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Come scegliere il seggiolino anti abbandono

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Come scegliere il seggiolino anti abbandono FASTWEB S.p.A.
Seggiolino con bambino
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Dal 7 novembre è obbligatorio utilizzare dispositivi anti abbandono per bambini al di sotto dei 4 anni. Ecco le caratteristiche che deve avere per evitare la multa

Dopo un iter legislativo più lungo di quanto inizialmente preventivato, è finalmente entrato in vigore l'obbligo dei cosiddetti dispositivi antiabbandono per bambini al di sotto dei 4 anni. Dal 7 novembre 2019, dunque, tutti i genitori con un figlio di età inferiore ai 4 anni dovranno dotare i loro veicoli di un seggiolino (o un qualsiasi altro dispositivo) che sia conforme al regolamento licenziato dal Parlamento e pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Un compito meno semplice di quanto si possa pensare. Il decreto approvato dalle due Camere fornisce infatti una descrizione piuttosto sommaria di questi dispositivi (nell'articolo 3 del decreto si legge che possono essere integrati nei seggiolini, essere parte della dotazione del veicolo che si guida o dispositivi indipendenti sia dal seggiolino sia dal veicolo) e il regolamento allegato non fornisce alcuna indicazione su possibili processi omologativi dei dispositivi anti abbandono.

Bimbo sul seggiolino

Insomma, un piccolo far west che potrebbe anche costare caro agli automobilisti italiani. Chi non si è ancora adeguato alle nuove direttive legislative, infatti, rischia una multa piuttosto corposa. Certo, il Ministro dei trasporti De Micheli ha promesso la sospensiva delle sanzioni, ma fino a che non ci sarà un altro decreto legislativo, chi viene beccato senza seggiolino anti abbandono rischia fino a 326 euro di multa e 5 punti in meno sulla patente. E in caso di recidiva entro 2 anni la patente verrà sospesa per 45 giorni.

Come devono essere i dispositivi antiabbandono

Per evitare di essere sanzionati, dunque, si dovrà acquistare un dispositivo che sia conforme a quanto previsto dal regolamento allegato al Decreto Legge n. 122 del 2 ottobre 2019. Come accennato, non esiste al momento alcun processo di omologazione (né è previsto dal decreto licenziato dal Parlamento) e, quindi, non può esserci ancora certezza su quali seggiolini e quali dispositivi esterni siano rispondenti al dettato legislativo.

Nel regolamento vengono descritte le caratteristiche funzionali essenziali che il dispositivo deve avere. Innanzitutto, i dispositivi devono "segnalare l'abbandono di un bambino di età inferiore a 4  anni, sul veicolo sul quale è trasportato, da parte del conducente del veicolo stesso mediante l'attivazione di uno dei segnali" previsti nel regolamento. Questi segnali possono essere visivi e acustici o visivi e aptici rilevabili sia all'interno sia all'esterno del veicolo. I dispositivi, inoltre, possono essere dotati di un sistema di comunicazione automatico per l'invio, per mezzo delle reti di comunicazione mobile senza fili, di messaggi o chiamate.

Inoltre, nel caso si acquisti un dispositivo esterno al seggiolino, si deve esser certi che non alteri le caratteristiche di omologazione del seggiolino stesso.

Seggiolino per neonati

Dispositivo anti abbandono come funziona

I dispositivi anti abbandono, siano essi integrati nel seggiolino o esterni a esso, devono quindi rilevare la presenza del bambino sul seggiolino stesso e l'eventuale presenza o meno a bordo del veicolo di un adulto. Nel caso in cui il piccolo venga dimenticato nell'abitacolo, il dispositivo deve attivarsi automaticamente e inviare un allarme sonoro, visivo o aptico al genitore. L'avviso può essere inviato anche via rete cellulare, sotto forma di notifica di un'app, di un messaggio di testo o una chiamata automatica.

Seggiolini anti abbandono, quali comprare

Nonostante le lunghe tempistiche di approvazione del regolamento, i produttori non sono stati in grado di realizzare un numero di seggiolini che potesse soddisfare la richiesta iniziale del mercato. A oggi, dunque, trovare un seggiolino con un dispositivo antiabbandono integrato è impossibile, o quasi. Chi non ne ha ancora acquistato uno, dunque, deve ripiegare su un normale seggiolino al quale "abbinare" un dispositivo esterno.

Al momento, dunque, la scelta è tra cuscinetti con sensori da inserire all'interno del seggiolino e altri sensori che possono essere inseriti sotto il seggiolino o collegati alle cinture del seggiolino stesso. C'è, ad esempio, lo Steelmate Baby Bell, un piccolo sensore da posizionare sotto il cuscino del seggiolino e da sincronizzare con un dongle che va collegato (e alimentato) all'accendisigari dell'auto. Nel caso il sensore rilevi la presenza del bimbo, una volta spenta l'automobile lo Steelmate emette un allarme sonoro per 15 secondi. Se, dopo questo lasso di tempo, il sensore rileva ancora il peso del piccolo, il genitore verrà avvisato via SMS su telefonino.

Bambino a bordo dell'auto

Un altro dispositivo anti abbandono è Bebé confort e-Safety, un cuscino da mettere nel seggiolino che già si possiede e che comunica con lo smartphone del genitore inviando delle notifiche in caso di bimbo lasciato a bordo dell'automobile. Se il genitore non dovesse rispondere all'allarme, il sistema invia degli SMS con posizione GPS del veicolo a 3 contatti impostati in precedenza.

Da Chicco, invece, arriva Oasys Up, seggiolino che integra "nativamente" il sistema BebèCare e che permette di ricevere notifiche e avvisi sul telefonino in caso si lasci il bimbo in auto.

Dispositivi anti abbandono, le criticità

Secondo Altroconsumo, associazione di tutela dei diritti dei consumatori, al momento i genitori non dovrebbero acquistare nessun dispositivo esterno, ma fidarsi solamente dei seggiolini con sistemi antiabbandono già integrati. "Oggi come oggi - denunciano gli esperti di Altroconsumo - non c'è alcun sistema in commercio che abbia entrambe queste caratteristiche: cioè che sia approvato dalla casa produttrice dei seggiolini e, allo stesso tempo, non preveda alcuna azione per attivarsi".

Bimbo su seggiolino

A questo, poi, si uniscono i rilievi fatti da alcuni esperti sul sistema di funzionamento dei dispositivi anti abbandono (anche quelli integrati nel seggiolino) e sulle tecnologie utilizzate. Prima di tutto, fanno notare, esporre un bambino così piccolo a una dose massiccia di onde radio (i sensori comunicano con smartphone tramite Bluetooth o rete cellulare) potrebbe non essere il massimo per la salute del piccolo. Inoltre, nel caso in cui ci si dimentichi lo smartphone nell'automobile o si hanno problemi di connettività (o batteria scarica), i dispositivi di soccorso sarebbero di fatto inutili. Insomma, secondo molti il sistema è ancora da perfezionare per essere realmente efficace.

Seggiolini anti abbandono, incentivi

Nella Legge di Bilancio 2019 (quella dell'anno in corso, approvata il 31 dicembre 2018) prevede un contributo per l'acquisto di seggiolini e dispositivi antiabbandono. Il Governo ha previsto un fondo massimo di 15 milioni di euro, cifra che dovrebbe permettere l'acquisto di un massimo di 560 mila dispositivi circa. Una cifra inferiore rispetto alle effettive necessità del mercato italiano: qualche genitore, dunque, resterà senza contributo e dovrà pagare il dispositivo obbligatorio per legge di tasca propria.

Secondo le indiscrezioni, l'incentivo per seggiolino antiabbandono dovrebbe essere di 30 euro per dispositivo e per richiederlo basterebbe presentare lo scontrino. Al momento, però, non c'è il decreto ministeriale che stabilisce come debba essere richiesto ed eventuali limitazioni legate al reddito. Quindi, non c'è neanche l'incentivo. Il Ministro De Micheli consiglia però di conservare lo scontrino: il contributo per l'acquisto sarà "retroattivo" e verrà erogato anche a chi ha comprato il dispositivo prima del decreto.

 

12 novembre 2019

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