Android fuori la sede

Gli smartphone Android compiono 10 anni: i perché del successo

Sono passati 10 anni dal lancio del primo smartphone Android al mondo. Ecco perché il sistema operativo di casa Google ha avuto questo enorme successo e cosa invece dobbiamo aspettarci dal futuro del robottino
Gli smartphone Android compiono 10 anni: i perché del successo FASTWEB S.p.A.

Il primo smartphone dotato di sistema operativo Android compie dieci anni. I telefoni del robottino hanno cambiato il modo in cui le persone usano i device mobili. Applicazioni gratuite per tutti a patto di ascoltare o visualizzare pubblicità, interfacce personalizzabili per uno stesso programma e spirito open-source: questi alcuni degli elementi che hanno permesso agli sviluppatori di dare sfogo alla loro creatività e realizzare un'app praticamente per ogni richiesta degli utenti. Il tutto ebbe inizio, come accennato poco sopra, esattamente un decennio fa, con il lancio dello HTC Dream (lanciato negli USA con il nome di T-Mobile G1).

 

HTC Dream

 

Un inizio con il botto, per il mondo del robottino verde. Il primo smartphone Android viene presentato il 23 settembre 2008, circa un anno dopo il lancio del primo iPhone da parte di Apple e, sin dall'inizio, Google decide di mettersi in netta contrapposizione rispetto ad Apple. Al posto dell'interfaccia semplice e intuitiva, troviamo un ecosistema personalizzabile in ogni suo aspetto, per dare briglia sciolta tanto agli sviluppatori quanto agli utenti. Una scelta che, alla fine dei conti, si è dimostrata vincente: oggi l'85% degli smartphone utilizzati gira su una versione di Android.

Nel tempo, oltre iOS di Apple, altri produttori hanno fallito o comunque non hanno riscontrato il successo internazionale sperato. Pensiamo ai Windows Phone o ai Blackberry che dopo una buona diffusione sul mercato hanno pagato la concorrenza con Android. Ma come ha fatto Google in 10 anni a fare del suo sistema operativo quello preferito dai consumatori di tutto il mondo? Ecco le ragioni del successo di Android e gli elementi che lo hanno reso più apprezzabile rispetto ad altri OS di altre aziende.

La personalizzazione è tutto

Se parlate con un utente affezionato ai device iOS vi dirà che usare un iPhone è infinitamente più facile e intuitivo rispetto ad un Android. Ed è vero. Al giorno d'oggi tutti gli smartphone hanno funzioni quasi identiche, ma Android può contare su un numero così elevato di elementi personalizzabili (sia dagli sviluppatori sia dagli utenti) che trovare uno smartphone uguale all'altro nel mondo del robottino è quasi impossibile. E, a guardare i numeri e le percentuali di diffusione, la personalizzazione è stato il maggior punto di forza di Google e del suo sistema operativo. Widget, sfondi, launcher, applicazioni per modifica delle icone: le possibilità di modificare la visualizzazione standard e trasformare lo smartphone come meglio si crede sono infinite, o quasi.

 

Launcher Android

 

Certo, non è tutto oro quel che luccica però. Negli ultimi anni questa forte propensione alla personalizzazione ha costretto Google a fare i conti con il fenomeno della frammentazione e i derivanti problemi con gli aggiornamenti e la sicurezza. Un dilemma che Big G ha provato a risolvere con il Project Treble: lo sviluppo del sistema operativo è stato rivisto in senso "modulare", così da consentire il rilascio degli aggiornamenti di sicurezza in maniera più veloce, indipendentemente dalle personalizzazioni apportate da produttore o utente.

Android Market e Google Play Store

 

Play STore

 

Le applicazioni sono un altro vero e proprio punto di forza per Google. Su Google Play Store, che un tempo si chiamava Android Market, esiste un programma gratuito praticamente per svolgere qualsiasi funzione. Anche qui una forte personalizzazione e un'enorme libertà concessa agli sviluppatori ha portato alla creazione di app non sempre affidabili. Alcune sono incompatibili con alcune versioni dell'OS Google mentre altre sono vere e proprie trappole pensate dai cyber criminali per attaccare i nostri dispositivi e rubare tutti i nostri dati o prendere possesso dello smartphone. Non a caso negli ultimi anni Google ha aumentato gli forzi per la creazione di algoritmi utili al controllo delle applicazioni presenti su Play Store.

Un passo necessario per Google

 

App google su Android

 

Con lo sviluppo di Android, Google è riuscita ad ampliare in maniera smisurata il numero di utenti che aveva accesso ai suoi servizi web e cloud. All'interno di ogni smartphone del robottino gli utenti trovavano e trovano già installate le app predefinite come Maps, Gmail o YouTube, tanto per citare alcuni servizi interni a Google. Un'iniziativa, però, che ha finito con l'attirare le attenzioni dell'antitrust europea, che nell'estate del 2018 ha multato pesantemente Google proprio per questo comportamento.

Il futuro di Android

Da piccolo rivale di Apple, Google in 10 anni è diventato l'unico rivale di Apple. Ma non ha fatto tutto da solo. L'invenzione di Android ha aperto la strada a tantissimi produttori piccoli e grandi che sono diventati piano piano delle realtà consolidate nel mondo della telefonia. Pensiamo ai vari produttori asiatici che, nel giro di qualche anno, sono diventati dei veri e propri colossi globali: Samsung, LG, Huawei e Xiaomi, solo per citarne quattro.

 

Google Pixel 2 XL

 

Cosa dobbiamo aspettarci per i prossimi 10 anni di Android? Stando alle previsioni degli esperti del settore, Mountain View punterà sempre di più sui device Android Stock, con interfaccia Android pura senza personalizzazioni, lasciando questo aspetto nelle mani degli utenti e non dei produttori. In questo contesto si inserisce il progetto Android One, che ha portato moltissimi produttori a offrire ai propri clienti un'esperienza simile a quella vissuta da chi possiede un Pixel. In questo modo i tempi degli aggiornamenti dell'OS e delle patch di sicurezza diventeranno molto più rapidi e in linea con quelli di Apple su iPhone e inoltre per Mounatin View sarà più facile gestire la sicurezza informatica del proprio sistema operativo.

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