Il supporto alla trasformazione digitale è stato uno dei cavalli di battaglia del Ministero dello Sviluppo Economico nel corso dell'ultima legislatura. Le misure inserite all'interno del Piano Industria 4.0 hanno consentito a piccole e medie imprese italiane hanno di investire sia in nuovi macchinari, sia in nuovi software e nuovi servizi informatici in grado di garantire una maggiore efficienza e una migliore organizzazione aziendale.

Su questo fronte, una buona parte delle risorse delle PMI italiane sono state dedicate all'acquisto di servizi di cloud computing. Si tratta di un vero e proprio cambiamento epocale: le aziende non acquistano più licenze software da installare in locale sui PC, ma "affittano" questi stessi servizi e li utilizzano sul web, sfruttando una normalissima connessione a Internet. Esempi di cloud computing sono l'archiviazione di file online (Dropbox, Google Drive, OneDrive), applicativi d'ufficio utilizzabili dal browser (la suite di Google Docs) e applicativi di messaggistica (Slack, Workplace by Facebook e Microsoft Teams).

 

Cloud

Secondo diverse ricerche, il volume d'affari degli investimenti in soluzioni cloud ha già sfondato la soglia del miliardo di euro e mostra margini di crescita più che significativi: secondo il rapporto dell'Osservatorio Cloud & Ict as a Service redatto dalla School of Management del Politecnico di Milano, nel 2017 gli investimenti sono cresciuti del 37% rispetto all'anno precedente, con percentuali di adozione che vanno dal 35% delle piccole imprese al 52% delle medie.

Perché il cloud aziendale conviene

A spingere le piccole e medie imprese del nostro Paese sulla nuvola non sono solamente gli incentivi previsti nel Piano Industria 4.0. L'adozione di soluzioni cloud permette di efficientare i processi interni dell'azienda, rendendo le risorse accessibili da qualunque dispositivo dotato di connessione alla Rete. Indipendentemente da dove ci si trovi e dall'orario, sarà possibile consultare documenti e file di lavoro, accedere all'agenda comune, utilizzare applicativi e gestionali altrimenti disponibili solo attraverso il PC dell'ufficio.

L'adozione del cloud, insomma, è fondamentale anche nell'ottica dello smart working. Grazie ai servizi e software disponibili sulla nuvola, i dipendenti non avranno bisogno di essere presenti in sede, ma potranno lavorare da casa, mentre sono in viaggio sul treno o autobus o, addirittura, anche nei momenti di relax. Il cloud, combinato con lo smart working, consente di aumentare la produttività e il benessere del lavoratore.

I vantaggi del cloud storage per le Piccole e medie imprese

In questa ottica, i sistemi cloud Efss (acronimo di "Enterprise file synchronization and sharing", "Condivisione e sincronizzazione file aziendali" in italiano) sono tra i più semplici da integrare e tra i più efficaci sin dal breve periodo. Nello specifico, si tratta di servizi che consentono agli utenti di archiviare file e documenti di ogni tipo in data center o server dedicati e sempre accessibili, sia via web sia via app. Questi servizi, definiti anche di cloud storage, rendono di fatto obsoleti chiavette, hard disk esterni e altre soluzioni di backup "fisiche", ma non solo.

 

Cloud in ufficio

Una PMI avrà a disposizione uno spazio di archiviazione nel quale i suoi dipendenti potranno salvare tutti i file che vorranno e poterli così aprire ovunque si trovino. Per poter consultare l'ultimo listino prezzi o modificare la bozza di un documento da inviare al cliente basterà essere connessi a Internet, indipendentemente dal dispositivo che si sta utilizzando. Così, non ci si dovrà più preoccupare di aver lasciato la chiavetta USB a casa o se dovesse improvvisamente smettere di funzionare: basterà uno smartphone e una connessione dati per scaricare il file che ci interessa e modificarlo in assoluta libertà.

Le soluzioni di cloud storage per le aziende, poi, rappresentano anche un valido strumento di difesa nei confronti di hacker e cybercriminali vari. Servizi di questa natura, infatti, consentono di effettuare anche backup e ripristino dei dati, pianificando quali dati salvare e, soprattutto, quando farlo. In questo modo, in caso di attacco ransomware (tanto per fare un esempio di uno dei peggiori malware per aziende), si potranno recuperare i file più importanti senza essere costretti a pagare alcuna forma di riscatto.

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