Quello dei servizi bancari, comparto dai più visto come legato ad archivi cartacei polverosi e al vetusto mainframe, in realtà oggi è uno dei settori con il più alto tasso di innovazione. La pressione arriva da una competitività crescente, che con le fintech ha visto l'ingresso di nuovi attori, con modelli di go-to-market flessibili e molto aggressivi, ma anche da una domanda sempre più sensibile alle lusinghe del digitale, non solo per l'home banking ma anche per i pagamenti e i servizi più complessi.

La ricerca "The Connected Banking", stilata dall'autorevole pool di consulenti direzionali che fanno capo a The European House - Ambrosetti, mette in evidenza che la trasformazione digitale del mondo bancario non può più essere considerata un'opzione ma un imperativo. Nello stesso tempo, emerge con forza la raccomandazione per il top management di non interpretare il digitale solo come strumento per conquistare maggiore efficienza ma come una via chiara e potente per definire un nuovo modello di business, testare e avviare nuove forme di ingaggio e di fidelizzazione con i clienti.

 

 

Meno banche, più competizione

Il mercato italiano è al centro di un percorso di razionalizzazione e che ha visto cambiare radicalmente lo scenario competitivo, con 654 banche nel 2015 (vale a dire 124 istituti in meno rispetto al 2004), per non parlare della riduzione delle infrastrutture e della presenza sul territorio in termini di numero di uffici considerando che tra il 2008 e il 2015 sono stati chiusi oltre 4.000 sportelli bancari (-12%). La normativa a sua volta sta esercitando una pressione crescente, con un volume pari al 10,3% del cash out associato all'IT destinato a interventi di compliance normativa.
Nella prospettiva dell'utente, però, la banca non può più trascurare il fatto di vivere, in una "economia delle idee", in un mondo guidato dalla capacità di creare, ideare e vincere lavorando anche sul time-to-market. Per questo motivo, l'innovazione digitale delle banche non può prescindere dallo sviluppo di progetti che sappiano comprendere il mobile, l'Internet of Things, i Big Data e le analytics in tempo reale, i wearable, i sistemi cloud, la cyber security e, più in generale, i sistemi IT bimodali e fluidi, come sottolineato nell'introduzione al report.

Il contesto di riferimento
 

La ricerca ha preso in esame 65 casi di studio in Italia e nel mondo e ha identificato i 10 grandi temi che guidano la trasformazione digitale nelle banche:

1.  La fidelizzazione dei clienti e gli strumenti necessari per conoscerne il comportamento e conquistarne la fiducia

2.  La capacità di ridisegnare gli assetti organizzativi in funzione degli obiettivi

3.  La capacità di gestire correttamente ed efficacemente la tecnologia, che determina la sostenibilità nei modelli di business e la trasformazione digitale

4.  L'abilità di determinare una corretta governance per la trasformazione digitale 

5.  La possibilità di sviluppare una nuova forma di valorizzazione dei servizi, anche di quelli tradizionali

6.  La valutazione della capacità dei Chief Executive Officer di saper selezionare le diverse opzioni strategiche nell'approccio al digitale

7.  La capacità di diffondere una chiara consapevolezza del cambiamento presso tutto il personale, orientando l'effort strategico in direzione del digitale

8.  La capacità di creare una banca "digital born" per sviluppare test di iniziative digitali e sfruttare le sinergie con il patrimonio informativo della casa madre

9.  L'abilità di gestire il posizionamento tra banca tradizionale e banca digitale, per evitare qualunque tipo di "cannibalizzazione". E in prospettiva, la capacità di progettare e pianificare lo spin-off digitale o l'eventuale integrazione nella banca tradizionale

10. La preparazione del management della banca - e del CEO in particolare - sulla gestione della trasformazione digitale in chiave sistemica

Dalla ricerca emerge poi che nel percorso verso la creazione di una società digitale le banche giocano un ruolo assolutamente strategico, che è vitale per le banche stesse e per lo sviluppo di una cultura sociale realmente orientata al digitale. In questo senso, la missione di porre il cliente al centro non è più solo un imperativo di tipo economico o commerciale, ma è il fulcro stesso della strategia che può permettere alle banche di svolgere un ruolo di trust nello sviluppo delle imprese e della vita sociale, trovando la quadra del cerchio tra inclusione digitale e inclusione finanziaria.
 

21 ottobre 2016