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Varato il decreto contro le minacce informatiche in Italia

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Varato il decreto contro le minacce informatiche in Italia FASTWEB S.p.A.
Sicurezza informatica
Internet
Il provvedimento punta a ridurre le vulnerabilitÓ dello spazio cibernetico, accrescere le capacitÓ di riconoscere la minaccia, prevenire i rischi e aumentare la risposta a situazioni di crisi

 

Proteggere le reti informatiche come fossero obiettivi sensibili. Questo l’obiettivo del decreto firmato dal presidente del Consiglio Mario Monti che consente all'Italia di dotarsi di un'architettura di sicurezza contro le minacce informatiche.

L'Italia non aveva una legge che disciplinasse la materia. Ora, invece, si opererà per ridurre le vulnerabilità dello spazio cibernetico, accrescere le capacità di riconoscere la minaccia, prevenire i rischi e aumentare la risposta a situazioni di crisi.

Il provvedimento è previsto dalla legge di riforma dei servizi segreti, che affida al Dipartimento informazioni e sicurezza (Dis) il coordinamento delle "attività di ricerca informativa finalizzate a rafforzare la protezione cibernetica e la sicurezza informatica nazionale".

Il decreto, in sostanza un regolamento attuativo dell'articolo sulla sicurezza informatica contenuto nella legge 133, porta di fatto l'Italia al pari degli altri paesi europei e occidentali.

Il decreto sottolinea una nota di palazzo Chigi, "pone le basi per un sistema organico, all'interno del quale, sotto la guida del Presidente del Consiglio, le varie istanze competenti possono esercitare in sinergia le loro competenze". E di un sistema organico c'è bisogno visto che, dice ancora il governo, i costi per proteggersi sostenuti da privati e pubblica amministrazione sono "consistenti". Gartner li quantifica in "55 miliardi di dollari nel 2011, 60 nel 2012 e 86  (stimati)entro il 2016''. Senza contare che, secondo dati Assinform, "il 40% degli attacchi informatici richiedono almeno 4 giorni per essere risolti e che nel 90% dei casi l'attacco ha successo a causa dell'errata configurazione del sistema di sicurezza".

Il provvedimento prevede tre livelli d'intervento: uno politico e due più operativi. Ogni anno, inoltre, è prevista una relazione sulla sicurezza cibernetica sia degli enti pubblici che di quelli privati. Il primo livello é rappresentato dal Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica - di cui fanno parte il primo ministro, il sottosegretario con delega ai servizi e i ministri di Esteri, Interni, Economia, Giustizia, Attività Produttive e Difesa - che elabora gli indirizzi strategici e ha competenza sull'intelligence. Gli altri due - il Nucleo di sicurezza Cibernetica, a carattere militare, e il Tavolo interministeriale di crisi - hanno il compito di occuparsi della gestione degli eventi critici. Al Dis, che è l'organo cui la legge affida il coordinamento delle attività, sono affidati i compiti di monitoraggio delle reti e prevenzione, per evitare possibili attacchi.

23 gennaio 2013

La Redazione

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TAGS: #sicurezza #minacce informatiche

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