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Oculus annuncia il suo nuovo progetto: occhiali per la realtÓ aumentata

Ancora nessuna data di rilascio o informazioni sull'hardware, ma "Real World Index" Ŕ giÓ un progetto avviato
Oculus annuncia il suo nuovo progetto: occhiali per la realtÓ aumentata FASTWEB S.p.A.

Alla sesta conferenza annuale di Oculus Connect, una lunga presentazione video ha confermato l'intenzione della società di realtà virtuale di costruire il dispositivo che tutti già sospettavano fosse in cantiere: gli occhiali per realtà aumentata.

Il video dimostrativo ruota attorno alla visione condivisa di Oculus e Facebook dei dati contestuali che appaiono nel mondo reale, mentre un utente indossa un paio di occhiali. Il video dimostrativo presentava finestrelle pop-up (orari dei film, promemoria del calendario), insieme a una conversazione virtuale con un amico della vita reale che appare come una versione realistica 3D (anziché un avatar a cartone animato).

Curiosamente, questo video demo non mostrava gli occhiali o hardware visibili sul viso di nessuno. Oculus ha chiarito che i suoi piani per questa missione hardware sono ancora piuttosto precoci e non è stata annunciata alcuna previsione temporale.

La presentazione assomigliava a quella visione che l'amministratore delegato di Facebook Mark Zuckerberg aveva condiviso durante un convegno del 2017, che ruotava attorno a guardare il mondo attraverso l'obiettivo di una fotocamera per smartphone. L'annuncio di oggi ha riconosciuto ciò che gli addetti ai lavori e la stampa pensavano già due anni fa: "Oggi, le interazioni con i nostri telefoni hanno distaccato la nostra attenzione. Non si può guardare il telefono senza distogliere lo sguardo da ciò che c'è intorno".

Mentre i piani hardware AR non sono ancora consolidati, i rappresentanti di Oculus hanno confermato che l'azienda, nell'ambito di Facebook Reality Labs, sta già costruendo un enorme sistema di "Real World Index" per raccogliere scansioni di foto di spazi interni ed esterni e metadati associati. Oculus ha accennato a questo sistema utilizzato per il rendering nativo di dati visivi del mondo reale come contenuto virtuale 3D, magari all'interno di un visore VR o un paio di occhiali per realtà aumentata in modo che i visori non debbano dedicare energia e risorse alla scansione e alla traduzione di tutti ciò che ci circonda.

Tuttavia, una sequenza di "scansione" molto simile a Matrix ha chiarito che qualsiasi occhiale Oculus AR probabilmente leggerà e tradurrà tutto ciò che lo circonda. Le preoccupazioni sulla privacy associate a un progetto di raccolta dati dal vivo in questo modo faranno sicuramente sobbalzare chi si occupa di privacy digitale.

26 settembre 2019

Fonte: theverge.com
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