Per l'Italia l'innovazione del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) sta diventando un tema particolarmente critico, soprattutto alla luce di alcuni trend che indicano un crescente fabbisogno di servizi in questo settore. Stando ad alcune stime dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), nel mondo il nostro paese risulta secondo solo al Giappone in quanto a incidenza degli anziani sulla popolazione (22,4% dei cittadini oltre i 65 anni). Ma l'Italia, secondo alcuni dati del rapporto "Health at a Glance 2015" dell'OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), si posiziona anche come la nazione dove la spesa sanitaria pro capite è diminuita in termini reali a partire dal 2011, sia nel settore pubblico sia in quello privato, a seguito di misure di contenimento attivate per arginare la crisi economica.

Nonostante la buona qualità dell'assistenza sanitaria, si legge nel rapporto, alcuni indicatori mostrano l'Italia in posizione arretrata rispetto ad altri paesi, in aree come l'assistenza agli anziani e la prevenzione delle malattie non trasmissibili. Questi e altri indicatori chiave fanno emergere, con sempre maggior urgenza, il problema della sostenibilità economica, organizzativa e tecnologica, di questo sistema sanitario. Una fragilità che la tecnologia digitale e la digitalizzazione, come strumenti e processi diffusi a livello capillare e sistemico, possono contribuire a ridurre, migliorando l'efficienza e la qualità dei servizi sanitari erogati ai cittadini e contenendo al contempo i costi.

"Work in progress" per il FSE

L'Osservatorio Innovazione digitale in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano delinea un andamento degli investimenti ICT nella Sanità italiana in crescita a partire dal 2013: nel 2014, infatti, la spesa è stata complessivamente di 1,37 miliardi di euro (+17%), rispetto agli 1,17 miliardi di euro dell'anno precedente. Tra le aziende che hanno investito nel 2014 o previsto un aumento del budget nel 2015, gli ambiti di spesa considerati particolarmente strategici sono la cartella clinica elettronica, la gestione informatizzata dei farmaci e i sistemi di integrazione con il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE). Quest'ultimo è un servizio che permette di consultare da remoto i referti, che risultano disponibili online - come si legge, ad esempio, nel sito della Carta Regionale dei Servizi della Regione Lombardia - se l'utente ha prestato il consenso al trattamento dei propri dati. Se l'ente erogatore della prestazione sanitaria ha aderito al Sistema Informativo Socio-Sanitario (SISS), e se i referti stessi fanno parte dell'insieme dei documenti e delle valutazioni che l'ente erogatore, considerati i vincoli tecnici, legali e amministrativi del caso, decide, sotto la sua responsabilità, di pubblicare sul FSE.

Le regioni italiane hanno investito per lo sviluppo di soluzioni FSE nel quadro delle linee guida per l'istituzione, entro fine 2015, dei FSE regionali e la realizzazione dell'infrastruttura nazionale per garantire l'interoperabilità del FSE. La finalizzazione del progetto è prevista entro il 2017, anno in cui dovrà completarsi anche il piano di diffusione dei servizi di prenotazione e pagamento online. Entro quest'anno, invece, la strategia di crescita digitale prevede il completamento della sostituzione delle ricette cartacee con quelle digitali e la dematerializzazione dei referti e delle cartelle cliniche.

Tra le barriere all'innovazione digitale, come mostrano i dati dell'Osservatorio su un campione di 72 direttori interpellati, al primo posto (63% dei rispondenti) si posiziona la limitatezza delle risorse economiche disponibili, subito seguita dagli elevati impatti organizzativi e/o resistenza al cambiamento (48%); in terza posizione (37%) c'è invece la scarsa cultura digitale degli operatori sanitari.

E-health: gli ambiti chiave

La digitalizzazione nel sistema sanitario nazionale, se implementata a livello sistemico, è in grado di portare benefici in alcuni settori particolarmente importanti: in ambito amministrativo i risparmi si realizzano attraverso dematerializzazione e conservazione a norma dei documenti cartacei. Nel settore clinico-sanitario la digitalizzazione consente, ad esempio, al medico di consultare la cartella clinica direttamente da un terminale posizionato a bordo letto. Nell'area delle relazioni con il cittadino, il servizio CUP permette di prenotare anche online le prestazioni sanitarie. Ancora, in materia di integrazione dei servizi con il territorio, la ricetta digitale fornisce al cittadino la capacità di ritirare i farmaci prescritti dal medico in qualunque farmacia, anche quando si trova in viaggio per lavoro o in vacanza. Infine, nel settore della comunicazione e della collaborazione in ambito e-health, sono molte le tecnologie digitali che possono contribuire a migliorare i processi di lavoro. Solo per citarne alcune, la connettività UBB (Ultra Broadband), i sistemi UCC (Unified Communication & Collaboration), le reti Wi-Fi e le infrastrutture cloud.
 

18 luglio 2016