Sono davvero numerose le applicazioni di Smart GDO integrabili nel punto vendita. All'estero queste tecnologie sono già utilizzate da anni, mentre in Italia spesso sono oggetto di sperimentazioni. Ecco le principali.

 

Scaffali smart (smart shelf)

Lo scaffale smart è un sistema di controllo wireless degli inventari in cui i sensori sono integrati direttamente all'interno degli scaffali o installati sotto gli stessi. I sensori notificano ai sistemi di back end la quantità di articoli ancora disponibili sullo scaffale. Questi device wireless usano tag RfId e lettori per scansionare i prodotti e tenere traccia del loro prelievo, così da allertare automaticamente il magazzino nel caso in cui si verifichi un furto oppure il quantitativo di prodotti a scaffale scenda sotto una soglia minima di scorta o, ancora, nel caso di articoli "fuori posto" erroneamente posizionati su uno scaffale non loro. Gli smart shelf assicurano al punto vendita la possibilità di migliorare i servizi resi al cliente e incrementare le vendite. La gestione ottimizzata delle scorte permette alla GDO di abbattere i costi operativi, senza incappare nel rischio di finire out-of-stock. Oltre a organizzare il ripopolamento della merce, gli scaffali intelligenti hanno altre funzionalità, come rintracciare la merce fuori posto e migliorare l'etichettatura, collegandosi a tablet e altri device mobili per offrire in tempo reale informazioni sull'origine e la filiera dei prodotti. Oggi, gli scaffali smart sono talmente sofisticati da permettere alle catene della GDO di dispensare consigli d'acquisto personalizzati e una scontistica in real time sullo smartphone del consumatore che prima prende e poi ripone un certo prodotto.

Realtà aumentata per potenziare la shopping experience

Le applicazioni di realtà aumentata (AR) permettono di potenziare l'esperienza del cliente nel punto vendita attraverso contenuti multimediali aggiuntivi fruibili attraverso il principio dell'overlay. I device tascabili (smartphone e tablet) inquadrano il prodotto e ne permettono una visualizzazione tridimensionale, sovrapponendo informazioni, filmati animati e altri dettagli altrimenti non visibili. Sarà possibile modificare forma e colore, visualizzare informazioni sulla filiera e l'origine delle materie prime oppure sui valori fondanti del produttore. Si tratta, in definitiva, di un modello che permette di rafforzare la brand identity dell'insegna GDO ma anche un potente incentivo alle vendite per i prodotti più complessi e costosi. La AR è anche un mezzo coinvolgente per informare il cliente su campagne promozionali e sconti. La fotocamera del device diventa uno strumento che localizza automaticamente i prodotti in grado di soddisfare i suoi requisiti (in termini di peso, ingredienti, recensioni, ricette). Chi lavora all'interno dello store, invece, tramite la fotocamera del proprio tablet è in grado di inventariare in tempo reale i prodotti e verificare la corrispondenza dei prezzi esposti con quelli effettivamente concordati dalle policy di pricing del punto vendita.
Il colosso "made in USA" del bricolage Home Depot usa le tecnologie IoT per migliorare l'engagement dei suoi clienti. La sua App mobile integra funzionalità di ricerca "visuale", che permettono di identificare in modo immediato la posizione della merce nel punto vendita, comparare articoli simili, interpellare un esperto virtuale di bricolage che aiuti il cliente a "dare forma" alle sue idee attraverso le funzionalità di realtà aumentata integrate.

Carrelli smart (smart shopping cart) e cestini intelligenti (smart basket)

Numerose le sperimentazioni per queste tecnologie di ultima generazione nei magazzini di Corea e Giappone. I prodotti sono tutti equipaggiati con sensori RFID e sarà sufficiente metterli nel carrello o nel cestino attraversare un varco/lettore, oppure appoggiare il cestino su una cassa smart, per perfezionare l'acquisto di tutta la spesa attraverso i mobile wallet (App per i pagamenti integrate nello smartphone). Queste tecnologie permettono di bypassare l'ultimo miglio dello shopping nel magazzino, ovvero la coda alla cassa, accelerando i percorsi d'acquisto e migliorando la customer experience. Gli schermi del carrello intelligente, collegato con l'App mobile della catena di supermercati, permettono di scaricare e visualizzare la propria shopping list e avere informazioni sull'origine e la filiera dei prodotti. L'infrastruttura che supporta queste tecnologie poggia sul cloud e sulle analytics in tempo reale. Fondamentale disporre di potenza di calcolo on demand e pay-per-use, che solo un cloud provider è in grado di fornire.

 

Smart mirror e smart fitting room

I camerini digitalizzati, votati ai canoni di una customer experience più coinvolgente, interattiva e "avvolgente" si fanno strada all'interno delle insegne della GDO. Il cliente potrà provare giacche, abiti e accessori in modo virtuale, senza neppure doversi spogliare, semplicemente sovrapponendoli alla propria immagine rilevata dalle telecamere sensorizzate presenti in camerino. Specchi e camerini intelligenti spesso integrano anche dei motori di recommendation e sono progettati, quindi, per potenziare le strategie di cross selling e upselling, consigliando il cliente sugli abbinamenti e gli accessori più "azzeccati" per quello specifico outfit. A Milano, questa tecnologia è stata già implementata da OVS nello spazio di Corso Buenos Aires con i suoi Magic Mirror. Lo stesso punto vendita è stato completamente sensorizzato. I clienti che hanno scaricato l'App mobile di OVS possono ricevere promozioni personalizzate sul proprio device tascabile mentre si aggirano nel punto vendita.

 

Smart glass e gamification per ingaggiare e fidelizzare all'insegna

La realtà virtuale entra (in modo assolutamente sperimentale) anche nelle campagne di experience marketing in store della GDO. OVS stessa lo scorso anno ha fornito in dotazione a un ridotto numero di clienti visori di realtà aumentata e smart glass e gli ha affiancato alcuni commessi che li hanno seguiti passo a passo in una caccia al tesoro "aumentata" e interattiva all'interno del punto vendita di Corso Buenos Aires a Milano. In palio c'erano punti spesa da caricare sulla propria tessera fedeltà.

 

App mobile "scan to go", smart payment e self checkout

È dalla seconda metà degli anni 2000 che le grandi insegne sperimentano il self checkout, ossia la possibilità di scannerizzare i propri prodotti e completare in autonomia le operazioni di pagamento saltando la coda alla cassa. Fondamentale l'integrazione con i mobile wallet (le App di pagamento integrate nello smartphone). Anche l'ultimo miglio – la cassa – può ormai essere superato dall'uso massiccio di sensori IoT e tag Rfid per garantire una shopping experience sempre più fluida. In futuro, poi, spazio anche agli IoT payment gestiti attraverso i wearable. Fondamentale, per abilitare questi servizi, disporre di un'infrastruttura di protezione dei dati finanziari all'altezza e di una connettività adeguata all'interno del punto vendita. Ma oggi le tecnologie digitali permettono di fare un ulteriore passo avanti. Robotica e intelligenza artificiale si fanno strada nello store e fra le corsie dei Carrefour spagnoli ha fatto la sua comparsa Pepper, un robot che accoglie i clienti e gli indica dove trovare i prodotti oppure quali sono le offerte speciali.

 

Assortimento ottimizzato

La vendita delle diverse merceologie non è uguale in tutti i punti vendita della Grande Distribuzione, quindi capire bene quali prodotti distribuire in quantità più o meno elevata in quali negozi è una faccenda molto delicata. Sensori IoT, Big Data Analytics e Intelligenza Artificiale possono aiutare le catene della GDO a ottimizzare l'assortimento all'interno dello store. La possibilità di incrociare i dati demografici con la percezione dei gusti, i dati sui comportamenti d'acquisto in punti vendita simili, le previsioni meteo e molte altre fonti dati per stimare con una buona approssimazioni quali prodotti andranno per la maggior in quel punto vendita quel giorno permette alle realtà della GDO di creare percorsi merceologici ottimizzati (agendo anche sulla disposizione dei prodotti sugli scaffali e la loro collocazione nei percorsi "guidati" dei carrelli) molto più aderenti alle esigenze reali dei clienti. L'App Eden, che Wal-Mart ha iniziato a utilizzare qualche mese fa, permette di ridurre gli sprechi alimentari dei prodotti freschi grazie all'intelligenza artificiale. Il monitoraggio dei prodotti lungo tutta la filiera, dall'azienda agricola allo scaffale, attuato attraverso sensori IoT e tag Rfid permette di raccogliere una grossa mole di dati: dati provenienti dai droni che sorvolano i campi coltivati, dati relativi alle temperature delle celle di stoccaggio e dei camion? Tutti questi record vengono rielaborati e corretti, applicando un algoritmo di "freschezza", così da generare insight e permettere ai centri di distribuzione di smistare le partite di frutta e verdura in modo più efficace ai punti vendita, privilegiando gli alimenti più vicini alla giusta maturazione rispetto a quelli più acerbi. Lo stesso algoritmo permetterà in futuro di prevedere esattamente il grado di maturazione di un frutto giunto allo scaffale quando ancora è sulla pianta.

 

16 gennaio 2019