Robot raccolta differenziata

Alphabet insegna ai robot a differenziare i rifiuti

Un sistema avanzato per insegnare ai robot a differenziare la spazzatura
Alphabet insegna ai robot a differenziare i rifiuti FASTWEB S.p.A.

Nonostante tutti i progressi fatti dalle aziende di robotica come Boston Dynamics, siamo ancora molto lontani dall'avere robot che vivono tra gli umani e svolgere compiti di assistenza nella nostra vita di tutti i giorni. La società madre di Google, Alphabet, sta affrontando questa sfida attraverso il suo X Lab sperimentale, dove gli ingegneri stanno lavorando a The Everyday Robot Project.

In un nuovo post sul blog, Hans Peter Brondmo, direttore generale dei progetti robotici dell' X Lab, ha spiegato che gli ingegneri si stanno ora concentrando sulla creazione di robot che interagiscono con le persone in modo significativo e svolgono compiti utili. 

La precedente avventura robotica di Alphabet è stata con Boston Dynamics, famosa per i suoi bipedi umanoidi e i suoi spaventosi cani di metallo. Tuttavia, la società ha venduto la divisione a Softbank nel 2017.

Il primo utilizzo di lavoratori meccanici per l'Everyday Robot Project è stato quello di ordinare i rifiuti negli uffici Alphabet. Come molti uffici, Alphabet ha una varietà di bidoni della spazzatura per materiali riciclabili e non, inevitabilmente può capitare che qualcuno getti accidentalmente qualcosa nel contenitore sbagliato. Questa contaminazione comporta l'invio di più articoli in discarica invece di essere riciclati. Per risolvere il problema, gli ingegneri hanno deciso di insegnare ai robot a smistare i rifiuti e spostare gli oggetti collocati nel bidone sbagliato. Generalmente, l'approccio sarebbe stato quello di programmare il robot per riconoscere determinati oggetti, quindi dire al robot di afferrare un oggetto e spostarlo, e così via. 

X Lab ha però adottato un approccio diverso, utilizzando la simulazione, l'apprendimento per rinforzo e l'apprendimento collaborativo. Di notte, dei robot virtuali (quindi software) si esercitavano nell'ordinamento dei rifiuti virtuali in un ufficio virtuale. Le "lezioni" apprese dai robot virtuali durante il giorno vengono poi trasferite ai robot "fisici" per un addestramento ancora più efficace.

I risultati sono stati da subito evidenti: i robot sono stati in grado di apprendere l'attività attraverso la pratica piuttosto che dover codificare singolarmente ogni rifiuto. Questo ha ridotto il livello di contaminazione dei rifiuti dal 20% a meno del 5%.

Per continuare lo sviluppo dei robot, il team ora vuole vedere se sarà in grado di trasferire le conoscenze accumulate attraverso la pratica, a diversi compiti senza la necessità di ricostruire il robot o aggiungere molto nuovo codice. Alla fine, si spera che i robot possano aiutare in altre attività più complesse, come l'assistenza agli anziani direttamente nelle loro case.

25 novembre 2019

Fonte: engadget.com
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