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Da Uber a Duolingo, le app che ci stanno rivoluzionando la vita

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Da Uber a Duolingo, le app che ci stanno rivoluzionando la vita FASTWEB S.p.A.
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Le applicazioni per smartphone hanno sempre una maggiore influenza sulla vita di tutti i giorni. Ecco le più importanti

È la grande protagonista dell'universo hi-tech degli ultimi anni e tutto fa pensare che lo sarà anche nei prossimi anni. La realtà virtuale è uno dei settori nei quali i big dell'alta tecnologia mondiale stanno investendo maggiori risorse economiche ed umane nel tentativo di arrivare per prime sul mercato: Samsung, ad esempio, è già sbarcata con il suo visore Gear VR, mentre Oculus Rift (di Facebook), HoloLens di Microsoft e Project Morpheus di Sony sono in fase di definizione.

Una tecnologia più vecchia di qualche anno, però, potrebbe mettere a rischio il futuro di questa tecnologia: sempre più spesso, infatti, le applicazioni per smartphone rendono sempre più labile il confine tra la realtà che si vive tutti i giorni e il virtuale dell'ambiente operativo degli smartphone. Come nota il gigante delle analisi di mercato in ambito mobile App Annie, le applicazioni per dispositivi mobili hanno un impatto sempre maggiore sulle nostre vite anche a telefono spento. In alcuni settori, in particolare, le applicazioni hanno l'incredibile potere di influenzare il mondo reale pur restando nella loro sfera virtuale.

I cambiamenti avvenuti nei settori del trasporto smart e a richiesta, dei pagamenti da smartphone e dell'educazione forniscono tre esempi paradigmatici della trasformazione in atto.

Pagamenti da mobile, la rivoluzione corre sul filo delle app

Apple. Google. Facebook. Samsung. Questi i nomi di alcune dei big dell'hi-tech che tentano di sfruttare le funzionalità e le potenzialità degli smartphone e degli altri dispositivi mobili (come gli smartwatch) per sviluppare piattaforme che rendano possibili i pagamenti via smartphone. Rispetto alle soluzioni di pagamento oggi esistenti, i pagamenti da mobile permettono di velocizzare l'intera operazione: lanciare un'applicazione e autorizzare la transazione è molto più sbrigativo se paragonato al pagare in contanti o allo strisciare la carta di credito e inserire il codice PIN.

 

Apple Pay

 

Per questo motivo i settori commerciali più interessati ai pagamenti via smartphone sono quelli in cui l'efficienza e la velocità fanno la differenza e sono determinanti per il successo dell'impresa. Non è casuale, dunque, che McDonald's, Dunkin' Donuts e Starbucks abbiano già sviluppato e lanciato le loro applicazioni per i pagamenti in store. Non sono solo i big del commercio, però, a potersi avvantaggiare dei pagamenti mobile: appoggiandosi su piattaforme di sviluppatori terze (una di quelle già citate, ad esempio) potranno ridurre i tempi necessari a concludere la transazione e migliorare l'esperienza generale dell'utente.

Uber e i suoi fratelli. Come evolve il settore dei trasporti grazie alle app

Nata nel marzo 2009, Uber è stata capace di dare il là a un profondo rinnovamento nel settore dei trasporti urbani. Non è un caso, dunque, che la startup californiana sia considerata tra le più promettenti del panorama hi-tech internazionale e il suo fondatore sia considerato tra gli under 40 più influenti al mondo. Un cambiamento, ovviamente, che non vede Uber come unica protagonista e che ha avuto non poche ripercussioni sul settore dei trasporti “classico”. Una trasformazione, come certifica e registra anche App Annie, che prende origine da app e smartphone: nei 12 mesi del 2014 i download delle applicazioni del settore dei trasporti – e in particolare le applicazioni dei servizi di trasporto su richiesta – sono triplicati: le prime cinque della graduatoria sono passate dai 100 milioni di download del quarto trimestre 2013 ai circa 300 milioni di download del quarto trimestre del 2014.

 

Uber

 

Ad esser cresciuti, però, non sono solamente gli utenti: anche i servizi e le funzionalità cui gli utenti possono accedere grazie alle applicazioni sono lievitati in maniera impressionante. Da Uber, ad esempio, sono arrivate le prime API che permetteranno di integrare il suo servizio di taxi privato all'interno di altri portali web e applicazioni: in questo modo sarà possibile prenotare una corsa direttamente dall'applicazione dell'albergo in cui si dorme o della compagnia aerea utilizzata per il viaggio di lavoro appena iniziato. Le mire della startup californiana sono molto più estese: la dirigenza ha intenzione di lanciare a pieno regime anche un servizio di traslochi on demand (UberCARGO), un servizio di trasporti on demand (UberRUSH) e un servizio di consegna a domicilio on demand (UberESSENTIALS). Nel caso in cui le sperimentazioni portate avanti in questi primi mesi del 2015 dovessero dare gli effetti sperati, si potrebbe assistere al lancio ufficiale di questi servizi già nella seconda parte del 2015. Uber, come accennato, non l'unica a tentare di trasformare la quotidianità degli utenti partendo dalla virtualità di un'applicazione: Amazon, sempre impegnata nei suoi test con i droni-postini, ha chiuso un accordo di collaborazione con Flywheel, applicazione per Andorid e iOS che permette di trovare un taxi libero nelle vicinanze: gli utenti del portale di ecommerce potranno decidere di vedersi consegnato il loro pacco nel giro di un'ora sfruttando le corse dei tassisti di Flywheel.

 

Uber

 

Queste sperimentazioni ci suggeriscono che la prossima battaglia si combatterà – e alcune scaramucce sono già in corso – sul campo del trasporto merci: se attori come Uber, Amazon o altri sapranno creare una piattaforma mobile omnicompresiva, gli utenti saranno portati a utilizzare quasi esclusivamente smartphone e tablet nella pianificazione dei loro viaggi, modificando una volta per tutte il modo in cui ci si sposta.

Il nuovo modo di apprendere una lingua

Negli ultimi anni Internet ha letteralmente rivoluzionato il modo in cui si studia e si apprende. Basta pensare a Wikipedia: ciò che fino a cinque, dieci anni fa richiedeva una visita alla biblioteca comunale o universitaria e diverse ore di ricerca, ora richiede una manciata di minuti senza dover uscire da casa. Grazie alla maggiore diffusione degli smartphone, miliardi di persone hanno la possibilità di accedere alla Rete nel giro di pochi istanti e in qualunque luogo si trovino. Ciò ha permesso a chi si occupa di e-learning di avere a disposizione una nuova piattaforma per rendere l'educazione maggiormente accessibile a chiunque.

 

Duolingo

 

Duolingo, applicazione legata all'omonimo portale per apprendere lingue online, è un chiaro esempio di come le applicazioni stiano conducendo questa evoluzione. Questa applicazione guida l'utente verso l'apprendimento di nuove lingua tramite lezioni brevi, capaci di adattarsi al livello di conoscenza dell'utente e gamificate. Recentemente, inoltre, il sito di elearning ha annunciato la creazione di una piattaforma linguistica basata sul crowdsourcing che permetterà agli utenti di contribuire alla creazione di nuovi esercizi e nuove unità di apprendimento.

 

 

Grazie a questo nuovo sistema di insegnamento, Duolingo ha un fattore di efficacia incredibilmente superiore a quello di qualunque corso faccia a faccia: 34 ore spese con l'app equivalgono ad un semestre di lezioni universitarie. Non è un caso, dunque, che si stia sviluppando una piattaforma di insegnamento delle lingue rivolta agli istituti scolastici di ogni livello.

Si tratta solo uno dei tanti esempi di come le applicazioni stiano mutando il mondo dell'educazione. ClassDojo, ad esempio, permette di creare una classe virtuale e assegnare dei punteggi agli studenti, in modo che siano spinti a migliorare i propri risultati scolastici. PhotoMath, invece, permette di risolvere equazioni e funzioni matematiche effettuando una foto della formula e spiegando i vari passaggi che portano alla risoluzione del problema matematico.

 

Photomath

 

Applicazioni di questo genere stanno radicalmente mutando il modo in cui gli studenti si comportano e le modalità di apprendimento all'interno delle classi scolastiche. Inoltre, applicazioni come Duolingo permettono di portare anche al di fuori delle aule universitarie un'educazione di qualità.

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