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App per bambini, attenzione agli annunci pubblicitari nascosti

Un'analisi di come gli annunci pubblicitari agiscono sul target dei bambini all'interno di app e giochi per smartphone
App per bambini, attenzione agli annunci pubblicitari nascosti FASTWEB S.p.A.

Le app e i giochi per smartphone provano a vendere ai bambini senza che i genitori se ne accorgano. Secondo uno studio della University of Michigan CS Mott Chlldren's Hospital pubblicato martedì, infatti, circa il 95% delle app studiate per un'età fino ai 5 anni, utilizzano almeno una tattica pubblicitaria.

Queste app, che spesso si presentano come giochi educativi, hanno al loro interno annunci video pop-up, figure che tentano di persuadere i bambini a fare acquisti in-app e banner pubblicitari.
Lo studio, pubblicato sul Journal Development & Behavioral Pediatrics, ha esaminato oltre 135 app.

Queste strategie di marketing sono state riscontrate nel 100% delle app gratuite analizzate e nell'88% di quelle a pagamento. Per quanto riguarda i video pubblicitari, sono state ritrovate in un terzo di tutte le app analizzate e in più di metà di quelle gratuite.

Gli acquisti in-app, una delle tecniche per far pagare agli utenti direttamente mentre utilizzano l'app, erano presenti in un terzo di tutte le app e nel 41% di quelle gratuite.
"Le nostre ricerche mostrano che il mercato delle app della prima infanzia è un vero e proprio selvaggio west e molte delle app analizzate sembrano privilegiare il fare soldi all'educazione del bambino", ha detto l'autrice Jenny Radesky, esperta comportamentale di sviluppo e pediatra presso il Mott.

Alcuni giochi hanno pubblicità nascoste al loro interno, mentre altri hanno dei video che interrompono il gioco e costringono bambini a guardarli per poter continuare a giocare.

I bambini non comprendono il marketing come gli adulti, risultando così più vulnerabili alla pubblicità. "È difficile per un bambino distinguere tra gioco e pubblicità, ma questo diventa ancor più difficile quando la pubblicità è incorporata nel gioco", ha detto Josh Golin, direttore esecutivo di Campaign for a Commercial-Free Childhood, una coalizione nazionale di operatori sanitari, educatori e genitori.

L'organizzazione ha invitato una lettera pubblica alla Federal Trade Commission per chiedere un'indagine sulle app per bambini piccoli. In questa la CCFC insieme al Center for Digital Democracy, ha sostenuto che le tecniche di marketing di queste app, destinate sì ai genitori, ma attraverso i bambini, sono ingiuste e ingannevoli per entrambi. "Fino a che non ci sarà un mercato delle app per i bambini regolamentato, i genitori dovrebbero ignorare queste app", ha detto Golin.

Secondo uno studio del 2017 "L'effetto della pubblicità su bambini e adolescenti" pubblicato dall'America Academy of Pediatrics, molti bambini non sono in grado di individuare un "intento persuasivo" in una pubblicità finché non hanno compiuto almeno 7 anni. Anche se in età prescolare essi sono in grado di identificare il marketing, potrebbero non essere in grado di difendersi efficacemente contro di esso.

"La prontezza e la capacità di apprendimento dei bambini dal mondo social li rende vulnerabili finché non sviluppano lo scetticismo", hanno scritto i ricercatori. "Tuttavia anche da adulti, nonostante lo scetticismo, non sempre si riesce a usare le proprie capacità di pensiero critico in ogni momento."

Le norme pubblicitarie non riguardano direttamente l'uso o i giochi degli smartphone, ha detto Golin, anche se l'uso delle piattaforme multimediali da parte dei bambini è cresciuto notevolmente negli ultimi decenni.

Gli inserzionisti spendono più di 12 miliardi di dollari l'anno per raggiungere il mercato dei giovani e, secondo l'APA, i bambini visionano ogni anno circa 40.000 annunci pubblicitari.
La FTC ha promulgato la legge sulla protezione della privacy online dei bambini nel 2000, una regolamentazione incentrata principalmente sulla raccolta di informazioni personali dei minori di 13 anni su internet, ma essa non disciplina il modo in cui gli inserzionisti possano agire sul pubblico dei bambini online, come succede per la televisione.

31 ottobre 2018

Fonte: marketwatch.com
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