Robot per riciclo rifiuti

RoCycle, il robot che fa la raccolta differenziata

La mano robotica RoCycle di Baxter riconosce il materiale di un oggetto per riporlo nel giusto contenitore per il riciclo
RoCycle, il robot che fa la raccolta differenziata FASTWEB S.p.A.

Negli impianti di riciclaggio comunali, i lavoratori raccolgono gli oggetti scartati che passano su un nastro trasportatore, ordinandoli in base al loro materiale. Sebbene questa figura sia una fonte di occupazione, è anche costosa, cosa che limita la fattibilità economica di tali operazioni. Una nuova mano robotica che rileva il materiale, tuttavia, potrebbe contribuire a ridurre i costi.

Conosciuto come RoCycle, il dispositivo è stato sviluppato in una partnership tra MIT e Yale University. Compatibile con qualsiasi braccio robotico di terze parti, è in grado di riconoscere con una precisione dell'85% la differenziazione tra articoli in carta, plastica e metallo quando sono fermi, e dell 63% quando devono essere afferrati da un nastro trasportatore mobile. Entrambe queste cifre dovrebbero migliorare quando la tecnologia verrà ulteriormente sviluppata.

RoCycle utilizza due dita dal corpo morbido per raccogliere oggetti e li stringe delicatamente. Prima di tutto, questo permette di valutare le dimensioni di ogni oggetto. Inoltre, utilizzando i sensori di pressione nelle dita, misura la quantità di forza necessaria per afferrare l'oggetto. Questo indica la rigidità del materiale.

Il software personalizzato confronta quindi dimensioni e rigidità con quelle di una varietà di articoli di carta e plastica noti, che sono stati precedentemente inseriti in un database. Quando viene trovata una corrispondenza, il sistema sa riconoscere cosa tiene in mano e di cosa è fatto. I sensori di pressione sono anche conduttivi, il che consente al sistema di identificare facilmente gli oggetti metallici.

Una volta che il materiale di un oggetto è stato riconosciuto, il braccio di RoCycle procede nel far cadere l'oggetto nel contenitore appropriato.

Sebbene le dita siano morbide, non sono fragili come quelle viste su altri dispositivi simili. Questo perché invece che essere piccoli palloncini d'aria, ogni dito è formato da due cilindri paralleli coperti da una manica di silicone. Questi cilindri a loro volta sono costituiti da polimeri auxetici, che li rendono più resistenti e morbidi. Quando il motore gira i cilindri, il polimero si torce e si allunga, diventando così più largo o sottile attorno al dito.

Denominata "handed shearing auxetic" (o HSA), questa tecnologia non solo rende le dita più morbide e resistenti, ma consente l'utilizzo ad una più ampia serie di motori. Per contrasti, il sistema a palloncini utilizzato su altri sistemi robotici risulta essere più costoso a causa delle pompe e dei compressori necessari.

I ricercatori stanno ora lavorando sulla combinazione della tecnologia RoCycle con il riconoscimento intelligente attraverso le telecamere, consentendo così una maggiore precisione utilizzando sia i dati tattili che visivi. "La sola visione del computer non sarà in grado di risolvere il problema di dare alle macchine percezione umana, quindi essere in grado di utilizzare input tattili è di vitale importanza", dice la Prof. Daniela Rus del MIT, autrice principale di un articolo sulla ricerca.

Questo documento verrà presentato alla fine del mese alla conferenza internazionale IEEE a Seoul.

15 aprile 2019

Fonte: newatlas.com
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