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In aumento gli attacchi informatici

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In aumento gli attacchi informatici FASTWEB S.p.A.
Cybercrime
Internet
+254% nel 2012: per il 54% si tratti di cybercrime, per il 31% di hacktivism, per il 9% di attacchi realizzati da ignoti, per il 4% di attacchi legati ad attività di cyber warfare e per il 2% di cyber espionage

 

Attacchi informatici sempre più sofisticati e con un aumento record, addirittura del 254%. Dall'analisi degli attacchi noti del 2012 emerge che per il 54% si tratti di cybercrime, per il 31% di hacktivism, per il 9% di attacchi realizzati da ignoti, per il 4% di attacchi legati ad attività di cyber warfare e per il 2% di cyber espionage. A lanciare l’allarme il Rapporto Clusit 2013.

Nella classifica delle vittime, diminuiscono leggermente gli attacchi verso enti governativi ma aumentano quelli contro l'industria dello spettacolo, i servizi web e le istituzioni scolastiche. Nonostante il settore governativo sia il bersaglio più colpito, è il settore online service cloud (che include i social network) a mostrare i tassi di crescita maggiori degli attacchi: +900%. Complice il fatto che oggi, tra la scoperta di una vulnerabilità critica e il suo sfruttamento da parte di cyber criminali, spie o cyber warriors possono passare anche solo poche ore.

Nessuna piattaforma è immune alle minacce:  se fino ad un paio di anni fa, ad essere attaccati erano soprattutto i prodotti Microsoft, oggi ad essere a rischio sono anche le piattaforme meno diffuse, ma in forte ascesa, quali Mac Os X, iOs, Android e Blackberry. 

Le protezioni tradizionali (antivirus, firewall) non sono più sufficienti per bloccare minacce sempre più sofisticate, è dunque particolarmente importante prevenire, cioè correggere le abitudini più pericolose da parte degli utenti che si esprimono soprattutto sui social e, in particolare, tra i giovani. Facebook ha raggiunto il miliardo di profili (corrispondenti a circa 800 milioni di utenti reali), LinkedIn e Twitter hanno superato i 200 milioni di iscritti e cresce anche Google+. Tra gli utenti di social media figura circa l'80% degli utenti abituali di internet italiani, ovvero oltre 22 milioni di persone che trascorrono 1 minuto ogni 3 di navigazione Internet.

In Italia, nel 2012, il 40% degli utenti adulti di Internet sono stati raggiunti da qualche forma di minaccia informatica, circa la metà delle quali veicolate tramite social. Il fenomeno però non ha coinciso con una presa di coscienza da parte degli utenti, né con l'adozione di particolari forme di protezione da parte delle piattaforme vittime di attacchi, con furto di credenziali di milioni di utenti. A dicembre 2012, in Italia vi erano 38,4 milioni di utenti nella fascia 11-74 anni con accesso continuo ad Internet, e quasi 20 milioni in grado di connettersi con uno smartphone o tablet.

Nel 60,4% dei casi l'attività più citata dagli utenti consiste nella navigazione su Internet e quasi 5 milioni di utenti hanno scaricato almeno una volta una applicazione. Si fa strada, soprattutto tra i giovani, un nuovo concetto di privacy che li espone maggiormente alle minacce virtuali, con la condivisione di una quantità eccessiva di informazioni personali che sono facile preda per bulli e stalker digitali, nonché per i criminali che possono ottenere dai social network o da altre informazioni inconsapevolmente condivise indicazioni utili per portare a termine eventuali azioni illecite in ambito virtuale e reale.

Ma non sono solo i privati a utilizzare i social media:  in base ai dati raccolti dalla ricerca Social Media Effectiveness Use Assessment svolta da Snid del Politecnico di Milano, in Italia la loro penetrazione in ambito aziendale è circa del 50%  (con punte del 70% in alcune aree geografiche come la Lombardia), ed è destinata ad aumentare ulteriormente nel corso di quest' anno.

Per rimanere in Italia, degli attacchi rilevati nel 2012, il 67% risultano essere di matrice hacktivistica mentre un 33% è dovuto a motivazioni riconducibili al cybercrime (nel 2011 queste percentuali si attestavano rispettivamente all'84 e 14%). Il campione analizzato mostra una preferenza per il settore governativo, seguito da associazioni politiche e industria.

Ma quanto costa il cybercrime in Italia? Sebbene non esistano statistiche ufficiali in merito, per quanto riguarda i costi provocati dal cybercrime esistono dati parziali, provenienti da aziende private del settore. Secondo un' indagine pubblicata a settembre 2012, gli ultimi dati indicano che l'anno scorso dalle tasche dei cittadini italiani sono spariti 2,45 miliardi di euro, con 8,9 milioni di individui che nell' anno sono rimasti vittima di crimini informatici. Un numero che corrisponde a circa un terzo degli utenti Internet attivi in Italia nel 2012.

28 febbraio 2013

La Redazione

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