Parlamento Ue, primo stop ai costi del roaming nel 2015

Parlamento Ue, primo stop ai costi del roaming nel 2015

Il voto finale in plenaria previsto per il 3 aprile. L'obiettivo è arrivare a un accordo con gli Stati membri entro la fine del 2014, sotto la presidenza italiana dell'Ue
Parlamento Ue, primo stop ai costi del roaming nel 2015 FASTWEB S.p.A.

Primo via libera al pacchetto tlc da parte dell'Europarlamento, che anticipa la fine dei costi del roaming al 15 dicembre 2015 da luglio 2016. Scontro, invece, sulla neutralità di internet, che secondo gli eurodeputati socialisti va ulteriormente rafforzata garantendola per tutti i servizi d'accesso al web, e su cui intendono modificare il testo prima del voto finale in plenaria previsto per il 3 aprile. L'obiettivo è arrivare a un accordo con gli Stati membri entro la fine del 2014, sotto la presidenza italiana dell'Ue. 

Il testo è stato approvato dalla commissione industria di Strasburgo con 30 voti favorevoli, 12 contrari e 14 astensioni. Questo prevede, rispetto al documento presentato dalla Commissione Ue, un anticipo della fine dei sovraccosti del roaming ma permette agli operatori di applicarli in alcuni casi eccezionali ed elimina il tetto ai prezzi delle chiamate internazionali.

Le nuove norme impediscono alle società di tlc di bloccare o rallentare la connessione Internet a servizi o applicazioni concorrenti, come per esempio Skype, mantenendo i propri servizi come video on demand purché non interferiscano con la velocità del collegamento degli altri consumatori.

Tra le altre misure incluse nel pacchetto, quelle relative all’assegnazione dello spettro radio, cui gli europarlamentari hanno introdotto maggiore flessibilità per lo scambio e lo sfruttamento dei diritti, per cui viene chiesto un arco temporale di 25 anni di validità in modo da facilitare gli investimenti nel 4G e 5G.

Dopo il voto finale dell'Aula di Strasburgo fissato per il 3 aprile, dovrà essere raggiunta un' intesa con gli stati membri.

La presidenza greca dell'Ue farà il punto della situazione al Consiglio Ue del 7 giugno, e sarà quindi la presidenza italiana a dover prendere in mano la situazione per cercare di chiudere entro fine anno. A negoziare, però, sarà il nuovo Europarlamento.

18 marzo 2014

La Redazione
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