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Cloudwash, come la lavatrice ti rivoluziona l'Internet delle cose

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Cloudwash, come la lavatrice ti rivoluziona l'Internet delle cose FASTWEB S.p.A.
Cloudwash
Smartphone & Gadget
Può una lavatrice segnare il futuro dell'Internet delle cose? Apparentemente sì, se si analizza con attenzione Cloudwash, prototipo in arrivo da Londra

La cartina tornasole di come l'Internet delle cose potrà cambiare la nostra vita? Una lavatrice intelligente, collegata al web e gestibile attraverso una comodissima app per smartphone. Però, e qui bisogna fare bene attenzione, non è nulla di troppo complicato come invece potrebbe apparire. Anzi, si può addirittura dire che Cloudwash sia più semplice da utilizzare di molti modelli presenti oggi sul mercato.

La lavatrice del futuro

La lavatrice smart è prodotta da Berg, una piccola startup londinese specializzata nello sviluppo e realizzazione di elettrodomestici e altri oggetti ad alta tecnologia. Questo primo prototipo mostra come elettrodomestici d'uso quotidiano possano essere migliorati senza bisogno di dover forzatamente complicare la vita agli utenti.

 

La plancia di Cloudwash

 

L'interfaccia è essenziale e ridotta all'osso: i lavaggi preimpostati sono ridotti ai più frequenti e indicati con linguaggio molto semplice; una seconda manopola consente di impostare l'orario di fine lavaggio (e non inizio lavaggio); mentre altri comandi permettono, ad esempio, di ordinare automaticamente il detersivo preferito non appena sta per terminare. Cloudwash può essere controllata anche tramite il cellulare ma non esiste alcun obbligo : tutti i comandi necessari al funzionamento sono già presenti al pannello di gestione dell'elettrodomestico intelligente.

Ribaltamento di paradigma

Cloudwash mette in atto un vero e proprio ribaltamento di paradigma rispetto a quanto eravamo abituati sinora. Anziché aggiungere nuove funzionalità ad un elettrodomestico già esistente, senza tenere troppo in considerazione la facilità di utilizzo da parte degli utenti, la lavatrice sfornata dai laboratori di design di Berg punta tutto sull'intuitività e la facilità di utilizzo.

 

 

L'approccio dei designer londinesi è molto più soft e, per alcuni versi, anche molto più realistico. Al centro della progettualità non troviamo l'innovazione fine a sé stessa, ma l'utente reale con i suoi bisogni quotidiani. Ed è su questi che bisogna andare ad incidere affinché il prodotto possa avere successo. Un esempio di questo ribaltamento di prospettiva (o paradigma che dir si voglia) è dato dal nuovo modo di “concepire” le tempistiche del lavaggio. Anziché impostare l'orario di inizio, l'utente potrà impostare l'orario in cui il lavaggio dovrà terminare: sarà la lavatrice a decidere quando dare il via alle “operazioni”. Ciò darà modo di risparmiare moltissimo tempo, eliminando i tempi morti dovuti all'attesa del termine del ciclo del risciacquo o della centrifuga. Cloudwash, insomma, mostra come si possibile creare elettrodomestici connessi alla Rete senza renderli complicati.

Utilizzo e non abuso

Un altro esempio di come l'Internet delle cose possa essere semplice è dato dalla modalità di scelta dei lavaggi. Sulla plancia della lavatrice le scelte sono molto limitate, mentre un più ampio ventaglio è offerto dalla gestione tramite smartphone. In entrambi i casi, però, la scelta è stata resa più semplice, con indicazioni chiare e dirette sulla tipologia di lavaggio che si sta per avviare. L'utente non sarà più costretto a complicati calcoli mentali per stabilire se sia meglio un lavaggio “freddo” o uno “caldo”, o ancora uno per capi sintetici o per la lana.

 

I programmi di lavaggio selezionabili dalla lavatrice

 

Si potrà scegliere il lavaggio più adatto ai capi nel cestello – ad esempio i capi per la palestra, da lavare ogni due giorni – direttamente dal pannello di controllo posto sulla lavatrice, mentre i lavaggi più “inusuali” potranno essere lanciati dallo smartphone. In quest’ottica, il centro funzionale dell'elettrodomestico resta sulla lavatrice, mentre lo smartphone è chiamato in causa solo per gli utilizzi meno comuni.

 

L'interfaccia di controllo dello smartphone

 

“Credo – afferma Jack Schulze, uno dei tecnici che ha lavorato alla realizzazione di Cloudwash – che nel prossimo futuro le lavatrici connesse somiglieranno più o meno al nostro prototipo. Non c'è bisogno di affidarsi completamente allo smartphone o rendere troppo complicata l'interfaccia macchina-utente”. E che l'Internet delle cose può diventare realtà nel giro di pochi anni, senza che ci sia bisogno di una laurea per poter utilizzare gli elettrodomestici intelligenti.

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TAGS: #internet delle cose #elettrodomestici #lavatrice

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