È un dato assodato. I datacenter tradizionali sono dei veri e propri energivori. La rete mondiale dei CED consuma oltre il 2% dell'energia elettrica generata ogni anno, immettendo nell'atmosfera circa 260 milioni di tonnellate di anidride carbonica (CO2). E il costo dell'alimentazione elettrica è cresciuto a ritmi vertiginosi negli ultimi anni, tanto che ora il suo peso oscilla tra il 20 e il 60% (a seconda dei casi) delle spese operative di un datacenter. Cercare di intervenire sui parametri delle emissioni di gas nocivi all'ambiente, contribuendo altresì a contenere i consumi energetici, è quindi un obiettivo che tutte le aziende e gli operatori IT devono darsi.
A confutare questa tendenza anche un recente studio di Mordor Intelligence, che stima come gli investimenti in soluzioni smart & green per il datacenter nel mondo passeranno dagli attuali 23,4 miliardi a 96 miliardi di dollari nel 2020, facendo registrare un tasso di crescita annuo composto del 27% circa.

A spingere verso una revisione in ottica "verde" del CED ci sono normative sempre più stringenti in materia, certo, ma anche i conti economici delle aziende, che obbligano a tagliare i costi operativi del CED, e la tecnologia che, oggi, permette di farlo.

I progressi compiuti in ambito architettonico (smart building, soprattutto), ma anche nuove forme di sourcing IT – leggasi il cloud – più intelligenti ed eco-friendly aiutano le aziende a dare un taglio alle bollette energetiche del CED, contribuendo anche a ridurre l'inquinamento atmosferico.

A far da contraltare a tutto questo, la tendenza all'incremento esponenziale dei dati generati da apparati, dispositivi e sensori intelligenti e connessi: PC, smartphone e tablet, ma anche biciclette e auto agganciate al web. Senza parlare di industria 4.0 e della miriade di record prodotti quotidianamente all'interno delle aziende. Più cresce il volume dei dati scambiati e immagazzinati, maggiore sarà la necessità di potenziare i centri dati per lo storage e le attività di analisi. Con l'aumentare della potenza e del numero dei CED aumentano, però, di conseguenza anche i consumi e le emissioni nocive.

Il cloud può contribuire a ridurre i consumi energetici, grazie alla flessibilità che offre di dimensionare potenza di calcolo e risorse storage in modo granulare e scalabile.

Per le aziende che hanno un datacenter di proprietà, però, da qualche settimana è disponibile un tool online, battezzato Renewit, che permette di analizzare costi e benefici delle misure di efficientamento dei CED in ottica "green".

Sviluppato con risorse europee, si rivolge agli operatori ICT, ai service provider e alle grandi corporation interessate alla costruzione di nuovi datacenter o all'aggiornamento di quelli esistenti.
 

14 novembre 2016