Una app che protegge la vostra privacy

Ecco l'app che protegge la vostra privacy

L'applicazione per smartphone che analizza le configurazioni delle app installate sul vostro smartphone e protegge la vostra privacy
Ecco l'app che protegge la vostra privacy FASTWEB S.p.A.

La maggior parte degli utenti dei principali social network desiderano tutti la stessa cosa, ossia essere seguiti da followers, ma anche che questi stessi followers non divulghino troppo immagini o stati originali come fossero di loro proprietà. Ma come è possibile comunicare ad ogni singola app cosa vogliamo e cosa non vogliamo condividere? I ricercatori del Cmu hanno avuto un'idea.

La loro app è un sistema di tutela della privacy estremamente smart, che capisce le nostre preferenze e automaticamente modifica le configurazioni che decidiamo sulle app installate nello smartphone. Questo significa che Facebook, Tinder e Snapchat sapranno esattamente cosa vogliamo e non voliamo condividere.

"È chiaro che la gente non può affrontare da sola la complessità delle configurazioni sulla privacy associate alle app sul proprio smartphone", ha detto Norman Sadeh, professore di Informatica al Carnegie Mellon. "E non parliamo solo di app per smartphone. Il crescente numero di sensori ed altri dispositivi smart che fanno parte del cosiddetto Internet delle cose hanno un importante impatto sulla privacy e rendono sempre più difficile, per un utente, controllare i propri dati dall'utilizzo di terze parti", ha aggiunto.

Il sistema è essenzialmente un'interfaccia con degli interruttori che spengono e accendono la possibilità di aprire la propria privacy alle app installate. Ogni app, infatti, ha una sua configurazione precisa ed è praticamente impossibile gestire tutto con un solo comando. Con questo sistema l'utente disegnerà le proprie preferenze e il sistema farà il resto.

Le ricerche del team di Sadeh hanno evidenziato che le preferenze degli utenti si suddividono in poche categorie o "profili" che differiscono tra loro a seconda di cosa vogliono essere sicuri di mantenere privato. Il sistema riesce quindi a determinare a quale profilo o categoria ogni utente appartiene e ne disegna le preferenze, analizzando le risposte ad un piccolo questionario.

Sadeh ha spiegato con una mail al sito specializzato TechCrunch che l'obiettivo non è solo migliorare il controllo della propria privacy, ma quello di creare un agente che sia in grado di comprendere le preferenze di ognuno e automaticamente applicarle alle configurazioni di sistema.

"È possibile sviluppare una serie sempre migliore di restrizioni gestibili dagli utenti, associando di conseguenza gli usi e gli scopi dei dati recuperati dalle app, al permesso fornito dagli utenti possessori di quei dati sensibili", ha scritto Sadeh.

Al momento, un'azienda produttrice di smartphone Android ha chiesto di poter utilizzare questo tipo di applicazione. Sadeh ha comunicato che il team ha intenzione di rilasciare su Google Play una versione del sistema già per questa estate.

7 luglio 2016

Fonte: techcrunch.com
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