La spesa per l'innovazione digitale dei top retailer italiani è inferiore a un punto percentuale del fatturato. È una cifra ancora decisamente bassa, ma con un interessante trend di crescita e con una consapevolezza crescente. Se nel 2015, infatti, il settore ha allocato alle tecnologie il 15% del totale degli investimenti annuali, nel 2016 il dato è stimato al 17%. Le cifre sono state recentemente presentate dall'Osservatorio Innovazione Digitale nel Retail del Politecnico di Milano, che ha preso in considerazione tre macrocategorie di investimenti tecnologici. Il primo è relativo al back end, e include soluzioni come CRM, Fatturazione elettronica, soluzioni per il magazzino. Il secondo riguarda invece il front end, e comprende digital signage, pagamenti innovativi, chioschi e via dicendo. Il terzo fronte, infine, è quello delle soluzioni tecnologiche a supporto della multicanalità.

 

Fonte: Osservatorio Innovazione Digitale nel Retail (2016)

 

"In un contesto di domanda complessivamente stagnante – ha affermato Alessandro Perego, Direttore Scientifico degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano –, il futuro dei retailer italiani è legato alla capacità di individuare target e strategie, muovendosi sul piano dell'efficienza e su quello della bontà del servizio ai clienti finali. Sono sostanzialmente gli stessi problemi che stanno affrontando i retailer tradizionali di tutte le economie avanzate, con la differenza, rispetto non solo agli Stati Uniti ma anche a molti Paesi europei, che la nostra distribuzione è estremamente frazionata e che le nostre imprese maggiori sono piccole. Sia l'efficienza sia la bontà del servizio offerto al cliente possono trarre notevoli giovamenti dalla digital transformation".

L'innovazione digitale, dunque, è prioritaria e strategica per competere, un messaggio che, a quanto risulta dai dati, la maggioranza dei retailer non ha ancora recepito appieno. Per innovare serve infatti una forte sponsorship e un disegno strategico coerente: le tecnologie ci sono il problema è anzi quali scegliere.

La guida strategica dell'innovazione digitale e? nella maggior parte dei casi (46% del campione) il CEO (Chief Executive Officer) poiche? e? l'unica carica in grado di spingere progetti che richiedono budget ingenti e una significativa revisione organizzativa e di processo. Seguono il CIO (Chief Information Officer) e il CDO (Chief Digital Officer) con il 13%.

Si investe più nel back end che nel negozio e online

La ricerca, che considera i top retailer italiani (i primi 300 presenti in Italia con negozi fisici), ha analizzato la maturità digitale attraverso lo studio del livello attuale di adozione e dell'intenzione di adozione futura.

Nel back-end la diffusione delle diverse tecnologie è piuttosto soddisfacente: il 93% del campione ha adottato almeno un'innovazione. Le priorità sono state CRM, fatturazione elettronica, ERP, business intelligence analytics e soluzioni per gestire il magazzino.

Fonte: Osservatorio Innovazione Digitale nel Retail (2016)

 

Minore è, invece, la diffusione nel front-end e molto più variegate le soluzioni adottate: nell'alimentare ad esempio si investe soprattutto per rendere più efficienti i percorsi dei visitatori in negozio e per fidelizzare i clienti con sistemi di loyalty e couponing. Nell'abbigliamento si privilegiano specchi e camerini smart, vetrine intelligenti, chioschi, totem e touch point. Cresce, con differenze molto rilevanti, l'omnicanalità: l'eCommerce è ormai sviluppato dall'80% dei top retailer dell'abbigliamento e solo dal 30% dei top dell'alimentare.

 

23 dicembre 2016