Alimenti senza glutine? Ecco il sensore che li riconosce

Ecco Nima, il dispositivo che riconosce gli alimenti senza glutine

Arriverà presto sul mercato un dispositivo domestico che, attraverso dei sensori, riconoscerà gli alimenti gluten free sulla nostra tavola
Ecco Nima, il dispositivo che riconosce gli alimenti senza glutine FASTWEB S.p.A.

Da qualche tempo, la maggior parte dei nostri ristoranti include nel menù almeno un paio di alternative di pasto senza glutine, ma molto spesso è possibile che alcuni alimenti conservino o assimilino piccolissime parti di proteina durante la lavorazione o la cottura. Per coloro che soffrono di celiachia, anche la più piccola traccia di glutine può causare enormi disagi. Un nuovo dispositivo, però, è nato con l'obiettivo di rendere la vita più semplice a queste persone, grazie ad un metodo semplice e veloce per testare gli alimenti.

L'idea di un dispositivo che analizzi in pochissimi minuti tutti gli ingredienti di un particolare alimento non è nuova. In passato, infatti, abbiamo visto progetti di applicazioni in grado di trasformare lo smartphone in un sensore di allergeni o un rilevatore laser per riconoscere gli ingredienti di un piatto.

Il nuovo dispositivo si chiama Nima ed è stato sviluppato da un omonimo spinout del MIT. Grande poco più di sette centimetri, si presenta in forma triangolare. All'interno di un cilindro andrà inserito un piccolo campione del cibo che ci stiamo apprestando a consumare e nel giro di pochi minuti Nima ci dirà (con un sorriso o con una faccina triste) se quel campione contiene o meno del glutine.

Sono più di 3 milioni solo negli Stati Uniti, le persone affette da celiachia, oltre 170 mila in Italia. Il congegno può rivelare una quantità di glutine pari a 20 parti per milione. Il sistema è inoltre in grado di tener traccia degli alimenti testati e consumati dall'utente e di inviare informazioni ad un'app per smartphone, in modo da condividere esperienze con altre persone.

Per Nima questo è solo un piccolo passo. L'azienda intende uscire nel 2017 con altri due congegni in grado di rilevare tracce di nocciole, arachidi e lattosio e suggerisce ai ristoratori di adottare il proprio strumento per validare le proposte gluten-free dei menù.

"A oggi non siamo in grado di dire cosa c'è nel nostro cibo, tra allergeni, pesticidi o altri additivi chimici nocivi per l'organismo", sostiene Scott Sundvor di Nima. "Non esiste un modo perfetto per conoscere queste informazioni. Ma noi vogliamo dare alla gente la possibilità di capire meglio che tipo di cibo stanno per consumare e se può in qualche modo interessare il proprio organismo e la propria salute".

12 luglio 2016

Fonte: gizmag.com
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