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Internet delle cose, in Italia 5 milioni di oggetti smart

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Internet delle cose, in Italia 5 milioni di oggetti smart FASTWEB S.p.A.
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Secondo il Politecnico di Milano +25% rispetto al 2011, per un valore di mercato di oltre 800 milioni di euro

 

In Italia il numero di '' oggetti'' interconnessi via cellulare ha raggiunto quota 5 milioni, crescendo del 25% rispetto al 2011, per un valore di mercato di oltre 800 milioni di euro. Sono i dati offerti da una ricerca dell'Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano. ''L'Internet delle cose è un paradigma tecnologico dal potenziale applicativo sconfinato che può avere impatti importanti sulle attività di imprese e pubbliche amministrazioni, oltre che modificare in meglio la vita delle persone'', dice Alessandro Perego, Responsabile Scientifico dell'Osservatorio.

Le applicazioni dell'Internet delle cose più diffuse in Italia sono nell'ambito Smart Car (la connessione tra veicoli o tra questi e l'infrastruttura circostante) che riguarda il 42% del totale degli oggetti connessi. Seguono, con 1,4 milioni, gli oggetti intelligenti che che misurano i consumi come quelli per il gas (smart monitoring); ma anche la gestione automatica di impianti e sistemi per il risparmio energetico negli edifici (come riscaldamento e telemonitoraggio degli impianti fotovoltaici) che prende il 9% delle applicazioni.

L'Osservatorio del Politecnico di Milano punta poi l'attenzione sul concetto di Smart City, la sfida del futuro.

Oltre ai contatori intelligenti per misurare i consumi, le applicazioni si estendono a illuminazione pubblica, verifica del riempimento dei cassonetti dei rifiuti, monitoraggio degli spazi verdi e del traffico, gestione dei parcheggi.

Oltre alla velocità di monitoraggio, ci sono vantaggi economici per Pubblica amministrazione. Secondo un'analisi riportata dalla ricerca, effettuata su una città di 70mila abitanti che si estende su 60 chilometri quadri, e che applica il concetto di interconnessione tra illuminazione e gestione dei rifiuti, i risparmi sono compresi tra il 25% e il 50% dei costi di investimento e tra il 50% e il 70% dei costi operativi rispetto al caso in cui ciascun servizio sia implementato indipendentemente dagli altri.

''La maggior parte delle attuali applicazioni sfrutta solo in parte le potenzialità dell' Internet delle cose ma c'è un interesse concreto verso processi e servizi che necessitano di oggetti connessi. Questo aspetto, unito alla presenza di soluzioni tecnologiche ormai mature, rappresenta una solida base per l'affermazione nel prossimo futuro'', conclude Angela Tumino, co-responsabile della ricerca.

6 marzo 2013

La Redazione

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