I dati dell'ultimo Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità evidenziano come nel 2017 la spesa per la sanità digitale in Italia sia tornata a crescere e si attesti a 1,3 miliardi di euro. I budget più significativi sono quelli rivolti allo sviluppo della Cartella Clinica Elettronica (47 milioni di euro), dei sistemi di front end (45 milioni) e alla Disaster Recovery (31 milioni). Cresce anche, e raggiunge quota 24 milioni di euro, la spesa per la telemedicina.
Secondo IDC ("FutureScape: Worldwide Healthcare IT 2017 Top 10 Predictions By 2019"), già dal prossimo anno il 60% delle applicazioni sanitarie acquisirà dati sui device clinici connessi in ottica IoT e integrerà funzionalità cognitive per creare collegamenti e interazioni tra farmaci e terapie. Così facendo, i medici e il personale clinico saranno in grado di risparmiare il 30% del proprio tempo.
 

I principali benefici della sanità digitale

IoT, intelligenza artificiale, wearable? sono molte le tecnologie che ridisegnano la sanità digitale e numerose le applicazioni in fase di sperimentazione o già in uso. Ecco le principali.

 

Ridurre i tempi d'attesa del Pronto Soccorso

Purtroppo, sappiamo bene le sale di Pronto Soccorso degli ospedali italiani sono sempre congestionate, con gli operatori costretti a prolungare i propri turni di lavoro e pazienti in attesa per diverse ore prima di ricevere un consulto. Il Mount Sinai Medical Center di New York, però, oggi utilizza le tecnologie IoT per ridurre della metà i tempi di attesa al PS. L'ospedale ammette circa 60mila pazienti ogni anno e ha un tasso di occupazione del 90% per i suoi 1.100 posti letto. Grazie a un software intelligente è in grado di tracciare le richieste di accettazione e prioritizzarle (in una sorta di triage evoluto) sulla base di 15 diverse metriche, per venire incontro alle esigenze individuali dei singoli pazienti e razionalizzare la gestione dell'emergenza.

 

Telemedicina e telemonitoraggio (remote health o tecnoassistenza)

In alcuni casi, i pazienti non dovranno neppure rivolgersi al Pronto Soccorso. Una delle principali applicazioni della smart health e, più in generale, della sanità digitale, è il telemonitoraggio (telehealth o tecnoassistenza). La tecnoassistenza prevede l'uso di un dispositivo indossabile che acquisisce in continuo i dati sui parametri vitali della persona, come pressione sanguigna, frequenza cardiaca, trasferendoli a un'App per smartphone dove saranno criptati e trasmessi in sicurezza a una consolle centralizzata monitorata da un operatore sanitario. Alcuni software possono anche essere molto sofisticati, con App che impiegano le tecnologie di riconoscimento facciale per valutare lo stato di salute del paziente. Il telemonitoraggio non solo minimizza il costo della sanità eliminando le visite in ospedale, ma contribuisce anche a migliorare la qualità della vita dei pazienti, che potranno curarsi al meglio senza spostarsi dalla propria abitazione. Se un paziente ha una mobilità limitata, oppure se non ha un proprio mezzo di trasposto, apprezzerà particolarmente questa opportunità. A questi benefici si somma un altro elemento di valore, ovvero la possibilità di collezionare dati di continuo, contribuendo a migliorare la ricerca sulle patologie. Secondo i dati dell'Osservatorio Digitale in Sanità del Politecnico di Milano, nel 2017 le strutture sanitarie italiane hanno investito circa 24 milioni di euro in questo ambito, in aumento rispetto ai 20 milioni di euro spesi nel 2016.

Cartella Clinica Elettronica Ospedaliera e Fascicolo Sanitario Elettronico

Si tratta di aggregati di dati destrutturati come file di testo, referti di visite specialistiche ed esami, immagini diagnostiche, verbali di Pronto Soccorso, lettere di dimissione ospedaliera e certificati vaccinali, che il paziente può consultare in autonomia accedendo ai servizi online regionali (nel caso del Fascicolo Sanitario Elettronico) oppure a quelli specifici della casa di cura o del presidio ospedaliero (nel caso della Cartella Clinica Elettronica Ospedaliera).

 

Precision surgery e distance surgery

Grazie al cloud, alla connettività in banda larga e ai progressi compiuti sul fronte della robotica, oggi è possibile farsi operare a distanza da un luminare della chirurgia che risiede anche nell'emisfero opposto a quello in cui è ricoverato il paziente. Un sistema robotico complesso replica l'immagine tridimensionale del corpo del paziente e permette al chirurgo di manovrare a distanza gli strumenti endoscopici utili per praticare incisioni, fare biopsie o eliminare porzioni di tessuto, a distanza di migliaia di chilometri e in tempo reale.

 

Migliorare la disponibilità e l'accessibilità dei macchinari ospedalieri

Gli ospedali moderni hanno in dotazione macchinari anche molto sofisticati, che devono essere sempre operativi. Alcuni sono addirittura indispensabili per mantenere in vita un paziente. Come gli altri dispositivi elettronici, però, questi strumenti sono soggetti al rischio di fermi, causati da blackout per esempio, o da malfunzionamenti. I nuovi macchinari smart, però, integrano funzionalità di auto-diagnostica e manutenzione predittiva. Il sistema è programmato per allertare il personale ospedaliero nel caso in cui alcuni parametri del macchinario rilevino problemi nella normale funzionalità.

 

Tracciare in modo puntuale lo staff, i pazienti e gli asset

La sicurezza è uno dei principali problemi che i dirigenti sanitari devono affrontare. Gli ospedali sono ambienti molto ampi, aperti al pubblico, dove diventa difficile tracciare i pazienti stessi, ma anche il personale o gli asset. Grazie ai sistemi di localizzazione in tempo reale (RTLS) e alle tecnologie IoT, però, oggi è possibile identificare in qualsiasi istante la posizione di persone e macchinari. I sistemi RTLS sono costituiti da un sensore elettronico (un tag o un badge) al quale è associato un identificativo unico. Attraverso una rete di lettori (reader) posizionati nei vari corridoi e aree dell'ospedale, e grazie a una console digitale, è possibile mappare e seguire gli spostamenti di notebook, tablet, macchinari diagnostici e persone in tempo reale.

 

Smart pill (pillole intelligenti)

Le proiezioni dell'analista Grand View Research indicano che il mercato delle pillole "intelligenti" è destinato a crescere a un tasso medio annuo composito del 15,5% da qui al 2025, quando raggiungerà un giro d'affari di 3 miliardi di dollari. Le pillole smart sono, a conti fatti, sensori ingeribili. La FDA (Federal Drug Administration) americana lo scorso anno ha approvato l'uso delle smart pill per controllare l'effettiva assunzione delle terapie da parte di pazienti con disturbi depressivi. Quando le pillole smart raggiungono lo stomaco del paziente, gli acidi in esso contenuti attivano il chip interno, che inizia a trasmettere dati sul livello di stress e lo stile di vita a un cerotto smart a sua volta indossato dal paziente. Una volta ricevute queste informazioni, il cerotto le cripta (per garantirne la trasmissione sicura) e le invia attraverso una connessione Bluetooth a un'App per smartphone. Attraverso l'App, i dati giungono al tablet dello specialista, che potrà controllare i valori in tempo reale e, nel caso, chiedere al paziente di assumere una terapia riequilibrativa dell'umore.

Curare i disturbi cronici

La cura dei disturbi di salute cronici è l'area della sanità che meglio si candida a beneficiare delle tecnologie digitali e di quelle IoT in particolare. Negli Stati Uniti, circa il 75% della spesa sanitaria riguarda proprio le malattie ricorrenti, come il diabete, in cui il paziente è soggetto a ricadute più o meno frequenti. Non esiste un unico device IoT in grado di migliorare lo stile di vita dei pazienti cronici o aumentare l'efficienza della spesa sanitaria in quest'area. I braccialetti smart permettono di tracciare il battito cardiaco e le pulsazioni di chi li indossa e queste informazioni possono facilmente essere condivise con i dottori per anticipare i problemi che portano i malati cronici a rivolgersi più spesso di altri al Pronto Soccorso. Oggi, però, esistono anche altri dispositivi indossabili come cerotti smart (patch) e, addirittura, lenti a contatto intelligenti, che si dimostrano efficaci per acquisire di continuo i dati sulle patologie croniche, migliorando la ricerca.

 

Lenti a contatto smart e cervelli elettronici

Entro il 2035, oltre 592 milioni di persone soffriranno di diabete, stando alle proiezioni della International Diabetes Federation. I ricercatori di alcune università americane stanno studiando le applicazioni legate alle lenti a contatto intelligenti, in grado di monitorare il livello di glucosio presente nel sangue di chi le indossa e inviare i dati relativi a un'App per smartphone. Altre applicazioni di frontiera, sulle quali si concentra l'interesse dei ricercatori, sono quelle legate al monitoraggio e alla stimolazione delle connessioni cerebrali per accorciare i tempi di riabilitazione post-traumatica, così come il monitoraggio e la stimolazione elettrica per velocizzare la crescita e l'auto-riparazione delle ossa.

 

Smart beds (letti intelligenti)

Il letto dell'ospedale potrà essere debitamente sensorizzato con sistemi di controllo della temperatura corporea, del battito cardiaco, della saturazione, del glucosio e della pressione del sangue. I dati così rilevati sono, poi, trasferiti a una console centralizzata continuamente monitorata da un operatore sanitario. Il letto intelligente prevede la possibilità di lanciare allarmi nel caso in cui i parametri vitali del paziente varino troppo repentinamente o eccedano alcuni limiti minimi o massimi. Si tratta di tecnologie che si candidano a essere utilizzate soprattutto all'interno di centri di lunga degenza per persone anziane e malati cronici.

 

Robotic nurse e robo coach

Al momento esistono solo a livello sperimentale, ma i robo coach aiutano le persone anziane, o quelle che necessitano di riabilitazione specifica a seguito di incidenti e operazioni chirurgiche particolarmente invasive, a verificare il corretto svolgimento dell'attività fisica. Attraverso l'uso di sensori intelligenti applicati a petto, polsi o caviglie (che includono accelerometri e misuratori di dati biometrici e parametri vitali come battito cardiaco o pressione sanguigna), è possibile monitorare h24 lo stile di vita del paziente che deve compiere una riabilitazione domiciliare e ottenere in cambio un patrimonio ingente di dati diagnostici che potrà essere utilizzato per valutare i suoi progressi, ma anche per migliorare la ricerca.
Una sperimentazione promossa da un team del Politecnico di Milano, invece, sta valutando le possibili applicazioni delle robotic nurse, caregiver automatizzati controllabili remotamente da personale sanitario, che vigilano sul paziente domiciliare, sulla correttezza del suo stile di vita e sull'assunzione regolare della terapia. In realtà già oggi è possibile utilizzare gli assistenti domestici come Google Home o Amazon Echo per ricordare al paziente domiciliare quando è il momento di assumere un farmaco.

 

12 dicembre 2018