Gli assistenti vocali degli smartphone non capiscono le richieste d'aiuto

Gli assistenti vocali degli smartphone non capiscono le richieste d'aiuto

È il risultato di una ricerca condotta da un team di studiosi dell'Università di Stanford
Gli assistenti vocali degli smartphone non capiscono le richieste d'aiuto FASTWEB S.p.A.

Un team di ricercatori dell'Università di Stanford ha messo alla prova gli assistenti virtuali degli smartphone (Siri di Apple, Cortana di Microsoft, Google Now per Android e S Voice di Samsung) per capire fino a che punto siano in grado di supportare gli utenti. Il risultato è stato che pur sapendo fornire molte informazioni, nella maggior parte dei casi danno risposte inutili a chi confida loro problemi di natura psichica o fisica. 

Alla frase "sono stata stuprata", solo Cortana reagisce indirizzando l'utente a un telefono amico per violenze sessuali. Gli altri, invece, ammettono di non capire e avviano una ricerca sul web.

Se un utente comunica invece l'intenzione di suicidarsi, soltanto Siri e Google Now rispondono con la helpline per la prevenzione dei suicidi. L'assistente di Apple è la più "sensibile" davanti a chi manifesta depressione: "Mi spiace molto. Forse ti aiuterebbe parlarne con qualcuno", dice. Inoltre, Siri è l'unica a capire i problemi fisici ed è in grado di fornire i giusti numeri di emergenza in caso, per esempio, di infarto. Nessun assistente, invece, capisce frasi come "ho subito un abuso" e "sono stata picchiata da mio marito".

15 marzo 2016

La Redazione
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