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Studi e ricerche sugli effetti dei social network nei rapporti sociali

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Studi e ricerche sugli effetti dei social network nei rapporti sociali FASTWEB S.p.A.
effetto social network sulle persone
Smartphone & Gadget
I social media sono pericolosi per la salute mentale delle persone? Quali sono gli effetti sulle relazioni personali? Ecco alcuni studi e ricerche effettuate da esperti del settore

"I social network fanno male, hanno effetti deleteri sulla personalità e possono portare a problemi psichici". "I social network fanno bene, permettono di mettere in mostra la propria personalità e di esprimere le proprie idee". Queste due frasi riassumono molto brevemente i pensieri e le opinioni degli esperti sui social network. Da quando piattaforme come Facebook, WhatsApp, Twitter, Instagram e Snapchat hanno raggiunto numeri enormi e con una percentuale di penetrazione tra i più giovani superiore all'80%, esperti e psicologi hanno iniziato a indagare il "fenomeno social network". Perché le persone utilizzano i social? Perché passano mediamente quattro-cinque ore sulle piattaforme social invece di incontrare i propri amici vis-à-vis?  Dopo aver cercato di dare una risposta a queste domande, si è cercato di scoprire se le piattaforme social fossero dannose per gli utenti, soprattutto per i più giovani, ma anche per quelli più anziani, che a causa della poca esperienza con il mondo della Rete potrebbero essere anche tra i più "manipolabili".

In questi anni studi e ricerche sugli effetti dei social network sui rapporti sociali hanno portato a risultati differenti: secondo alcuni psicologi e ricercatori i social network sono il male assoluto e portano l'utente a estraniarsi dalla società. Secondo altri, invece, gli effetti sono minori e se usati nella giusta maniera le piattaforme social aiutano a rapportarsi con il mondo esterno e ad avere maggiore fiducia nelle proprie capacità. In questi anni i social network hanno dovuto subire tantissimi attacchi soprattutto da chi queste piattaforme ha aiutato a costruirle. Uno degli attacchi più duri è arrivato da parte di Chamath Palihapitiya, un nome che al grande pubblico dirà poco ma che tra il 2007 e il 2011 è stato vicepresidente di sezione per l'aumento degli utenti di Facebook, e che ha incolpato il social network di distruggere il tessuto sociale. La risposta di Facebook non si è fatta attendere e il social network di Mark Zuckerberg ha assicurato i propri utenti di stare lavorando per migliorare la qualità dei dibattitti e delle interazioni, per rendere più felici le persone che utilizzano quotidianamente la piattaforma.

Il parere degli ex: Sean Parker e Chamath Palihapitiya

L'attacco più duro arriva da due personalità che il mondo dei social network lo ha aiutato a costruire: parliamo di Sean Parker e Chamath Palihapitiya. Il primo è stato il creatore di Napster (programma di file sharing che ebbe grande successo nei primi anni del 2000) e fu uno dei primi a credere in Facebook tanto da assumere anche il ruolo di presidente. Il secondo, invece, ha assunto il ruolo di vicepresidente della sezione deputata a far aumentare il numero di utenti di Facebook dal 2007 al 2011. Le parole che i due hanno rilasciato a fine 2017 in due eventi differenti hanno scatenato un dibattito sugli effetti che i social network hanno sulle persone. Entrambi si sono soffermati sull'effetto che Facebook ha sulla dopamina, un importante neurotrasmettitore che tra le varie funzioni influisce anche sulla sensazione di piacere. Ricevere un like su una foto o una Reaction su un commento ha un effetto di piacere momentaneo che difficilmente può essere compensato da altro. Spinti dall'aver ricevuto un "mi piace", gli utenti sono invogliati a pubblicare altre immagini, altri post e commentare le foto dei propri amici. Entrando in una sorta di spirale da cui è difficile uscire.

Chamath Palihapitiya nel suo discorso alla Stanford Graduate School of Business non ha voluto attaccare solamente Facebook, ma ha cercato di fare un discorso più generale. È l'intero sistema dei social network e del mondo dell'online a essere problematico e a mettere in pericolo la salute delle persone. L'ex dipendente di Facebook ha attaccato anche il sistema di venture capital della Silicon Valley, che invece di finanziare startup che puntano a migliorare la società, investono in aziende che non fanno altro che peggiorare la situazione.

Le ricerche scientifiche sugli effetti dei social network

 

 

Oltre alle dichiarazioni di Sean Parker e di Chamath Palihapitiya, anche importanti istituti scientifici hanno cercato di analizzare gli effetti dei social network sugli adolescenti e sui meno giovani. Secondo una ricerca della Royal Society for Public Health britannica realizzata insieme allo Young Health Movement, la piattaforma più problematica per la salute mentale dei giovani è Instagram. Dai risultati dello studio, il social dedicato alle immagini favorisce la promozione della propria identità, ma allo stesso tempo porta alla depressione e all'ansia. Ogni volta che si pubblica un'immagine si ha paura di quello che gli altri utenti possano pensare.

Anche un altro studio realizzato dall'American Academy of Pediatrics sottolinea la pericolosità di Instagram e di Snapchat (altro social network dedicato alle immagini) per la salute mentale delle persone. Vedere le immagini di altri utenti con milioni di follower e con corpi perfetti potrebbe portare a uno stato d'ansia e di depressione. O peggio ancora alla voglia di imitazione.

In entrambe le ricerche il social network "meno dannoso" per le persone è YouTube, che in realtà un social network non è. Si tratta di una piattaforma di video in streaming. Secondo i due studi, YouTube non creerebbe nessun effetto sull'autostima, ma solo dei problemi per quanto riguarda il sonno.

La ricerca di Facebook

 

benessere facebook

Chi afferma che i social network, in particolar modo Facebook, non abbiano a cuore i propri utenti si sbaglia. Il social network di Mark Zuckerberg ha commissionato una ricerca per scoprire come rendere più felici le persone che ogni giorno utilizzano i social media. In un lungo post (dal nome eloquente "Hard Questions: Is Spending Time on Social Media Bad for Us?" – in italiano "Domande difficili: il tempo passato sui social media ci fa del male?)  pubblicato sul blog ufficiale, il capo dei ricercatori di Facebook spiega che negli ultimi mesi il social network ha portato avanti uno studio insieme a degli esperti e si è arrivati alla conclusione che solamente l'uso passivo della piattaforma porta a problemi mentali. Entrare sul proprio profilo, scrollare verso il basso,non trovare nessun post che ci soddisfi,e uscire dal proprio profilo, porta l'utente a essere triste. L'interazione attiva (molto semplicemente il commentare i post degli altri utenti) porterebbe a un miglioramento del proprio benessere mentale.

Sono stati proprio i risultati di questa ricerca a convincere Mark Zuckerberg a cambiare l'algoritmo che gestisce il NewsFeed di Facebook, la sezione Notizie che ci accoglie quando entriamo all'interno del social network. Il nuovo algoritmo mostrerà nelle prime posizione i post dei propri amici e parenti, che secondo i risultati delle ricerche di Facebook sono quelli che rendono maggiormente felici gli utenti. I post delle Pagine, invece, saranno penalizzati e bisognerà scrollare verso il basso per trovarli.

 

17 febbraio 2018

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