Ernst & Young ha presentato lo Smart City Index 2016, ultima edizione del rapporto che analizza la propensione all'innovazione urbana dei 116 capoluoghi di provincia italiani. La valutazione operata dalla società di consulenza avviene sulla base di una griglia di 470 indicatori - servizi, app, uso di sensori, infrastrutture, reti - declinati in aree quali trasporti, vivibilità e reti di telecomunicazioni. Quest'anno, per la prima volta, sono state introdotte tra le discriminanti della stima anche la capacità progettuale e la visione strategica (d'insieme) delle iniziative smart city. Il quadro che emerge è quello di un'Italia che procede a due velocità, con le regioni del Nord e del Centro che già hanno sperimentano i benefici dell'IoT per le città intelligenti e quelle del Sud che si stanno impegnando a recuperare terreno.

Venendo alla classifica, Bologna rimane saldamente in testa mentre Milano (3a nell'edizione precedente) "scippa" la medaglia d'argento a Torino, relegandola in terza posizione. A seguire, Mantova, Parma, Trento, Brescia, Reggio Emilia, Roma e Firenze. La capitale scivola dal quarto al penultimo posto della "top 10" e Verona perde ben dieci posizioni (dall'ottavo al diciottesimo posto). Tra le città più virtuose, Venezia fa un balzo, passando dalla 31a alla 15a posizione, e Mantova salta dalla 35a alla 4a.

Purtroppo, il Sud mostra un ritardo strutturale e la prima metropoli del Meridione, Napoli, si incontra in 32a posizione. Le isole sono il fanalino di coda, con le province di Sanluri (Sardegna), Enna e Agrigento (Sicilia) che si posizionano in fondo alla graduatoria. Questo a livello di metriche generali. Se, però, si guarda alle specifiche aree d'intervento, si scopre che Cagliari eccelle nei progetti di mobilità intelligente, alle spalle di Milano e Torino, e che la Sardegna è la prima regione italiana se si considerano le dotazioni tecnologiche nella scuola, con ben 8 aule su 10 connesse a Internet.

15 marzo 2016