UniCredit è uno dei maggiori gruppi finanziari europei, con un network internazionale distribuito in 50 Paesi e una presenza diretta in 17. Il gruppo opera attraverso 8.100 sportelli e ha 146mila dipendenti, con un movimentato attivo di 873 miliardi di euro per circa 30 milioni di clienti.

Il settore banking è uno dei più sensibili alla digital disruption. Finora gli istituti di credito hanno interpretato l'innovazione tecnologica come una semplice trasformazione dei prodotti finanziari tradizionali in servizi digitali. Oggi, invece, anche in banca si guarda alla digitalizzazione con un significato più ampio: non solo sui prodotti ma su tutti i processi e i modelli operativi. In UniCredit, in particolare, il tema della digitalizzazione si sta sviluppando lungo due fronti.

Da un lato, un'interazione con la clientela sempre più integrata tra canali fisici e mobile, nell'ambito della cosiddetta "banca phygital", dall'altro una ridefinizione dei processi di back office, utile a garantire tempi di risposta in linea con quelli dei canali diretti. Ecco perché, sotto la direzione strategica di Massimo Milanta, Group CIO & Chief Security Officer, UniCredit intensificherà nei prossimi mesi l'attività sui big data analytics a supporto del CRM evoluto, come ha spiegato il manager all'Osservatorio Digital Transformation Academy della School of Management Politecnico di Milano: "Ci focalizzeremo contemporaneamente sulla modernizzazione del back end, a partire dal rinnovamento dei componenti architetturali per sostituire il mainframe e sull'introduzione di importanti novità per il segmento corporate. In questo ambito, infatti, stiamo implementando progetti globali per rendere più efficiente la nostra offerta nei servizi di Supply Chain Finance e Forex Trading".
Altre aree di intervento saranno il mondo Internet of Things e cognitive computer, così come le open API (interfacce di programmazione aperte), sulla scia di quanto fatto nel 2015 con le iniziative di Appathon in Italia, Germania e Austria per promuovere l'adozione di app innovative legate al mondo dei servizi finanziari: le blockchain, che sono ormai divenute strategiche per il mondo bancario perché permettono di creare un sistema di trust matematico basato su protocolli standard utile per eseguire i contratti in tempo reale.

Le nuove competenze richieste

I riflessi organizzativi di questo nuovo corso digital sono emersi negli ultimi mesi. L'estensione del ruolo di CIO di Milanta anche a quello di Chief Security Officer ha permesso di convogliare sotto un unico perimetro la governance della parte IT con quella della sicurezza informatica e fisica, ormai sempre più interconnesse. A questo si affianca l'accentramento di tutti i progetti legati alla trasformazione digitale A del modello di business nell'area del Chief Operating Officer (COO) e la nascita della nuova funzione del Chief Data Officer, responsabile unico del governo dei dati aziendali. "Di fronte a una trasformazione così profonda come quella che stiamo vivendo – ha concluso Milanta – è necessario assorbire nuove competenze su ambiti solo qualche anno fa erano molto lontani dal mondo bancario, come quella del Data Scientist e degli specialisti in machine learning".

Per supportare e favorire al meglio l'innovazione al proprio interno, infine UniCredit ha creato anche strutture organizzative ad hoc. Il neonato dipartimento di Research & Development (R&D), per esempio, si occupa di fare ricerca avanzata e prototipazione mentre l'area Innovation segue lo scouting delle nuove idee sul mercato dell'innovazione a 360° occupandosi di sviluppare le partnership con aziende e università, oltre a valutare eventuali investimenti nell'ambito delle startup fintech.

30 giugno 2016