Che gli italiani fossero un popolo di chiacchieroni lo sapevamo già. Che amassero la tecnologia "a portata di mano" degli smartphone pure. Oggi, però, sappiamo anche che amano essere sempre online e, soprattutto, che adorano essere riconosciuti e coccolati. Gli ultimi dati rilasciati a dicembre 2015 dall'Office of Communication (Ofcom) britannico mettono in luce come l'Italia si sia guadagnata il ruolo di portabandiera in Europa nella tendenza a connettersi a Internet attraverso dispositivi mobili. Nel Bel Paese, infatti, il 51% nei navigatori ha utilizzato smartphone o tablet per collegarsi alla Rete, contro il 49% della Spagna e il 33% di Francia, Germania, Svezia e Regno Unito. Appare evidente, quindi, che qualsiasi azienda abbia come obiettivo il miglioramento della propria presenza sui canali on e offline debba necessariamente tener conto di questa spiccata preferenza degli italiani verso i telefonini di ultima generazione. Lo stesso ente stima che entro il 2019 saranno circa 63 milioni gli smartphone utilizzati nello Stivale e il traffico dati su questi strumenti peserà per il 68% del totale, mentre quello che passa attraverso desktop e laptop sarà limitato al 5% degli utenti.

Il marketing di prossimità

Questa "passione" degli italiani per gli smartphone non può non avere ripercussioni sulle strategie di vendita delle aziende. Nuove opportunità di centrare gli obiettivi di fatturato da parte delle organizzazioni che hanno sposato un approccio multicanale sono legate all'utilizzo intelligente delle reti Wi-Fi nel punto vendita, secondo i principi del marketing di prossimità.

Le soluzioni di prossimità promuovono la diffusione di esperienze interattive tra i clienti del punto vendita, veicolando contenuti multimediali personalizzati (videogiochi, video interattivi sul prodotto a scaffale?) alle persone in base alla loro posizione, rilevata attraverso il segnale GPS del loro cellulare di nuova concezione. Una strategia, questa, che si potrebbe definire web-to-store (dal web al negozio) basata su un sapiente mix di comunicazione wireless a corto raggio (abilitata da standard quali Bluetooth, ZigBee, WiFi e Beacon), CRM tradizionale, geolocalizzazione e app per smartphone.

Il geofencing per intercettare il cliente

Le applicazioni di geofencing sono il punto di partenza delle strategie web-to-store. Permettono, infatti, di "intercettare" il cliente che transita con il suo smartphone in prossimità del punto vendita (con la tecnologia Beacon, per esempio, entro un raggio di circa 50 metri), invogliandolo a entrare.

Come?

Mostrandogli video sulle novità e le promozioni in corso nello store, ad esempio. Una volta varcata la soglia, poi, i servizi geolocalizzati arriveranno a coinvolgerlo direttamente nelle attività di comunicazione e a facilitare il processo di acquisto, migliorandone anche la qualità percepita.

Con quali tattiche?

Stimolandolo a condividere sui social le offerte promozionali a fronte di ulteriori sconti o premi. Oppure proponendogli di giocare a un videogioco che gli permetta di guadagnare punti-spesa da utilizzare immediatamente. Ancora, inviandogli coupon di sconto per l'acquisto di articoli simili o complementari a quelli già in carrello, con benefici evidenti sullo scontrino medio. Tutti questi accorgimenti permetteranno anche di contenere il fenomeno dello "showrooming", ovvero la pratica diffusa di toccare con mano e provare un prodotto nel punto vendita per poi acquistarlo sui marketplace online, solitamente più economici. La stessa tecnologia potrà essere usata anche per migliorare la ricerca degli articoli all'interno del negozio, creando mappe e percorsi facilmente identificabili via smartphone.

Sebbene le soluzioni LBS attualmente disponibili si rivolgono quasi esclusivamente ai settori della distribuzione organizzata (GDO) e del commercio al dettaglio (retail), iniziano a farsi strada anche nuove app pensate per la sanità, l'istruzione e i servizi bancari. 

21 gennaio 2016