscenza dell'AR.

Fino ad allora, siamo limitati al Phab 2 Pro. Non è certamente male come telefono, è solamente un dispositivo molto di nicchia che risulta poco pratico per la maggior parte dei possessori di smartphone. A 500 dollari è più economico di un iPhone o un Google Pixel. Tuttavia, grazie al suo schermo da 6,4 pollici, il Phab 2 Pro è difficile anche da tenere in mano ed entra a malapena nelle tasche di pantaloni larghi. Non sarà certo la tecnologia AR, per quanto stilosa, a far vendere un telefono che è scomodo da usare.

Google e Lenovo sono entrambi consapevoli che il Phab 2 Pro funzionerà più da prototipo che come dispositivo pensato per essere copiosamente venduto. In quel contesto, il telefono eccelle. Ha infatti un display molto ampio e una fotocamera potente che permette di visualizzare oggetti virtuali sovrapposti allo scenario. Molte delle recenti app Tango permettono di controllare i gesti e di catturare altri movimenti  reali di modo da evitare all'utente di dover toccare lo schermo con le dita. In questo modo la scena si può svolgere fuori dallo schermo senza nessuna interferenza.

Tra le varie app messe online ieri su Google Play Store, progettate per i dispositivi Lenovo con tecnologia Tango, è possibile trovare il gioco Hot Wheels della Mattel, che crea un percorso virtuale per far correre le macchine, poi Slingshot Island sviluppato dalla Sockethead Games, che crea un continente galleggiante nel mezzo di una stanza e il compito è quello di rovesciare le strutture sulla superficie dell'isola attraverso l'uso di una fionda meccanica, ricordando Angry Birds.

C'è anche Towers of Tango, un gioco di simulazione business che colloca l'utente in una piccola città, all'interno della quale il compito sarà quello di trovare un lavoro alle persone, aumentare le possibilità abitative e incrementare l'economia locale. I giochi sono precisi anche se a volte ingannevoli, ma la tecnologia è certamente lì. È straordinario vedere interi mondi 3D svilupparsi nell'obiettivo della fotocamera, inoltre molti dei giochi che utilizzano Tango richiedono di alzarsi e di muoversi il più possibile. Sembra evidente che l'AR riesca a far alzare in piedi i suoi utenti e a farli muovere, si potranno vedere persone che camminano in tondo per esplorare parti ignote di una scena virtuale, oppure che si accovacciano per poter meglio vedere alcuni oggetti.

Delle 35 applicazioni Tango attualmente disponibili, solo alcune risultano avere uno scopo più rivolto al mondo del business. Alcune app, come ad esempio Autodesk, consentono di posizionare mobili ed elettrodomestici virtuali nella propria casa per visualizzare un eventuale acquisto senza dover stare a prendere le misure. Queste applicazioni, che inizialmente potrebbero sembrare noiose, in realtà mostrano il potenziale della realtà aumentata, che va molto oltre il gioco  e che attraverso la mappatura 3D potrebbero davvero rivoluzionare il modo in cui le aziende fanno affari. Immaginando, ad esempio, il modo in cui un divano potrebbe stare nel soggiorno, non attraverso le misure ma attraverso una rappresentazione virtuale della scena finale.

Fintanto che non ci saranno più dispositivi con la tecnologia Tango, cosa che non accadrà almeno fino al 2017, tutto ciò sembrerà una fase di sperimentazione iniziale per l'AR. Ma gli sviluppatori non sembrano scoraggiarsi. Sia perché Pokémon Go ha dimostrato come ci sia appetito per questo tipo di esperienze, che perché la Google è convinta che sia solo una questione di tempo prima che ogni telefono disponga della mappatura 3D.

"Questo è qualcosa che non svanirà", afferma Ariella Lehrer, Ceo della Legacy Games, la cui azienda sta progettando un gioco di zombie per bambini chiamato Crayola Color Blaster.  "La possibilità di decifrare lo spazio circostante è vicina e credo che la porzione di mercato che coinvolgerà sarà davvero molto grande".

2 novembre 2016

Fonte: theverge.com
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