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Apple AirTags, come funzionano

Anche Apple entra nel mercato degli Smart Tag per localizzare gli oggetti smarriti: ecco a cosa servono, come sono fatti e quanto costano i nuovi AirTag
Apple AirTags, come funzionano FASTWEB S.p.A.

Perdere un oggetto particolarmente importante non è più un problema con gli Apple AirTag. Si tratta di piccoli dispositivi da applicare all’oggetto in questione che, attraverso uno smartphone della Mela morsicata, ne consentono l’individuazione ovunque esso si trovi.

Un oggetto imprescindibile, dunque, soprattutto per chi non può fare mai a meno di tenere tutto sotto controllo.

AirTags, un po’ di storia

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Sono stati presentati ufficialmente durante l’evento Spring Loaded di Aprile 2020 ma già da tempo se ne parlava, tanto da far crescere la curiosità intorno a questi oggetti estremamente funzionali.

Dopo aver creato un alone di mistero ed aver visto spuntare alcune righe di codice all’interno della versione 14.5 del sistema operativo dedicato ai dispositivi mobile iOS, Apple ha deciso finalmente di far venire alla luce queste piccole etichette, andando a mettere il proprio marchio di qualità su un prodotto già diffuso sul mercato da altri brand ma ancora poco sfruttato dal grande pubblico.

AirTags, a cosa servono?

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Come anticipato in apertura, gli AirTags sono dei dispositivi dalle dimensioni estremamente contenute che sfruttano due tipi di tecnologie, Bluetooth e Ultra Wideband, per localizzare un oggetto nell’ambiente che ci circonda attraverso l’uso di un iPhone o di un iPad. In pratica, grazie al nostro device è possibile individuare su una mappa la posizione dell’oggetto, restringendo il campo di ricerca e aiutandoci, man mano che ci si avvicina, a individuare il luogo in cui è stato lasciando o smarrito.

Riconoscerli è facile: dalla forma simile a quella di una moneta, gli AirTag di Cupertino sono realizzati in solido metallo e plastica bianca, in perfetto stile Apple, e sono dotati su uno dei due del marchio dell’azienda. Per applicarlo a un qualsiasi oggetto può essere utilizzato un adesivo, così come un anello o semplicemente inserirlo nella custodia in modo da tenerli sempre vicini.

Neanche l’acqua fa loro paura: infatti, dispongono di una certificazione IP67, che significa resistenza alla polvere e all’immersione fino a 1 m di profondità per massimo 30 minuti. Prima di farlo, però, è di fondamentale importanza effettuare la configurazione.

Infatti, sarà proprio questa che permetterà di mostrare il tracker sulla mappa dell’applicazione di Apple “Dov’è”, la stessa che consente di tracciare il posizionamento dei dispositivi registrati dal possessore dello smartphone o del tablet (MacBook, Apple Watch ma anche iPad, AirPods, etc.), così come degli amici o dei parenti che hanno condiviso la propria posizione.

AirTags, come funzionano?

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Una volta configurati e applicati all’oggetto in questione, gli AirTag diventano compagni fedeli in grado di aiutarci a individuare qualsiasi cosa. Infatti, è sufficiente aprire l’applicazione Dov’è (o collegarsi ad icloud.com con le proprie credenziali Apple) per avere in pochi istanti la posizione esatta della piccola etichetta intelligente.

Se l’oggetto non dovesse essere visibile, niente paura: infatti, basta toccare l’indicatore sull’applicazione per avviare la riproduzione del suono su questi dispositivi. Lo stesso vale per Siri, l’assistente vocale di Apple: è sufficiente chiedere dov’è l’AirTag per avere rapidamente informazioni e, in caso, riprodurre l’allarme sonoro.

Per funzionare, AirTag necessita di una batteria CR2032, facilmente sostituibile dall’utente senza che siano necessarie particolari competenze tecniche o manuali.

AirTags, come funziona “Posizione Precisa”

La funzione Posizione Precisa sfrutta la tecnologia Ultra Wideband. Di cosa si tratta? È un sistema estremamente comodo che permette, attraverso l’utilizzo del chip U1 insieme ad ARKit, giroscopio e accelerometro, di fornire una localizzazione estremamente precisa dell’accessorio, consentendo di aumentare o diminuire il suono dell’allarme quando ci si avvicina o allontana da esso.

La precisione dichiarata da Apple è di 30cm, quindi estremamente ravvicinata. Per essere sfruttata, è necessario avere a disposizione un iPhone 11 o 12.

AirTags, la modalità Smarrito “di comunità”

Come già accade sugli altri dispositivi Apple, anche gli AirTag dispongono della modalità Smarrito che prevede la ricezione di una notifica quando l’etichetta smart viene rilevata da un dispositivo nella rete.

In questo caso, quando l’AirTag viene toccata da uno smartphone dotato di NFC, il proprietario può decidere di mostrare alla persona che ha individuato l’oggetto le sue informazioni di contatto, in modo da poter segnalare il ritrovamento e provvedere a restituire il bene a cui è stato associato il tracker.

AirTags, la privacy è al sicuro

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A tutela dei dati personali dell’utente, Apple ha provveduto a creare un sistema criptato che permette di avere informazioni sulla posizione del dispositivo che ha individuato l’oggetto esclusivamente nel caso in cui esso sia in modalità Smarrito.

Allo stesso modo, solo chi tocca l’AirTag con il proprio dispositivo NFC può ricevere le informazioni del proprietario, come seriale e numero di telefono (se è stato comunicato). La privacy, dunque, è sempre salvaguardata quando si usano questi tracker.

AirTags, così ci difende dagli stalker

A quella dedicata alla privacy, Apple ha voluto aggiungere una particolare funzione anti stalker. Nello specifico, si tratta di un sistema che impedisce tipi di utilizzo potenzialmente pericolosi dell’oggetto, come potrebbe accadere se uno stalker decidesse di introdurre questo piccolo tool in una borsa (o nella macchina) senza renderlo a noi noto.

Se ciò dovesse accadere, l’AirTag in questione non abbinato ai nostri dispositivi (o lontano dal dispositivo ad esso abbinato) invia una notifica al nostro iPhone o iPad comunicandoci il seguente messaggio: “un AirTag trovato si sta muovendo con te”.

A questo punto, è sufficiente tappare sulla notifica per avviare la riproduzione del suono (lo stesso dello smarrimento) che consente di individuare l’oggetto e procedere con tutte le operazioni del caso.

AirTags, con quali dispositivi sono compatibili?

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Questi piccoli strumenti di localizzazione sono compatibili con tutti gli iPhone e iPad che supportano la versione n°13 del sistema operativo iOS o successive.

Per poter sfruttare la funzionalità “Posizione Precisa” è però importante ricordare che i dispositivi dispongano del Bluetooth o abbiano installato all’interno il chip U1, stringendo di fatto le maglie e andando a individuare esclusivamente quelli che sono gli iPhone 11 o più recenti.

AirTags, quanto costano

Disponibili dal 30 aprile 2021, gli AirTag sono stati lanciati al prezzo di 35 euro l’uno. Per chi, invece, volesse avere a disposizione un numero più cospicuo di questi utili dispositivi, Apple ha messo a disposizione un pacchetto da quattro esemplari al prezzo di 119 euro, personalizzabili tramite lettere, numeri o simboli se acquistati direttamente sullo store digitale di Cupertino.

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